E Mastella per contratto si fa mantenere dalla moglie

"Il ministro da sette mesi a questa parte lo fa solo per hobby. La politica è un piacere, non più un mestiere. Clemente Mastella è riuscito a trovare la soluzione che sogna ogni uomo: farsi mantenere per il resto della vita. Per giunta da una bella signora come Alessandrina Lonardo, che per altro è sua moglie. È la trovata più fantasiosa fra mille mutui casa dei parlamentari italiani. Mastella il mutuo se lo è fatto in casa. E non per modo di dire: con un contratto vero e proprio. Così ha ceduto alla consorte proprietà di ville e terreni a Ceppaloni e Benevento. In cambio avrà l’usufrutto a Ceppaloni e la signora Lonardo dovrà mantenerlo per tutta la vita.

Il contratto stipulato fra i coniugi entrambi politici è una primizia assoluta del settore, ma non ha molti eguali in genere. Mastella in cambio della rinuncia alla proprietà di quei mattoni dovrà solo chiedere alla consorte ed essere soddisfatto. Perché nel contratto c’è proprio tutto: vitto, alloggio, vestiti, bisogni impellenti, assistenza morale e materiale di ogni tipo fino all’ultimo giorno della sua vita.

È una chicca che ci fa uscire sorridendo per qualche istante da Mutuopoli. Ma la nostra inchiesta procede, e la strada non sembra cambiare troppo. Perché politico che controlli mutuo che trovi. Dopo le polemiche di un decennio fa su Affittopoli le case degli enti se le sono comprate proprio tutti gli inquilini. Generalmente a sconto, anche robusto, facendosi alfieri di una trattativa collettiva a nome degli altri affittuari nello stesso stabile. Altre volte, quando si trattava di immobili di pregio, mettendosi di traverso ai manager della Scip che sventolavano la legge spiegando che il supersconto non era proprio possibile. È lo stesso ministero dell’economia però a spiegare come questo ostacolo molte volte sia stato aggirato.

Non si fanno i nomi, naturalmente, ma nell’ultima relazione al parlamento sulle cartolarizzazioni si spiega come le tecniche più utilizzate dagli inquilini vip siano state due. La prima, quella giudiziaria: una raffica di ricorsi in tribunale per contestare la valutazione di pregio effettuata dalla Agenzia del territorio. Tutti convinti, con tanto di carta bollata, di abitare stamberghe, sia pure nei quartieri più esclusivi della capitale, di Milano o di altri capoluoghi italiani. Fallito questo tentativo, sono intervenute le giunte comunali. Rifacendo piani regolatori, limando i confini dei centri storici per fare risultare fuori dal "pregio" qualche amico degli amici. E così hanno beffato fino all’ultimo giorno Tesoro e cittadini italiani…
(Franco Bechis ItaliaOggi 6 settembre 2007)

II
"Il contratto è stato firmato dal notaio Francesco Iazeolla di Benevento il 4 febbraio 2007. Giuridicamente si tratta di «cessione di diritti reali a titolo oneroso». Con quell’atto il ministro della Giustizia ha ceduto a titolo oneroso a sua moglie la parte di proprietà detenuta nella villa di Ceppaloni (18 vani), nei relativi terreni (otto aree censite al catasto per poco più di un ettaro complessivo), e un altro immobile a Benevento (13 vani) con cantina e box auto. Fra coniugi è abbastanza comune, e talvolta si fanno queste operazioni per ragioni fiscali o per pura comodità. La particolarità non è nemmeno nel fatto che la cessione sia a titolo oneroso, perché anche questo capita nelle buone famiglie.

Ma il contratto stipulato fra i due è a rate, e ha tutte le caratteristiche del mutuo, andando perfino a suggellare e rafforzare quella indissolubilità del matrimonio cui entrambi i coniugi fermamente credono. Riportiamo il testo contrattuale così come è stato archiviato:

«Mastella Mario Clemente, relativamente alle particelle della prima unità negoziale (villa e terreni in Ceppaloni, ndr), si riserva il diritto di abitazione sua vita natural durante per la quota riportata. Quale corrispettivo della cessione, Lonardo Alessandrina si obbliga al mantenimento del cedente Mastella Mario Clemente, ovvero a fare fronte a tutte le sue necessità: vitto, assistenza morale e materiale, spese mediche, vestiario e quanto occorresse, secondo le possibilità dell’obbligata e le necessità del beneficiario, per tutta la vita di costui». Il contratto perfetto che sognerebbero molte coppie italiane.

Lui mantenuto a vita, destinato a lavorare (al governo o in politica) soltanto per hobby e passione, e quando vorrà tirare i remi in barca, lo potrà fare senza alcun tipo di preoccupazione economica. Lei con le chiavi della cassa comune in mano, signora arbitra di ogni spesa necessaria e voluttuaria del legittimo consorte. Al suo buon cuore stabilire se anche qualche vizio per la buona tavola o di qualsiasi altro genere possa rientrare o meno fra «le necessità del beneficiario».

La villa di Ceppaloni fu acquistata in comunione di beni dai coniugi Mastella il 3 aprile del 1980 dal precedente proprietario, Italico Lizza, insieme a un «appezzamento di terreno posto in agro di Ceppaloni esteso complessivamente circa ettari 1.18.80 a corpo e non a misura, dotato di aia in terra battuta e di una porzione di fabbricato rurale costituita da tre vani terranei di vecchia costituzione e in cattivo stato di manutenzione adibiti ad uso di deposito agricolo». Il complesso è stato poi ristrutturato e adornato con la ormai celeberrima piscina a forma di cozza"

(Fosca Bincher ItaliaOggi 6 settembre 2007)

TEMIS: quest’uomo è un mito! è il Berlusconi della sinistra: merita di diventare il premier degli Italioti!

Per il ritratto (al vetriolo) "Mastella, il guardasigilli con il rosario in mano" di Giancarlo Perna: http://temis.blog.tiscali.it//Mastella__il_guardasigilli_che_fa_collezione_di_rosari___ritratto_al_vetriolo_di_Perna_1787384.shtml

 

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2 Commenti to “E Mastella per contratto si fa mantenere dalla moglie”

  1.   Angelo Scrive:

    Gentile Ministro sono d’accordo con Lei quando dice che i mali d’Italia son ben altra cosa rispetto ai comportamenti che normalmente tiene, ma è vero che Lei è il Ministro di Grazia e Giustizia e quello che si vede nei Tribunali d’Italia non è un bel vedere. Sono un Cancelliere da ormai 25 anni e quello che si sta verificando in questi ultimi 6/7 anni io non l’ho mai visto. Carenze di organico spaventose, carichi di lavoro insopportabili, straordinari non pagati, processi bibblici e soprattutto quello che più ci offende è la scarsa comprensione della gente e di chi opera nella Giustizia, credono che la colpa sia nostra degli operatori della Giustizia. Non è così signor Ministro Mastella, e Lei lo sà, ci sono dei vincitori di concorso con una graduatoria già approvata da 3 anni che non attendono altro di essere chiamati a lavorare, giovani laureati, pronti a lenire i nostri carichi di lavoro. Ma non si fa niente, anzi da quello che mi dicono alcuni di questi ragazzi la loro graduatoria sta per scadere, pensate che beffa per la Giustizia che ha speso dei soldi per selezionarli, e per loro che dopo anni di sacrifici vedersi sfumare questa opportunità. Ministro Mastella se vuole il bene della Giustizia Italiana inizi a ridare delle speranze a noi operatori ed alla gente.

    Gentile Ministro credo che Lei sappia ascoltare un suo dipendente che mentre scriveva non ha pensato per ora alla sua progressione in carriera.

    Un grazie di cuore da un Cancelliere del Tribunale di Milano.

    Angelo.

  2.   Manuel Scrive:

    Mastella Clemente tu si che sai come rubare alla gente