Meglio la Sozio di Zagrebelsky!

Di tutte le soubrette attrici conduttrici letteronze troniste ed ex protagoniste del Grande fratello date per certe nelle liste del Pdl al Parlamento europeo, forse alla fine non più di tre o quattro saranno davvero candidate. E magari diventeranno vere secchione della politica: diligenti, sempre presenti e ingessate in tailleur pantalone d’ordinanza, come è successo a Mara Carfagna o a Michela Vittoria Brambilla e, prima ancora, a Gabriella Carlucci, per via di quel meccanismo che incita alla solerzia e alla severità chi vuole smentire a ogni costo la fama della miracolata per via del bel faccino.

Per ora, comunque, la reazione prevalente è: ecco il solito Berlusconi che fa concorrenza a Caligola, che trasforma il sistema di cooptazione della classe dirigente e governante nel casting di un reality, attento alle facce e al tasso di seduzione televisiva, invece che alla sostanza. I volti nuovi del Pdl sarebbero quindi soltanto volti, tutt’al più con abbinamento di curve in evidenza.

Ma, sempre per ora, nel Pdl minimizzano: alla scuola quadri per aspiranti europarlamentari – dedicata soltanto alle donne, perché la femminilizzazione del Pdl è una fissa del Cav., insieme con quella dello svecchiamento – tuttora in corso a via dell’Umiltà, su trenta ragazze, più di una ventina proverrebbero già da esperienze in consigli provinciali e comunali.

Le altre sono giornaliste e conduttrici televisive (Elisa Alloro, Rachele Restivo) e poi Barbara Matera, per ora l’unica sicuramente candidata, ex valletta, attrice, annunciatrice, laureata in Scienze dell’educazione; Camilla Ferranti, ballerina, ex tronista in "Uomini e donne" di Maria De Filippi, attrice nella serie "Incantesimo"; Eleonora Gaggioli, interprete e attrice televisiva in "Elisa di Rivombrosa" (allieva sveglia e informata, dice chi l’ha vista a lezione); Adriana Verdirosi, attrice, conduttrice e cantante di successo in Giappone; e infine Angela Sozio, che ha partecipato alla terza edizione del Grande fratello. Per lei già si era parlato di una candidatura alle politiche e agli sberleffi (anche del Foglio) ora come allora si oppone l’argomento di una sua lunga e attiva militanza in Forza Italia.

Di fronte a questi curricula, la scrittrice Lidia Ravera, sull’Unità, ha scritto di politica ridotta al gran varietà. Al Foglio, la Ravera dice di non pretendere "certo tre lauree da chi si candida a fare politica. Ma è evidente che queste ragazze sono state selezionate in quanto corpi, come belle decorazioni, come se il Parlamento europeo fosse un calendario. Un fatto grave, perché toglie spazio alle donne che fanno politica sul serio, anche a destra. A decidere così è un signore che si diverte a provocare, a dimostrare che fa quello che vuole, e lo fa passare pure per qualcosa di nuovo, mentre non lo è".

La giornalista Ritanna Armeni, sul Riformista, ha parlato invece di politica "col corpo delle donne", da distinguere, dice al Foglio, "dalla politica ‘sul’ corpo delle donne (come quella, per capirsi, che reintroduce il diritto di stupro per i mariti in Afghanistan per conquistare il voto degli sciiti). Queste ragazze che dovrebbero essere candidate nel Pdl per volontà di Berlusconi non sono affatto obbligate a far politica: hanno però scelto di usare il loro corpo per fare politica, e Silvio Berlusconi sa bene che molti italiani hanno più confidenza con la faccia di Angela Sozio piuttosto che con quella di Anna Finocchiaro. Su quello che queste ragazze potrebbero diventare eventualmente dopo, se venissero elette, non saprei e non voglio pronunciarmi, anche perché, se penso al Parlamento, ci vedo molti velini. Ma certamente esiste un elemento di inganno nell’indicare la bellezza del corpo come qualità per governare e organizzare, che è poi la politica".

Martedì, al più tardi, si saprà se e quali belle figliole di belle speranze avranno conquistato un posto al pallido sole di Strasburgo e Bruxelles.

2 – MEGLIO LA SOZIO DI ZAGREBELSKY – A UNA DEMOCRAZIA SONO PIÙ ADATTE LE RAGAZZE DEL CAV. DELLE ÉLITE SACCENTI
L’Italia è una Repubblica democratica costruita dall’incontro di grandi forze popolari cattoliche e socialcomuniste. Nel sistema italiano, nella nostra Costituzione materiale, chiunque ha una funzione di rappresentanza sociale e di consenso (ieri i cafoni del sud promossi dal Pci oggi le ragazze e i ragazzi del sopra e sottomondo televisivo promossi da Berlusconi), ha un posto legittimo.

La Costituzione, che Napolitano difende con veemenza nelle riunioni un po’ accademiche e parruccone della torinese, saccente, Biennale della democrazia, è la base di un sistema che non si può definire "liberale" e nemmeno "liberaldemocratico". Il liberalismo delle élite non è mai nato o se si preferisca è simbolicamente defunto con l’uno virgola qualcosa per cento del Partito d’Azione alla Costituente. In America la classe dirigente è selezionata dal denaro e dalla formazione nelle scuole di eccellenza. In Inghilterra governa un’aristocrazia della politica radicata nella storia e nella tradizione.

In Francia il repubblicanesimo ancorato nel programma dell’89 si esprime attraverso il dominio della formazione superiore. Da noi vale la legge del consenso, della simpatia e dell’affettività nel contatto con il pubblico attraverso il luogo deputato della comunicazione, la tv. Ieri c’erano i partiti a svolgere questa funzione, come filtro di qualità, ma gli stessi parrucconi che oggi sbraitano contro la democrazia del consenso li hanno eliminati come ospiti non grati della nostra storia attraverso l’attivismo mediatico-giudiziario.

Comunque, la cosa che colpisce non è la candidatura di Angela Sozio, ma l’incresciosa e bolsa lectio magistralis di un Gustavo Zagrebelsky, giusperito della democrazia che protesta moralisticamente contro la filosofia politica di Carl Schmitt, un Machiavelli del Novecento che analizzò la dialettica di amico-nemico nella crisi europea tra le due guerre. E protesta in nome di fatuità retoriche primitive e furbesche, come la funzione regale della parola nelle democrazie. Meglio Angela Sozio.

ilfoglio.it

Tags: , , ,



I commenti sono chiusi