Obama, altro che Grande Fratello…

C’è un argomento – nella tanto decantata, ma demagogica, riforma sanitaria di Obama negli Stati Uniti – amerikano che è stato rimosso da ogni commento. Ne accenniamo qui, noi.
Se verrà confermato alla Casa Bianca, il democraticissimo Barack Obama renderà obbligatorio, nel corso del prossimo 2013, l’inserimento di microchip sottocutanei in ogni cittadino statunitense.
L’obiettivo formale è quello di creare un “registro nazionale di identificazione” per “seguire meglio i pazienti con la disponibilità di tutte le informazioni relative alla loro salute”. E’ tutto scritto nel progetto di legge Hr 3200 adottato di recente dal Congresso Usa. E’ alla pagina 1001 del dossier che si specifica come il microchip sarà obbligatoriamente immesso sotto la pelle dei cittadini americani per usufruire del sistema sanitario federale. Né le fantasie di una umanità “programmata in provetta” in uno stato unico totalitario romanzate da Aldous Huxley nel 1932, né la trama dell’occhio onnipresente del “Grande Fratello” immaginata nel suo “1984” da George Orwell, possono ormai dunque competere con quella che è una triste realtà sia in divenire che già presente fra noi (siamo tutti spiati dall’elettronica, dalle telecomunicazioni, dai microchips). Come nota la giornalista italiana indipendente Enrica Perrucchietti (autrice tra l’altro de “l’altra faccia di Obama”, una severa reprimenda a disposizione dei cultori anche nostrani dell’idolo politico veltroniano), né Huxley, né Orwell si erano spinti tanto in là. In qualche modo i cittadini oppressi dell’uno o dell’altro autore, avevano a disposizione qualche scampolo di libertà o desiderio di ribellione.
E’ in arrivo, dunque, la bara per ogni nostro timido desiderio di riservatezza e di libero arbitrio. In fondo si tratta dell’applicazione “in corpore vili” dell’assioma calvinista dell’inesistenza umana della libera scelta, idea fondante di quel mostro chiamato Stati uniti d’America. u. gaudenzi rinascita

 

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