“Fiche o fighe sfondate?” – polemiche culturali al Foglio

 1 – FICHE O….
Andrea Marcenaro per "Il Foglio" del 24 maggio 2008
Notasi intanto questo. Che il magistrato ha naso. Egli fiuta. E il giornalista appresso. Perché se il magistrato fiuta, non sia mai di un giornalista che rifiuti. E siamo al nodo. Notasi che, dopo il 14 aprile, con l’Amor nostro la Giustizia ha chiuso. Notasi, nel contempo, che col Partito democratico invece ha cominciato. Prendasi Genova. Si noti come (sia detto tra parentesi) di esempi giudiziari uguali a Genova ce ne siano altri sedici. Sedici, dicasi. Dal 14 aprile. Si noti solo ciò.

Viene alla luce nella Genova democratica, ora, non prima, dal 14 aprile, come il portavoce democratico, del sindaco democratico, del Partito democratico, più che un portavoce universalmente riconosciuto come democratico, fosse un portamerda. Parola di magistrato. Viene alla luce, sempre ora, come due consiglieri democratici, del Partito democratico, della giunta comunale democratica, democratica e illibata (fino al 14 aprile), siano diventati per incanto, vale a dire dal 15, le due fiche sfondate che abbiamo letto sui giornali. Parola sempre di magistrato. Toghe rosse? Toghe nere? Affanculo la separazione. Si vorrebbe, in quanto moderati, la macellazione delle carriere.

2 – FIGHE?
Andrea Marcenaro per "Il Foglio" del 25 maggio 2008
Chiedo scusa. Mi hanno detto che aver usato, ieri, l’espressione: "fiche sfondate", non è stato di buon gusto. Che il motteggio sulla magistratura dopo il 13 e14 aprile, e sulla sua Genova di sinistra, scoperta improvvisamente corrotta il giorno 15, condivisibile o meno che fosse l’analisi, detta in quel modo perdeva di autorevolezza. Vero. Sono più che d’accordo. Non so perché, ma "fiche sfondate" è stata un’immagine molto volgare. Pardon. Bisognava dire, forse, "fighe". "Fighe sfondate" improvvisamente a sinistra, sarebbe suonato più accettabile. Il 14 aprile, non lo so. Il 15, senz’altro. Non ho mai capito perché, figa, sia più accettabile di fica. E si possa ben dire portasfiga, ma portasfica no. O perché sia, la figa, un apostrofo rosa tra le parole, t’iscopo, mentre fica, con la "c", una specie di roba innominabile. Sono d’accordo anch’io, e non riesco a spiegarmelo. Ciò che intendevo dire, ieri, era semplicemente che i magistrati, tra una "g" e una "c", tendono sempre a metterlo nel gulo di ghi ha perso.

Tags: , , , ,



I commenti sono chiusi