Articolo taggato ‘contro’

Da solo contro i carriarmati in piazza Tiennamen – foto 11

Martedì, 5 Giugno 2007


Per non dimenticare: la storica foto del giovane studente che fronteggia i carriarmati in piazza Tiennamen
serie: foto che valgono un editoriale 11

Berlusconi a Roma marcia contro Veltroni capo del Partito democratico

Sabato, 21 Aprile 2007

Oggi i giornali si chiedono come mai Berlusconi celebri il Natale di Roma. La capitale è stata posta al centro della sua agenda politica. TEMIS è convinta che il motivo siano le forti chance di Veltroni di diventare il leader del Partito democratico, Berlusconi lo sa e deve temere questa possibilità sopra ogni cosa. Altrimenti come spiegare questo improvviso cambio di rotta dopo che, per anni, la destra ha evitato di disturbare il manovratore candidando con Rutelli, prima, e Veltroni, poi, dei personaggi di serie B? Il capitale di Veltroni è l’immagine di buona amministrazione che ha saputo accreditare sulla stampa. Promuovere una vera opposizione significa svelare che dietro le feste e i festival i problemi della metropoli sono tutti là o, quantomeno, che continuano ad essere tanti. Significa dimostrare che Veltroni è un grande affabulatore e affossarne quell’immagine di sindaco d’Italia che costituisce la risorsa sul quale punta per succedere a Prodi.

Prof inglesi contro i siti internet con video di violenze girati dagli studenti

Venerdì, 6 Aprile 2007

Il sindacato dei professori inglesi ha deciso, martedì scorso, di contrastare i siti internet che diffondono video girati dagli studenti con contenuti violenti, volgari o degradanti per la categoria e la scuola. Individuati i siti che ospitano questi video, si stanno studiando le azioni legali. L’Association of Teacher and Lectures ha, inoltre, chiesto l’intervento del ministro dell’istruzione Alan Johson: “trovi il modo di costringerli a effettuare controlli più efficienti sui contenuti che trasmettono”. Il ministro, per il momento, si è limitato ad esprimere solidarietà ai professori, ma è probabile che intervenga direttamente. Johnson ha dichiarato più volte di voler creare una cultura di “tolleranza zero” vero il bullismo.
Riferimenti: L’Italia adotti le norme inglesi contro i bulli

Wojtyla: chi lo vuole santo ricorda che era contro i moderni stili di vita?

Martedì, 3 Aprile 2007

Sulla santità di papa Wojtyla deciderà la Chiesa. Ma sul pathos con cui si continua a parlare di Giovanni Paolo II abbiamo qualcosa da dire anche noi. Ieri FMR ha acquistato una intera pagina del Corsera per ricordare la figura di Wojtyla a due anni dalla morte. Nella piazza principale di Lecce, un enorme poster ne immortala il volto sofferente. “Santo subito” dice la gente e Bruno Vespa. Ma di chi stiamo parlando? TEMIS ha la sensazione che la figura del papa storico sia stata separata da quella mediatica. Ricordano coloro che si riconoscono nello slogan “Santo subito” che Giovanni Paolo II, nel suo magistero, si è espresso contro l’aborto, il divorzio, i rapporti prematrimoniali, gli anticoncezionali, etc. etc.? e cioè ha condannato, senza appello, lo stile di vita della maggioranza degli Italiani e – non crediamo di fare una illazione – della maggioranza di coloro che ne chiedono la santificazione? Sembra che il magistero di Wojtyla sia stato rimosso e di lui sia rimasta solo la sofferenza umana e quella incredibile forza d’animo che lo ha portato sino alla fine a mettere al servizio di Dio la sua vita. Vero è però che questa forza d’animo e la sua santità non possono essere capite se non si tiene conto della profondità e la radicalità delle sue convinzioni. Ecco perchè è indispensabile che – la Chiesa, per prima – si abbia il coraggio di recuperare la figura storica di Giovanni Paolo II, senza la quale Wojtyla rischia di diventare un novello San Gennaro ed è il più grosso torto che gli si possa fare!
Riferimenti: Cristianesimo da esportazione – che foto!

Brasile: chi critica i gay andrà in galera Sollevazione popolare contro la legge

Lunedì, 2 Aprile 2007

“In Brasile potrebbe presto essere approvata una legge contro l?omofobia che farà passare per criminale chiunque critichi la pratica omosessuale. Il disegno di legge, già approvato dalla Camera il 23 novembre 2006, è ora all?esame del Senato federale, da parte della Commissione per i diritti umani e la Legislazione partecipativa (Cdh): doveva essere votato già nei giorni scorsi, ma la massiccia reazione popolare che si è espressa attraverso email e telefonate degli ultimi giorni ha suggerito ai senatori di istituire un gruppo di lavoro per studiare in modo più approfondito la proposta, promuovendo udienze pubbliche per confrontarsi con esperti in materia. La legge ha lo scopo di contrastare ogni forma di discriminazione, denigrazione, incitamento all?odio e violenza contro le persone omosessuali, in un Paese dove negli ultimi due anni si sono verificati episodi preoccupanti di violenza contro i gay, come l?uccisione di Adamor Guedes a Manaus, e di Claudio Alves dos Santos a Rio de Janeiro, due leader del movimento omosessuale. La risposta delle istituzioni, che hanno accolto proposte e suggerimenti della comunità gay brasiliana, è però fortemente criticata da alcune associazioni cattoliche. Il disegno di legge prevede il carcere per chi vuole impedire le manifestazioni pubbliche di affettività da parte di omosessuali (art. 7), afferma che non si potrà licenziare un dipendente perché si è scoperto che è gay o lesbica (art. 4), ma vengono anche contrastate quelle «azioni costrittive di ordine morale, etico, filosofico o psicologico» che condannano l?omosessualità. Una formulazione che potrebbe trasformare in un pericoloso criminale da mettere dietro le sbarre chiunque condanni la pratica omosessuale. L?avvocato e presidente della Federazione paulista dei movimenti in difesa della vita, Maria das Dores Dolly Guimarães, secondo quanto riporta l?agenzia internazionale Zenit (www.zenit.org) ha dichiarato che «oltre ai diritti previsti nella Costituzione per tutte le persone, l?omosessuale, per il semplice fatto di essere omosessuale, otterrà così dei privilegi». «L?omosessualità smetterà di essere un vizio per diventare un merito. E chi osa criticare questa condotta verrà trattato come un criminale», ha aggiunto il legale, sottolineando che «i primi a subire una persecuzione saranno i cristiani». Dolly Guimarães critica la norma che prevede da due a cinque anni di carcere per «chi osi proibire o impedire la pratica pubblica di un atto osceno (?manifestazione di affettività?) da parte di omosessuali». Ma a preoccupare di più è che «la condotta di un sacerdote che, in un?omelia, condanni l?omosessualità, potrà essere inquadrata nell?articolo 8, quello sull?azione costrittiva di ordine morale, etico, filosofico o psicologico». Allo stesso modo potrà essere punito, secondo l?attivista del Movimento per la vita, «con un periodo da tre a quattro anni di galera il rettore di un seminario che non ammetterà l?ingresso di un allievo omosessuale». Va ricordato, a questo proposito, che nel 2005 la Santa sede aveva pubblicato un documento nel quale si afferma che «la Chiesa non può ammettere al sacerdozio coloro che praticano l?omosessualità, presentano tendenze omosessuali profondamente radicate o sostengono la cosiddetta cultura gay». La legge in discussione in Brasile, prevedendo di punire come un crimine ogni tipo di riprovazione dell?omosessualità, rischia dunque di trasformarsi in uno strumento per colpire la Chiesa e più in generale le comunità cristiane di varie confessioni. Le organizzazioni gay bollano la protesta dei cristiani come tentativi di preservare il «diritto di discriminare» le persone «utilizzando come ?paravento? la libertà di credo religioso». Beto de Jesus, uno degli ideatori della marcia del Glbt, il «Collettivo dei gruppi di gay, lesbiche, bisex e transgender del Brasile», ha ricordato l?esistenza di un considerevole gruppo di parlamentari amici: «Abbiamo il Frente parlamentar pela livre expressão sexual, ma anche la forte opposizione e intolleranza dei deputati religiosi (cattolici ed evangelici) che impediscono l?approvazione di leggi in cui si riconosca piena cittadinanza agli omosessuali». Lo stop deciso dal Senato sta però a indicare che i dubbi su alcuni punti della legge sono condivisi e non possono certo essere liquidati come espressione di una volontà discriminatoria verso i gay”.
(Andrea Tornielli per ?Il Giornale?)

Non si può lottare contro i graffiti urbani e poi premiare i writer

Giovedì, 22 Marzo 2007

TvBoy, di nome Salvatore, 26 anni ha riempito di graffiti Milano, dove ora è esposto al Padiglione di Arte contemporanea. Verrebbe di commentare: dopo il danno, la beffa. Sono passati più di venti anni da quando la critica d’arte ha scoperto, con Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, che le scritte sui muri potevano essere arte. Ma per un writer che fa arte, ce ne sono migliaia che deturpano il paesaggio urbano. Alla luce dei milioni di euro che le amministrazioni locali devono spendere ogni anno per (cercare di) pulire i muri dagli spray, che senso ha premiare oggi un writer? ossia una persona che per affermare il suo ego ha deturpato ciò che appartiene a tutti? Non conosciamo il lavoro di TvBoy, non entriamo nel merito della sua arte. Semplicemente riteniamo che non si possa premiare con un mano ciò che viene punito con l’altra!

La Cina riconosce la proprietà privata. Contro solo Bertinotti e Diliberto

Sabato, 3 Marzo 2007


E’ caduto (il pen)ultimo bastione del marxismo duro e puro: la Cina. Anche il Paese (e mercato) da un miliardo di abitanti riconosce la proprietà privata, vietata dal 1948. Si tratta di una occasione irripetibile per l’Italia. Dopo essere l’unico Stato occidentale ad annoverare ben 2 partiti comunisti al governo e dopo essere l’unico Stato occidentale nel quale la terza carica istituzionale è rappresentata da un comunista, adesso siamo anche l’unico Stato occidentale nel quale la terza carica dello stato e uno dei più importanti partiti di maggioranza propugnano apertamente l’abolizione della proprietà privata. Un record dietro l’altro, un paradosso dietro l’altro di questa Italia 6° Paese più sviluppato al mondo!

Ecologia: Blair contro i gas inquinanti delle vacche. L’altra verità – 3

Giovedì, 4 Gennaio 2007


Il governo laburista prende posizione contro quella che costituisce una delle maggiori fonti di inquinamento del pianeta: la Natura. Il ministro dell’ambiente britannico, David Milliband, ha annunciato una campagna contro le mucche, i cui gas sono – per il 7 per cento – causa dell’effetto serra nel Regno Unito. TEMIS aveva richiamato l’attenzione dei suoi sodali sul fatto che le poliche ambientali non tengono adeguatamente conto che è la Natura stessa la principale fonte di inquinamento del Pianeta. La presa di posizione del Governo Blair è importante perchè restituisce credibilità ad un dibattito, quello sull’ambiente che troppo spesso è stato avvelenato dai fumi della demagogia anticapitalistica. Con tale constatazione non vogliamo certo negare o sminuire le responsbailità dell’uomo, ma piuttosto invitare ad affrontare questi serissimi problemi laicamente, senza pregiudizi o suggestioni ideologiche, tentando di conciliare le esigenze dell’economia con le necessità imperative dell’eco-sistema.
Riferimenti: Ecologia: la Natura inquina più dell’uomo.

Contro il programma sui "corretti stili di vita" annunciato dal Governo

Domenica, 31 Dicembre 2006


Livia Turco, in un’intervista a “La Stampa”, ha dichiarato che “i corretti stili di vita verranno promossi; e se ciò non basta, ne verrà in qualche modo sanzionata la mancata osservanza”. Ciò in quanto, dice il ministro, “la salute è un bene sia individuale sia collettivo”. Il salutismo per legge è l’ultima moda della sinistra al governo in Europa. Zapatero vieta i megahamburger e Blair ordina che fumatori e alcolisti siano ultimi nelle file degli ospedali in quanto malati consapevoli. Chi sa cosa si inventerà l’Italia. TEMIS si associa alla protesta di Giuliano Ferrara. E’ vero la salute è un bene (anche) collettivo, ma siamo (per definizione) contrari alle crociate che hanno come insegna “la vita degna di essere vissuta”. Questa è stata la bandiera della battaglia dei radicali sul caso Welby. Battaglia che – giova ricordare – ha visto in prima linea un ministro del governo Prodi, Emma Bonino. Lo slogan “la vita degna di essere vissuta” è pericolosissimo perchè presuppone che si possa entrare nel merito dell’esistenza umana, stabilire quale vita possa e debba essere portata avanti. In questa prospettiva, eutanasia ed eugenetica si vengono a porre sullo stesso piano, un piano che a TEMIS non piace perchè ricorda gli orrori di un passato sin troppo recente. E’ evidente che il fumo e il grasso possono far male, ma ciò non implica un giudizio sulla qualità della vità dei fumatori e degli obesi, che può essere migliore o peggiore di quella dei salutisti. Ora il fumo e la ciccia, domani gli occhi azzurri e i capelli biondi. Non è una battuta. Nel post del 28 novembre, abbiamo già raccontato come il valore economico dello sperma danese sia superiore a quello inglese perchè garantisce bimbi biondi e con gli occhi azzurri. Ma quella che oggi è una moda, cinquanta anni fa è stato un programma governativo di selezione della razza. Siamo convinti che la Turco, Zapatero e Blair siano seriamente preoccupati della salute dei loro concittadini, ma non siamo altrettanto convinti che spetti alla politica farsene carico perchè ciò implica la preventiva definizione di quegli “stili corretti di vita” – ossia la vita degna di essere vissuta – a cui ha fatto espresso riferimento il ministro Turco. Nè vale invocare le ricadute sociali delle patologie. E’ vero i fumatori possono ammalarsi e quindi rappresentano un costo per il servizio sanitario nazionale. E’ vero, ma è altrettanto vero che rischiano di morire prima e quindi che lo Stato rispamierà sulla loro pensione. Curarli è un costo, ma la loro morte è un risparmio. E allora come la mettiamo?

Contro il programma sui "corretti stili di vita" annunciato dal Governo

Sabato, 30 Dicembre 2006


Livia Turco, in un’intervista a “La Stampa”, ha dichiarato che “i corretti stili di vita verranno promossi; e se ciò non basta, ne verrà in qualche modo sanzionata la mancata osservanza”. Ciò in quanto, dice il ministro, “la salute è un bene sia individuale sia collettivo”. Il salutismo per legge è l’ultima moda della sinistra al governo in Europa. Zapatero vieta i megahamburger e Blair ordina che fumatori e alcolisti siano ultimi nelle file degli ospedali in quanto malati consapevoli. Chi sa cosa si inventerà l’Italia. TEMIS si associa alla protesta di Giuliano Ferrara. E’ vero la salute è un bene (anche) collettivo, ma siamo (per definizione) contrari alle crociate che hanno come insegna “la vita degna di essere vissuta”. Questa è stata la bandiera della battaglia dei radicali sul caso Welby. Battaglia che – giova ricordare – ha visto in prima linea un ministro del governo Prodi, Emma Bonino. Lo slogan “la vita degna di essere vissuta” è pericolosissimo perchè presuppone che si possa entrare nel merito dell’esistenza umana, stabilire quale vita possa e debba essere portata avanti. In questa prospettiva, eutanasia ed eugenetica si vengono a porre sullo stesso piano, un piano che a TEMIS non piace perchè ricorda gli orrori di un passato sin troppo recente. E’ evidente che il fumo e il grasso possono far male, ma ciò non implica un giudizio sulla qualità della vità dei fumatori e degli obesi, che può essere migliore o peggiore di quella dei salutisti. Ora il fumo e la ciccia, domani gli occhi azzurri e i capelli biondi. Non è una battuta. Nel post del 28 novembre, abbiamo già raccontato come il valore economico dello sperma danese sia superiore a quello inglese perchè garantisce bimbi biondi e con gli occhi azzurri. Ma quella che oggi è una moda, cinquanta anni fa è stato un programma governativo di selezione della razza. Siamo convinti che la Turco, Zapatero e Blair siano seriamente preoccupati della salute dei loro concittadini, ma non siamo altrettanto convinti che spetti alla politica farsene carico perchè ciò implica la preventiva definizione di quegli “stili corretti di vita” – ossia la vita degna di essere vissuta – a cui ha fatto espresso riferimento il ministro Turco. Nè vale invocare le ricadute sociali delle patologie. E’ vero i fumatori possono ammalarsi e quindi rappresentano un costo per il servizio sanitario nazionale. E’ vero, ma è altrettanto vero che rischiano di morire prima e quindi che lo Stato rispamierà sulla loro pensione. Curarli è un costo, ma la loro morte è un risparmio. E allora come la mettiamo?