Articolo taggato ‘conflitto’

Conflitto epidemico: non più solo il premier ma l’intero governo!

Mercoledì, 30 Novembre 2011

Berlusconi passerà alla storia per aver istituzionalizzato il problema del conflitto di interessi del premier. Monti per quello dell’intero governo. L’esecutivo di Monti è pieno di “amministrativi”, ossia di esponenti di quella amministrazione che il governo è chiamato a indirizzare e vigilare. I vigilati sono diventati vigilanti. E non ci si venga a dire che un governo di “tecnici” non poteva essere altrimenti composto. La politica estera deve essere necessariamente affidata ad un ambasciatore? la difesa a un militare? l’economia e l’ambiente ai ripettivi direttore generali? ma perchè non esistono altri esperti di politica estera, difesa, economia, ambiente? cari sodali, qui con la scusa della crisi e dell’emerga si stanno sospendendo le garazie democratiche! temis

Un Malinconico conflitto di interessi

Martedì, 29 Novembre 2011

Il presidente della federazione degli editori, Carlo Malinconico, è stato nominato sottosegretario all’editoria! ma il conflitto di interessi (non) valeva solo per Berlusconi? temis

Il conflitto di interessi di Soru non fa scandalo, quello di Berlusconi si!

Mercoledì, 10 Dicembre 2008

Soru può cedere le azioni di Tiscali e dell’Unità al fratello e ricandidarsi alla regione Sardegna. Nessuno si straccia le vesti dinanzi a questa soluzione che consente di superare il divieto della legge sarda e dello statuto del PD. Come nessuno si scandalizzerà se Soru ricorrerà a un trustee o a un blind trust. La buona notizia, quindi, è che il conflitto di interessi non bloccherà la ricandidatura di Soru, che TEMIS ha avuto modo di conoscere ed apprezzare alle Invasioni barbariche (vedi post). La brutta notizia è che quanto vale per Soru viene negato a Berlusconi. Perchè dinanzi al conflitto di interessi non si chiede a Soru di abbandonare la politica come invece si pretende da Berlusconi?

La legge contro le intercettazioni per salvare i segreti “intimi” di Berlusconi (con Saccà)

Lunedì, 9 Giugno 2008

Sulla giustizia Berlusconi pensa le leggi a misura dei suoi processi. Il riscontro sta nelle norme ad personam della XIV legislatura, le Cirami, le Cirielli, le Schifani, e via andando. Ora che mette le mani sulle intercettazioni tutti sanno che un incubo notturno lo perseguita: le decine di colloqui avuti con l´ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà che, tra le procure di Napoli e di Roma, gli costano indagini per corruzione.

Se quei dialoghi finissero sui giornali ne sapremmo di più sulle pressioni per assumere attrici e per convincere i senatori a passare dalla sua parte. Questo conta, al diavolo il destino, presente e passato, di decine di inchieste per corruzione, concussione, aggiotaggio, e altri gravi reati, addio Bnl-Antonveneta, Calciopoli, Parmalat.

Chi sta col premier racconta che non si dà pace, ogni giorno chiede «se la legge è pronta», e vuole a tutti i costi avere in mano e far approvare il ddl sulle intercettazioni (per decreto Napolitano non glielo farebbe mai passare perché l´urgenza dov´è?) e per questo sta sul collo del Guardasigilli Alfano. A via Arenula, per la verità, hanno appena aperto la pratica, collazionando i disegni di legge degli ex ministri Roberto Castelli e Clemente Mastella. Ma chi ha parlato col premier è già in grado di "raccontare" la futura legge.

Pochi puntelli, ma catastrofici. Innanzitutto i reati: i pm potranno chiedere gli ascolti solo per quelli gravissimi, mafia, terrorismo, delitti di profondo allarme sociale come le rapine, l´usura, e poi la pedofilia e la violenza sessuale. Rigido niet per i crimini dei colletti bianchi. Niente corruzione e concussione. I tanti amici di Forza Italia finiti sotto inchiesta possono stare tranquilli.

Colpo di spugna presente e futuro assicurato. Perché restringere il range dei reati ha un´immediata conseguenza sull´utilizzabilità delle intercettazioni che sono state già chieste ma per delitti che in futuro saranno esclusi. Per il principio del tempus regit actum, e cioè nel processo si applica la legge in vigore al momento dell´atto, i giudici si troveranno nell´impossibilità di usare i testi che pure hanno già in mano. Come nel caso dei processi Saccà di Roma e Napoli.

Ma non basta. Il premier ha in mente altre due mosse: vietare rigorosamente di trascrivere gli ascolti che riguardano colloqui privati non attinenti al processo. Via, dunque, tutte le telefonate sulle potenziali attrici della Rai o con i senatori che magari erano disposti a lasciare la sinistra in cambio delle promesse del Cavaliere.

E non è ancora finita: la futura legge bloccherà anche i pm che, con un artificio giuridico, cercano di ottenere lo stesso l´autorizzazione del gip all´ascolto ma con la contestazione di un reato più grave rispetto a quello riscontrato fino a quel momento. Cade, e forse sarà anche sanzionata, quella che in gergo si chiama "iper-rubricazione". Una protezione ci sarebbe pure per gli agenti dei servizi segreti che manderebbe all´aria il processo Abu Omar: niente ascolti per chi riveste incarichi coperti da riservatezza.

Il capitolo delle pene per chi passa i testi ai giornali e per chi li pubblica è draconiano. I progetti di legge precedenti, la Castelli e la Mastella, non erano morbidi: da due a sei anni per il pubblico ufficiale che passa le carte, da uno a tre per chi le pubblica, sanzioni poi ammorbidite nel dibattito parlamentare del ddl Castelli; da uno a tre nel ddl Mastella. Berlusconi non sente ragione: vuole il massimo della pena, cinque anni secchi per tutti. E multe salatissime per gli editori.

(continua…)

Velardi in conflitto: può un lobbista diventare assessore a Napoli?

Lunedì, 3 Marzo 2008

Ha fatto discutere per il pullover con il quale si è insediato, Claudio Velardi, neo assesore al turismo della regione campania, ma per il conflitto di interessi. Ai giornlisti è sfuggito (sic!) che Velardi è uno dei più noti lobbisti della capitale. TEMIS si chiede come possa occuparsi di un assessorato come quello al turismo in una regione come la Campania….

Incredibile ma vero: gli USA non hanno la legge sul conflitto di interessi

Mercoledì, 16 Maggio 2007

La tanto invocata disciplina USA sul conflitto di interessi non esiste. Quest’ultimo è regolato dal codice delle “leggi etiche” (90 pagine), ma non da una legge per cui non si tratta di un regime giuridico coattivamente imposto ai cittadini. “Va segnalato che non esiste alcuna legge federale che richiede espressamente a un particolare fnzionario federale, o a una categoria di funzionari, di mettere i propri asset in un fondo cieco per esercitare un lavoro pubblicio all’interno del governo federale” (Report 31 ottobre 2003 del Congresso degli Stati Uniti). Inoltre: “i funzionari federali e gli impiegati non sono obbligati a dismettere i loro beni per evitare il conflitto di interessi”. Quest’ultima soluzione è una libera scelta individuale. GLI USA sono invece dotati di un corpus di sanzioni penali per coloro che effettivamente pongono in essere una condotta in conflitto di interessi. (dati tratti di ieri)