La Brambilla, vita e miracoli

Michela Vittoria Brambilla in abiti di pelle inviata tra le notti brave del Belpaese. Michela Vittoria Brambilla con reggicalze a vista durante una puntata di Porta a Porta. Stessa persona, due vite diverse, vent’anni di distanza. Eppure l’ascesa del ministro preferito di Berlusconi passa per entrambe le tappe. Michela Vittoria Brambilla di Calolziocorte (Lecco) è la rampolla di una famiglia della provincia ricca: fabbrica di profilati in metallo, villa con giardino abitato da cani, gatti, cavalli, asini, piccioni. “Ho vissuto in una grande casa stupenda isolata dal mondo circondata da animali. Ho imparato a camminare attaccandomi a uno schnauzer gigante. Avevamo 14 cani. A nove anni, per Natale, mi hanno regalato una leonessa, Rumba”. Michela è figlia di Vittorio Brambilla, proprietario delle Trafilerie omonime, fondate dal capostipite Giuseppe negli anni ’20. Una novantina di dipendenti, un grande stabilimento all’ingresso del paese che del passato conserva ancora oggi alcuni tratti: il grande tetto in pannelli di eternit, ad esempio, proprio di fronte alla ordinata rotatoria su cui si legge “verde curato dalle Trafilerie Brambilla”. I conti invece virano al rosso, -2 milioni nel 2009. Nel 2010 la fabbrica incassa anche una sovvenzione della Regione Lombardia di un milione di euro abbondante, di cui 450 mila a fondo perduto. Il futuro ministro avanza con il corpo e la mente forgiata in un liceo scientifico privato: a 18 anni vince Miss eleganza in Emilia Romagna e un viaggio a Salsomaggiore per le finali di Miss Italia. Il passaggio è naturale: modella. Posa come testimonial delle calze Omsa. Accumula qualche brutto ricordo di un passato lontano dal Consiglio dei ministri di Palazzo Chigi: “Ho fatto il manichino vivente. Le ditte che realizzano biancheria intima cercano ragazze sulle quali costruire i modelli. Io avevo una seconda perfetta. Mi cucivano addosso slip e reggiseno. Una rottura pazzesca. Giorni interi in piedi. Taglia qui, taglia là. E tricchete tricchete…”. Ma il passaggio fondamentale è un altro. A Salsomaggiore la giovane miss conosce Giorgio Medail, il cui nome diventerà una costante fino ad oggi. Medail lavora a Canale 5, dove produce trasmissioni come I misteri della notte, Misteri d’Estate, alcuni programmi collaterali al Festivalbar. Brambilla, a suo stesso dire, lo tampina così tanto da entrare nelle sue grazie. Siamo alla fine degli anni Ottanta, e la rossa fa le sue prime apparizioni nei programmi Fininvest, girando come inviata nello sballo notturno, vestendo di pelle nera e borchie. Nel 1990 diventerà giornalista, e vivrà anche la stagione della guerra del golfo, inviata embedded del Tg di Emilio Fede sulla nave Zefiro. È lo stesso ministro a raccontare la sua vita in un’intervista a Claudio Sabelli Fioretti per il Corsera Magazine. Siamo nel 2004, sono passati diversi anni e Brambilla si è affacciata da poco alla vita pubblica che conta: dal 2003 è presidente dei giovani di Confcommercio, sulla cui poltrona resterà fino al 2008. A parteggiare per lei e portarla al vertice c’è il presidente dell’Associazione dei commercianti, Sergio Billè. Ma come ci è arrivata? Torniamo alla giovane Michela Vittoria. La vita è difficile, racconta, isolata com’è dagli amici: “Pochi. Quando ero piccolina era il periodo dei rapimenti, io giravo sulla macchina blindata con l’autista, non avevo tanti contatti. In provincia le differenze sociali sono molto forti”. Sarà, quelle differenze giocano a suo favore. Dopo gli exploit televisivi, infatti, la rossa di Calolziocorte abbandona temporaneamente i misteri del piccolo schermo per tornare alle origini. Il padre le chiede infatti di dedicarsi agli affari e lei rileva la conduzione di una piccola azienda alimentare, laddove c’era il “Salumaio di Montenapoleone”, nobile decaduto della gastronomia. Anno 1994, è l’inizio del Gruppo Sal e di Sotra Coast international, importatori di prodotti ittici e mangimi per animali. È anche l’inizio dell’ascesa. La Brambilla s’accorge che il buon cibo paga e lei, animalista, inizia a commerciare salmoni affumicati. Lei che incarna – secondo curriculum – il successo è presto monopolista in Italia al 98% nella distribuzione ittica. Due anni prima il futuro ministro ha conosciuto il compagno, Eros Maggioni. Coetaneo, odontotecnico, mai una apparizione pubblica, con lui Brambilla condividerà affari e famiglia. In paese ci scherzano su, qualcuno maligna sulla sudditanza di lui. Fatto è che insieme fondano il Centro medico lombardo, a Cernusco Lombardone. Insieme conducono le aziende e fanno un figlio. Insieme gestiscono anche la Leida, una lega per la difesa degli animali che varrà a Brambilla la contestata gestione del canile di Lecco. La politica, il ministero e la gestione del commissariamento Aci arriveranno dopo, anzi, il presidente dei giovani commercianti mostra una certa insofferenza al solo parlarne ancora nel 2004: “Non mi sono mai interessata tanto di politica. Ho votato anche scheda bianca. Rifletto quello che sono i giovani di oggi”. Smentirà la scheda bianca e cambierà idea molto velocemente. E ritroverà in Giorgio Medail il regista che le serviva.
(1-continua)  Fabio Amato e Carlo Tecce per “il Fatto Quotidiano

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