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Corona: ecco la verità su Vallettopoli, Lele Mora e la figlia di Berlusconi

Mercoledì, 11 Luglio 2007

"Per rilasciare questa intervista Fabrizio Corona non ha percepito alcun compenso. Il fotografo lo ha scelto Vanity Fair ed è completamente staccato dall’agenzia Corona‘s. Premessa dovuta, visto che Fabrizio Corona ammette: «Ho ricevuto più di 100 mila euro da tre diversi grandi settimanali italiani per raccontare la mia storia. Ma è solo una delle voci dei miei nuovi guadagni da quando il 29 maggio sono uscito di galera».

Per capire Corona bisogna partire da lì: dai conti. «Parlo solo di utile, mi piace sapere quanti euro mi metto in tasca al netto di tutto. Nelle ultime due settimane, solo per la vendita di fotografie ho preso circa 408 mila euro. In questa somma rientrano anche 89 mila euro di vecchi crediti. Poi ci sono un milione e 620 mila euro frutto della vendita di tutto il merchandising con il marchio "I Corona‘s". In più, per abbigliamento uomo, donna, bambino, occhiali, porta-cellulari, cartoleria, telefonini, calze, intimo e gioielli ho firmato contratti per 890 mila euro l’anno per tre anni, a cui vanno sommate le royalties del 10% sulle vendite».

Lo incontriamo per strada nella zona dei locali notturni di Porta Garibaldi a Milano. È col figlio Carlos Maria, 4 anni, avuto dalla moglie Nina Moric (si sono appena separati). Il bambino canta un ritornello da stadio: «Corona non perdona…». Intanto il babbo è assediato dai milanesi che abbandonano l’aperitivo per stringergli la mano. Avvocati, camerieri, segretarie, commesse e architette si fanno fotografare con i cellulari abbracciate al «Fabri». «Henry John Woodcock è il mio benefattore, mi ha fatto il miracolo. A luglio ho in programma 22 serate e ad agosto 28, come guest star nei locali di tutta Italia. Guadagno 12 mila euro a presenza».

Ed è fiero di sé?
«Mi prende per uno sciocco? Tutto questo è sbagliato. Non si può diventare famosi perché sei stato in carcere. Nella vita in fondo cosa ho fatto? Nulla. Solo che quando sono uscito di prigione, al posto di starmene zitto, mi sono messo a urlare. Il picco di popolarità l’ho avuto lanciando le mutande dal balcone. Non posso andarne fiero. Ma così alimento un business»

Perché tanto successo?
«Non c’è nulla che piaccia di più della ribellione. Sono diventato come i personaggi dello spettacolo che prima aiutavo a emergere con le foto sui giornali. Ora il personaggio sono io. E so cosa devo fare».

Lei si professa innocente ma è rinviato a giudizio per estorsione e associazione a delinquere. E sua madre Gabriella dice che finirà di nuovo dietro le sbarre.
«Lei è spaventata. Vorrebbe che mi fermassi. È convinta che stia rischiando la vita, che qualcuno mi sparerà alle gambe»

La scomparsa recente di suo padre Vittorio, 81 giorni in carcere, la separazione. Tutto in un anno. Come fa a dormire?
«Non sono mai caduto in depressione. Odio i problemi. Non sono capace di affrontarli. So solo scappare e rimuovere».

Qualche giorno fa ha prodotto un video della sua separazione. Lei rideva, faceva il giullare in Tribunale, chiedeva consigli ai carabinieri, sfotteva la sua ex.
«Ho sbagliato. Ma a volte sono come dissociato, c’è il personaggio Corona e c’è Fabrizio. L’uno prende il sopravvento sull’altro a fasi alterne. Ridevo per non piangere».

È vero che per anni suo padre, che è stato un eccellente giornalista, non le ha voluto parlare perché si vergognava di lei?
«Non è vero. Abbiamo avuto alti e bassi, ma il rapporto con papà è sempre stato saldo. Gli parlai dell’inchiesta in atto, era preoccupato, ma non credeva che sarei finito in prigione. Poi quando è scoppiato tutto per una settimana non mi ha voluto parlare. Il tumore lo stava consumando insieme al dolore per me».

Lei ha l’obbligo di dimora a Milano, però è in libertà. Eppure non è andato a portargli nemmeno un fiore: perché?
«Non me la sono sentita».

E con sua madre come va?
«Pochi giorni fa sono andato a casa sua. Non ci andavo da Natale. Sono entrato nella loro camera da letto. Sui comodini c’erano la foto di papà e la mia. Mi sono seduto e ho pianto».

Ma di qualcosa si sentirà colpevole.
«Di malcostume. Ma non è reato. Vivo in un mondo in cui l’onestà tra le persone non esiste. Ma questo non significa che la legge venga violata. Woodcock questo non lo accetta. Non capisce il meccanismo del mondo del gossip. Per questo è il mio primo avversario».

E il secondo?
«Luciano Regolo. Il direttore di Novella 2000 è l’uomo che ha fatto partire l’inchiesta. Lo avete scritto anche voi di Vanity Fair. Ha parlato lui di una mia presunta estorsione alla Fiat nel caso di Lapo Elkann. Solo che la sua ricostruzione non sta in piedi. Del resto, sono tante le cose che non stanno in piedi in quella storia».

Ne dica una.
«L’intervista di Striscia la notizia al fotografo Roberto Buscemi. Lui in video ha raccontato che stava sotto casa di Patrizia, che Patrizia lo ha chiamato quando Elkann si è sentito male, che non ha fatto le foto per ritegno, che io l’ho insultato perché aveva esitato. È falso».

La sua parola contro quella di Buscemi.
«Certo, me ne assumo la responsabilità».

Buscemi ha raccontato anche che lei ha fatto il cascamorto con Patrizia: per «agganciarla» si è sdraiato sul letto slacciandosi la camicia…
«È falso. Certo, mi sono messo in giacca e cravatta per andare da Patrizia perché pensavo che avrei fatto più colpo. Le ho proposto del denaro. E francamente degli uomini presenti ero il più appetibile. Oh, ma è sempre un trans! Io piaccio. Sia alle donne che agli uomini. Anche così ho costruito molti rapporti di lavoro».

Compreso quello con Lele Mora?
«Senta, forse all’inizio a Lele piacevo. Forse si è pure invaghito di me. Ma non è mai stata un’intesa sessuale. Chi conosce Mora sa che lui non cerca quello. Si accontenta davvero di poco. Lele cerca gli affetti veri, perché in fondo è un uomo solo».

Nell’inchiesta è emerso che la famiglia di Silvio Berlusconi l’aveva pagata per ritirare certe foto della figlia Barbara. Poi, per placare lo scandalo, Barbara le ha fatte pubblicare su Chi. Ma sembravano innocenti: possibile che le abbiano pagate 20 mila euro per non farle uscire?
«Le foto erano tantissime, ne hanno pubblicate tre, quelle, secondo me, senza senso. Era una serata normale tra ragazzi normali, i pettegolezzi sulla droga non c’entrano, ma magari c’era qualche scatto più intimo…».

Erano innocenti anche le foto di Matteo Cambi, l’imprenditore della Guru, con Anna Falchi, ai tempi del carcere di Stefano Ricucci. Era stato lei a presentarli.
«Non è che sono andato da Anna a dirle: baciati con Cambi. Sapevo che era in un brutto momento per via dei problemi di Ricucci. Allora la pago per venire a un evento Guru: la Corona‘s era l’ufficio stampa di Cambi. Caspita è una notizia, non era mai uscita di casa… Sai che ritorno sulle Tv. A lui lei piace, lei voleva investire in abbigliamento, io li metto insieme. Se poi vanno a cena e salgono sulla terrazza a chiacchierare, sono solo felice per loro. E pure per me perché li faccio fotografare e faccio uno scoop».

Ma che scoop è la foto di due che parlano?
«È un finto scoop. O meglio c’è una donna sposata, alle 5 del mattino, con un uomo in terrazza. Una situazione che suggerisce altro. E i giornali che comprano le foto, vendono sfruttando la curiosità dei lettori. La verità non è fondamentale».

Come quando ha cercato di vendere delle foto di Daniele Interrante con Gisele Bündchen? Peccato che fosse una sosia.
«Esatto! Quello era strepitoso. Ma è andata male. Pensi che ora mi hanno portato una sosia di Michelle Hunziker. L’ho guardata e mi sono detto: "Dai Fabri, non cascarci ancora". Ma le faccio un altro esempio. Prendiamo Azouz Marzouk (il giovane tunisino che nella strage di Erba ha perso la famiglia, ndr), un bacio di qualcuna con lui è uno scoop pazzesco. Facciamo che vado da Manuela Arcuri e le propongo 35 mila euro per fare una finta uscita con lui. Niente baci, solo due che si conoscono. La piazzerei a 80 mila euro. Che cosa ho fatto di male? Ho fatto contenti gli italiani».

C’è uno scoop che avrebbe voluto fare durante i giorni di carcere?
«Avevo organizzato di farmi fotografare dall’alto, da un elicottero, nel cortile del carcere di Potenza. Avevo fatto sapere ai miei fotografi gli orari dell’ora d’aria, quanto costava il mezzo, ma non hanno avuto il coraggio. Mentre lo raccontavo ai detenuti e li preparavo a sbracciarsi in cortile per salutare, vedo passare un elicottero. Allora mi metto a urlare. Invece l’elicottero passa e se ne va. Che figuraccia! Ma ne ho fatte tante: una più, una meno».

Non teme di finire come la Lecciso, qualche mese da star e poi l’oblio.
«Lo so, è il mio picco di popolarità, ma ho sempre lavorato. Mal che vada, tornerò a fare quello che facevo»."
(Giovanni Audiffredi per "Vanity Fair")

(continua…)

La separazione di Corona dalla Moric – il video di Lucignolo

Mercoledì, 4 Luglio 2007


Ecco il video nascosto della separazione di Corona dalla soubrette Nona Moric, trasmesso da Lucignolo (senza parole!)
Riferimenti: Il video

Corona: "sono innocente" – Di Pietro: "se lei è innocente, io sono femmina"

Venerdì, 29 Giugno 2007


“Irrompe sugli schermi di Matrix in formato vetrina-di-gioielleria: orecchino ad anello minuto sul lobo destro, cinque anelloni d?oro sulle falangi, tre sulla destra, due sulla sinistra, orologione di marca da mezzo chilo al polso. E poi vestito gessato scuro con camicia chiara, cravatta viola, coda di cavallo raccolta dietro la nuca: un po? Fiorello prima maniera, un po? personaggio saltato fuori da un film di Martin Scorsese, quelli tutti donne, banconote e pistole.

Insomma, dopo la prima volta di Stefano Ricucci, Enrico Mentana si aggiudica anche il vero esordio catodico del «fotografo» che «fotografo» in realtà non è, e se glielo dici si arrabbia pure: «Mentana! Io non ho scattato una sola fotografia in vita mia, mi spiega perchè i giornalisti continuano a chiamarmi così?». Dice il conduttore del programma che Corona gli pare «caricato a molla», ed infatti è così. È andato in onda per ribaltare tutte le accuse, è convinto di poter mettere lui sul banco degli accusati i magistrati che lo hanno inquisito: «Tutto il processo contro di me è stato montato ad arte a scopo pubblicitario!».

E poi, ovviamente, centellina ad arte il rosario delle «sue» verità su calciatori, servizi ricomprati, stelle, stelline, vip, Lapo Elkann e Flavia Vento, Coco e Gilardino, i rapporti con i media, con Chi, con Gente, persino con la trasmissione che lo ospita, senza che lui abbia nessuna reverenza: «Si ricorda Mentana? L?intervista a Patrizia la trattammo con voi, con Vespa….».

Tanto per mettere i puntini sulle «i», tanto per chiarire che lui è all?attacco e non guarda in faccia a nessuno. Corona è collegato da Milano, dove si trova ancora confinato per un provvedimento restrittivo: il suo primo piano domina gli schermoni dello studio del Palatino. E lui da lì grida, alza la mano per chiedere la parola, interrompe, giudica, consulta quaderni di appunti, verbali, attacca.

Osserva sconfortato uno dei due anfitrioni, il vicedirettore de La Stampa Massimo Gramellini: «Da condannato preventivo per avviso di garanzia, Corona si è tramutato in accusatore. Questo mi pare francamente troppo». Troppo? Non era ancora accaduto nulla. Perchè il vero clou della puntata era il dialogo con il terzo ospite della puntata, uno scoppiettante Antonio Di Pietro, sorprendentemente camaleontico, mutevole di minuto in minuto.

Esordisce da ministro, dopo pochi minuti parla piuttosto per la sua esperienza da ex pm, alla fine inizia una sorta di dialogo pedagogico e surreale con Corona, che pare la sceneggiatura di un film di Billy Wilder (un film surreale, però). A tratti sembra che Di Pietro vorrebbe assolvere per «insufficienza di prove» il giovane apprendista stregone della comunicazione, dice che ha «Nostalgia per le vecchie inchieste sui temi seri e non su velette e veline», poi si fa quasi paternalista, arriva persino a dare consigli quando Corna urla: «Di Pietro, io sarò assolto! Sono una vittima dello Stato!». Persino l?ex pm si spazientisce e tira fuori un colpo di reni: «Senta Corona, se lei è innocente, io sono femmina!».

Però ci sono anche momenti di autentico brivido, quando l?agente dei paparazzi spiega tutto il delicato meccanismo di affari intorno all?intervista di Flavia Vento sulla sua relazione con Francesco Totti. La soubrette mostra a Corona gli sms che il calciatore le ha mandato, questi sms vengono usati come garanzia di credibilità per «vendere» l?intervista a Gente per la modica cifra di 50mila euro. Poi qualcuno («Un grande dirigente della televisione di cui non faccio il nome») si offre di ricomprare il servizio. Corona dice che lui ci sta, il direttore a parole pure, ma poi va a finire che l?intervista in pagina ci arriva comunque perchè, come chiosa oxfordianamente il giovane imprenditore delle paparazzate, «Il direttore di Gente mi prende per culo».

Questo antefatto offre l?occasione per una perla di Corona-pensiero. Di Pietro, visibilmente schifato chiede: «E la Vento? Alla Vento quanto davano per tutto questo?». Corona, come se spiegasse il dettaglio di una transazione: «La Vento non prendeva una lira». Di Pietro, ancora più stupito: «Non prendeva nulla e faceva tutto questo casino?». Corona: «Ci guadagnava in pubblicità per se stessa». Il ministro: «Ma guarda tu…».

E Corona: «Dottor Di Pietro, Mentana! Guardate che l?talia funziona cosìììì!!». Il ragazzo non nasconde ambizioni di rivalsa: «La magistratura deve pagaaare! Pagare per quello che ho subito!». Di Pietro: «Lasci perdere!». Gramellini: «Le auguro di diventare presto disoccupato e di trovarsi un altro lavoro, migliore di quello che fa ora». E Corona: «Sì, il politico!».

E il mistero di Lapo? «Fu la Fiat a chiamarmi, con un suo uomo, e non il contrario, e cioè io che chiamai la Fiat». E Totti? Corona non esita a metterlo nei guai: «Sapeva dei soldi offerti per il ritiro del servizio». Ed anche qui nuove perle di filosofia coroniana: «Molti dei miei amici e dei vip interrogati hanno giurato il falso, perchè si trovavano di fronte ad una alternativa molto chiara: «O dicevano la verità, e venivano sputtanati… Oppure mentivano e salvavano le famiglie e i loro rapporti. So che può non piacere ma è così». E il suo testamento morale è quasi un ruggito di orgoglio: «Chi mi ha inquisito, ed anche lei, Mentana, avete contribuito a far diventare ricchi me e la Gregoraci!». In mezzo a tante professioni di «innocenza», questo sì che sarebbe un crimine”.
(Il Giornale)

Riferimenti: Donne e perversioni di Freud

Corona: tutto è iniziato con Sircana e il trans

Martedì, 26 Giugno 2007


“Al tassista Pietro che attende all?aereoporto di Olbia basta dire «la villa di Lele Mora» perché ingrani la marcia e anche una filippica contro quel «Woodcock che ci vuole rovinare». «Con tutto questo casino già si capisce che guadagneremo anche il quaranta per cento in meno degli altri anni». E mentre Pietro si sfoga ecco il portone di villa Mora, affacciata su Cala Granu, un giardino all?inglese e poi subito il salotto, bianco, come tutto qui compreso fuori strada e Smart.
Lui, Lele, è sprofondato su un divano, bianco, con addosso una tunica, bianca, pantaloni, bianchi e le scarpe dell?estate, bianche, le Crocs, zoccoli di plastica superleggera che mette anche Clinton sotto il blazer blu. Si sente odore di olio da massaggio.
Impossibile non pensare alla foto simbolo di Vallettopoli, quella dove i piedi di Mora vengono accarezzati da tre tronisti. «Una foto per scherzo ma che ha fatto il giro del mondo», dice Mora mentre Nora (una ex pupa del programma con i secchioni) lo massaggia sul collo e poi anche in altre parti dove lui non gradisce. Un normale pomeriggio in casa «Mora», come spiegano tutti in questa villa immacolata affollata di veline e ragazzi completamente depilati e pieni di muscoli che si gonfiano a comando.

LA TELEFONATA
Parliamo di Vallettopoli e di Corona: «Per lui sono come un padre e comunque gli amici non si abbandonano. Poi cosa ha fatto? Ha venduto delle foto, anche io ne ho comprate da lui per tutelare l?immagine di qualche mio artista che magari aveva tradito la moglie o il marito. Volevano arrivare a qualcos?altro che non hanno trovato, anzi che non c?è».
Squilla il telefonino. E? Fabrizio Corona. Ce lo passa. Chiama da un parco di Milano dove è andato con il figlio Carlos. «Martedì – dice – mi toglierò molti sassolini dalle scarpe a Matrix. Ho preteso la diretta perchè non voglio correre il rischio che mi taglino». Il momento della vendetta? «Certo, e non ho paura a dirlo, visto che loro mi hanno fatto troppo male. Farò nomi e cognomi di direttori di giornali e personaggi importanti e nessuno potrà fermarmi».
Inutile che Mora tenti di farlo ragionare. Corona è un caterpillar: «Sa perchè Woodcock ce l?ha tanto con me? Perchè quando ormai era chiaro che ero sotto controllo, io a ogni telefonata che facevo lo insultavo pesantemente». Nessuna incrinatura di preoccupazione nella sua voce: «Sa perchè mi hanno messo in mezzo? Tutto nasce dall?intercettazione sul caso Sircana, da lì hanno pensato che io avessi in pugno i politici. Hanno messo sotto controllo i telefonini dei miei avvocati e dei loro parenti fino alla quarta generazione. Che dico il vero lo dimostra il fatto che quando mi hanno interrogato insistevano sempre con i politici».

La telefonata finisce e Lele spiega: «E? fatto così, molto intelligente, impetuoso, un po? strafottente, con il mestiere nelle vene grazie a suo padre che è stato un grande giornalista». E Nina Moric, il divorzio? «Ma se non si sono mai lasciati», sbotta Mora. «Era giusto che separassero un po? di cose ma si amano ancora». Intanto Nora, la pupa, si impegna: la sua è una lotta per arrivare alle parti intime di Lele Mora – «hai un pisellone» – che cerca invano di fermarla. «Ogni giorno qui passano almeno cento persone», spiega il padrone di casa. E oggi sono previsti molti arrivi tra cui Irene Pivetti, il tennista Sanchez, Christian De Sica e molti altri vip della Lele Mora Management.

LA RETE
Tra una fragola «dopata» che sembra una mela e un massaggio arrivano telefonate di direttori di rete, manager televisivi, casting director. Volano notizie: Loredana Lecciso e Alberto Tomba all?Isola dei famosi, Gerry Scotti alla guida di miss Italia in prestito da Mediaset? «No comment», risponde Mora, ma la cosa pare proprio sia fatta. Simona Ventura? «Fra noi non c?è più amicizia né un rapporto di lavoro ma comunque Patrizia Mirgliani ha fatto male a non volerla». Lele, poi, smentisce di aver «arruolato» Azouz Marzouk, marito di Raffaella trucidata con il figlio Youssef dai vicini di casa a Erba: «Lo sto aiutando a trovare un lavoro, ci hanno fotografati quando mi ha invitato a cena per ringraziarmi. Lui all?Isola dei Famosi? Sciocchezze».

Certo quel che appare è un signore per niente abbattuto da Vallettopoli e con bene in pugno il suo impero di star e starlette. Sull?inchiesta è fiducioso, anche per il capitolo Marco Melandri: «Mi chiamò il suo manager dicendomi che Corona gli aveva chiesto 10 mila euro per la foto di Melandri con una pornostar. Mi ha chiesto consiglio e io gli ho detto ?dagli quello che vuoi che tanto piglia tutto?. E per questo mi hanno accusato di trattativa».”

(Maria Corbi ?La Stampa? 25 luglio 2007)
Riferimenti: Video TV della Brambilla in autoreggenti

Corona su: Lapo che "andava con tutti i trans" – Vespa Mentana e la Fiat

Lunedì, 25 Giugno 2007


“La verità di Fabrizio Corona sulla notte in cui Lapo Elkann entrò in coma. Confessata al pm milanese Frank Di Maio in uno dei tre interrogatori sostenuti a Milano. Corona – che ieri ha sfruttato il suo primo giorno di libertà dopo la revoca dei domiciliari presentandosi a sfilare a Milano per Pignatelli – inizia spiegando che «qua ci sono le inverosimili (?) finalità giornalistiche.
Perché? Esce l’Ansa lunedì mattina. No, lunedì mattina Lapo viene ricoverato in ospedale. Adesso non mi chieda il giorno perché non mi ricordo… notizie a tutti i telegiornali: “Lapo è in fin di vita, in overdose”, bla, bla, bla. Alle ore 15/16 del pomeriggio esce un’Ansa: “Lapo Elkann trovato in casa da dei trans… a casa di dei transessuali”, articolo clamoroso, articolo clamoroso, dato sapete da chi? Dalla “Stampa” di Torino, di proprietà della famiglia Agnelli. Adesso questa è una cosa che ci tengo a precisare qua…Una cosa di cui… con cui ho parlato con Lapo… »
Poi il fotografo spiega il suo ingresso in scena: «Mando un fotografo subito, quando era stato male Lapo, fuori dall’ospedale». Il fotografo entra in contatto con un?amica di Patrizia (il trans che aveva passato la notte con Lapo Elkann) e propone un servizio . Corona parte per Torino «insieme a un giornalista, Gabriele Partiglia, di “Star TV”. Ci incontriamo all’una, arriviamo in ritardo, mi ricordo, col fotografo e col video operatore e ci incontriamo con questa transessuale. Gli regalo 1.000 euro, mi fa un’intervista video, che gli fa… Gabriele Parpiglia, giornalista di “Star TV”.
Questa gli dice che anche lei era stata con Lapo, non solo Patrizia, ma che Lapo era un assiduo frequentatore di prostitute, di transessuali. Lapo non andava soltanto con Patrizia, Lapo andava con tutti i transessuali della zona. Tutti se li era fatti, tutti. Anche in casa se li è portati, perché una volta si era portato Patrizia e lei, e descriveva con perfezione la casa degli Agnelli. Li ha portati a casa sua, eh, in villa».
Corona passa poi a spiegare la sua offerta a Patrizia: «Io, le dico, ti garantisco un’intervista video e un’intervista giornalistica. Ti do 50.000 Euro, lei mi dice: “Va bene”». Il fotografo inizia un giro di telefonate per piazzare l?esclusiva. Parla con molti giornalisti e sembrano tutti interessati. Parla anche con «Enrico Mentana e con Bruno Vespa, anche loro sembravano interessati… poi suona il telefona e mi chiama Andreoli di Publitalia, il capo di Publitalia. “Guardi, signor Corona, so che lei ha un’intervista, aspetti un attimo perché forse ci sono dei problemi… »
Corona capisce che le cose potrebbero complicarsi ed il mattino dopo gli arriva la conferma: «… Erano stati loro (Rai e Mediaset) ad avvertire la Fiat. Vespa aveva chiamato i dirigenti Rai per chiedere se potevano, Mentana aveva chiamato i dirigenti Mediaset per vedere se potevano, e i dirigenti Mediaset e Rai hanno chiamato la Fiat.
La Fiat pianifica 30 milioni di Euro, 40 milioni di Euro di pubblicità su Mediaset e Rai, e sono intervenuti i conflitti di interessi. Chiamo l’indomani mattina il Mentana, “Allora, ci mettiamo d’accordo sul prezzo per fare quest’intervista?”. “Eh no, mi dispiace, signor Corona, non siamo interessati”. Chiamo Vespa e mi dice, “Senta, ma allora ci mettiamo d?accordo?? “Guardi, non siamo interessati”. Praticamente loro avevano usato quel tempo, non volevano pagare i 200.000, per bloccare l’intervista video».
(Giuseppe Caruso ?l?Unità?)
Riferimenti: Gli Agnelli dal buco della serratura

i Verbali di Corona: Coco strafatto e con uomini, il Milan, il Grande Fratello

Lunedì, 25 Giugno 2007

“Pentimento per aver tentato di speculare sulla disgrazia di Lapo Elkann, progetti per un futuro di paparazzi dilettanti sparsi ovunque e nuove rivelazioni. Davanti ai magistrati di Milano, Fabrizio Corona si difende e attacca, racconta di tutto.

LAPO ELKANN, L’AMICO
Una delle accuse mosse dal pm Frank Di Maio parla di un tentativo di estorcere 200.000 euro alla Fiat. Il dramma che travolse Lapo a ottobre 2005, con il rampollo degli Agnelli in coma per overdose in casa del transessuale Donato Brocco, detto Patrizia, era un’occasione da non lasciarsi sfuggire.

Corona aggancia un trans che conosceva Lapo: «Mi dice dove abita Patrizia e, per 1000 euro rilascia un’intervista scritta e una video, che noi registriamo. Ci raccontò che Lapo non andava soltanto con lui e con Patrizia », «raccontò i minimi particolari, descrivendo anche la casa di Lapo dove era stata». A Patrizia offre «50 mila euro per l’esclusiva» di un affare che per lui potrebbe valere 200.000 euro tra interviste scritte e in tv. Sonda il mercato, tentando un’asta tra Oggi e Chi, chiama Bruno Vespa ed Enrico Mentana. Ma interviene la Fiat che gli dice: «Quanto vuoi per bloccarla? Voglio 200.000 euro(…)». La risposta sarà «Non siamo interessati». «Gli dissi, bene. Grazie, arrivederci».

Per il pm Di Maio, invece, Corona minacciò di divulgare la scabrosa intervista se non avesse ricevuto il denaro. Un’intervista che non si fece mai, se non su Chi in una versione soft a causa, dichiara Corona, delle pressioni fatte dalla Fiat su Rai e Mediaset. «Quando Lapo tornò in forma, mesi dopo ? racconta Corona ? mi volle incontrare. Ci siamo parlati per cinque ore. Gli ho spiegato cosa pensavo del caso. A lui avevano detto (…) che io era d’accordo con Moggi, Giraudo e Bettega, che l’avevamo incastrato, che c’era un fotografo che lo aspettava fuori casa, che gli avevano dato la cocaina sbagliata, tutta una serie di robe allucinanti. Gli ho detto: scusami, ci siamo chiariti, lui ha capito la verità e siamo diventati veramente, veramente molto amici».

Al punto che Corona regala il video («impubblicabile »), tenendone però sempre una copia in archivio. Non solo, realizza anche una serie di servizi fotografici che vengono pagati dall’imprenditore che, per quello che era accaduto, «non si lamentò, ma mi fece un appunto», «ho fatto forse quello scoop in quel momento, (…) avrei potuto aspettare, perché ancora non si sapeva se Lapo viveva, e di quello moralmente mi pento, perché lui questo me lo fece notare».

SIRCANA
Le foto della sera in cui il portavoce del governo Sircana fu ritratto in auto mentre dal finestrino guardava un trans fermo sul marciapiede, sono finite anche alla Corona’s, tranne quella pubblicata. Per dimostrare che lui non è un ricattatore, racconta: «Le avevo da 4 mesi ma non ho chiamato il governo, non ho chiamato Sircana, non le ho portate ai giornali, le foto furono vendute a dicembre da un’altra agenzia» alla quale, aggiunge, «sono state pagate 100 mila euro».

COCO VOLEVA FARE L’ATTORE
«Eravamo molto amici. Ho conosciuto Francesco Coco a 18 anni, giocava nel Vicenza, era fidanzato di una ragazza che si chiamava Laura, di Lodi. Questa ragazza, mentre lui era in ritiro, gli fece le corna con Inzaghi e si fidanzò con Inzaghi… Lui era disperato, allora io rubai la fidanzata a Inzaghi, questa Laura, e lì ci conoscemmo e diventammo amici. Poi lui nella vita ha avuto un percorso molto, molto in discesa sia da un punto di vista professionale che da un punto di vista mentale (…). L’anno scorso abbiamo fatto una chiacchierata perché le sue intenzioni erano di fare l’attore. Mi ha detto: «Voglio incominciare a fare robe diverse» e infatti gli abbiamo proposto varie campagne pubblicitarie come testimonial…

GALLIANI EVITA LO SCANDALO
«Poi c’è stato il primo caso, i 6mila euro pagati per le foto… Le foto di Coco fatte fuori dall’Hollywood… Diciamo che ci sono serate all’Hollywood dove vanno sempre i giocatori, la domenica o il giovedì.. Loro sanno che piazzandosi lì… Io ho tre persone all’Hollywood, baristi, camerieri, e quando ci sono i vip mi chiamano». A finire sotto i flash è ancora lui, Coco. Corona precisa che si tratta di quaranta foto «molto particolari».
E ricorda quella volta in cui Galliani «aveva ritirato le foto di Coco… su una barca con uno… Le foto le ha fatte l’agenzia Olimpia… L’Olimpia chiamò direttamente Galliani che comprò le foto, e le comprò perché Coco era appena stato comprato dal Milan e non poteva fare figuracce. E le pagarono bene…».

VIP SENZA FATTURA
A Di Maio il paparazzo spiega perché Coco e gli altri vip non vogliono mai la fattura per le foto che ritirano: «Questi signori non vogliono fatture perché comunque è una prova per loro di una cosa che vogliono cancellare. Vallettopoli ha reso pubblico tutto quello che loro volevano cancellare…».

LE FOTO RESTANO
Il pm chiede a Corona che fine fanno le foto vendute ai privati, se si possono ritrovare nel suo archivio fotografico. E Corona: «Assolutamente. Le foto da un archivio fotografico non si possono cancellare… anche se le cancelli dall’archivio restano nella memoria del server.. Anche quando è scoppiata l’inchiesta… che poi io non avevo niente da nascondere… ho letto sui giornali
«Trovato l’archivio segreto di Corona » . L’archivio di Corona è sempre stato in ufficio, non si è mai tolto.

I «PAPARAZZI IMPROVVISATI»
Illustrando il tentativo di estorsione ai danni di Coco, Corona parla del suo progetto di «orecchio globale» ideato a inchiesta già iniziata. «…da quando è uscita l’inchiesta vengo chiamato regolarmente e ho aumentato il mio business, mi chiamano da tutta Italia per propormi fotografie. Per lo più si tratta di ragazzi universitari… Universitari che però si divertono e vogliono entrare nei locali e frequentano tutta gente del mondo dello spettacolo. Figli un po’ di papà, eh! Emigrati a Milano per studiare, figli di gente della Puglia che va a studiare alla Bocconi. Classica… Due ragazzi perbene. Puliti. Vengono da me in ufficio perché mi vedono come un personaggio importante e mi portano queste fotografie».

Si tratta di altre fotografie di Coco. Dico: «Ancora lui… Era scoppiata l’inchiesta, era uscito tutto quello che era uscito.. quindi le foto non è che, come dice Woodcock, io aspettai a farle uscire a gennaio, perché non c’è motivo… perché Coco andava al Manchester, perché io non è che posso prevedere il futuro e penso che Coco ha una trattativa a gennaio con il Manchester e le tiro fuori in quel momento. Le tiro fuori il giorno dopo che mi sono state proposte, come ho sempre fatto con tutti quanti». Il pm chiede «cosa rappresentavano queste foto». E Corona: …Coco completamente strafatto.. con gli occhi stralunati… c’era lui abbracciato a torso nudo insieme a questo organizzatore, Antonio Coppola… , abbracciato, a torso nudo, tutti sudati, abbracciati appassionatamente. Con sullo sfondo persone che si frustano, cose… robe di borchie, di pelle, robe varie ».

Il pm lo interrompe: « Un attimo, signor Corona, perché mi sono perso un passaggio, le foto che le hanno proposto questi universitari, loro come le hanno scattate? » E Corona: «Con la digitale… Gli ho detto, voi siete svegli, io vi faccio entrare in un certo mondo. È il futuro, adesso c’è un sito Internet americano che vive solo di questo. I cosiddetti «no paparazzi», ma i cosiddetti «paparazzi improvvisati», cioè i ragazzi normali che vanno alle feste e fanno le foto digitali ». Il pm Di Maio vuole sapere di più: «E lei ne fa uso di questi paparazzi?». Immediato Corona: «Tantissimi… Il mio futuro sarà solo quello, i paparazzi occasionali, non professionisti, all’interno di feste e robe varie… Non ne facevo uso prima, ma da quando sono diventato famoso, tra le virgolette, è scoppiato il caso… Questo è il futuro…

FOTO DA TUTTA ITALIA
Da quando è scoppiata l’inchiesta ho ricevuto tantissime fotografie da tutta Italia, tant’è vero che nel mese di marzo, le dico, non mi prenda per pazzo, avevo programmato una campagna pubblicitaria da 300-400mila euro, sui quotidiani, dove c’ero io con la mia foto tipo il sergente americano che diceva «Voglio te» dove chiunque fosse stato…» «Quello è lo zio Sam», interrompe il magistrato. E Corona: «Lo zio Sam, scusi la mia ignoranza, lo zio Sam… dove chiunque fosse stato invitato a una festa e avesse fatto delle foto dei vip di mandarmele via computer che se volevano potevano guadagnarci dei soldi. Tutto legalissimo». «Una rete capillare», nota il pm Di maio. «Assolutamente. Le faccio un esempio. La Barbara d’Urso si è lasciata da suo marito perché furono pubblicate su Chi delle fotografie di uno che era in spiaggia, in una spiaggia sconosciuta d’Italia, un posto… questo ha avuto una sfiga assurda, si baciava con l’amante e c’era uno che gli fatto una foto. Pubblicarono in copertina e lei si separò. Se questo anziché andare da Chi fosse venuto da me, quelle foto sa quanto valevano? 100mila euro. Perché io so il materiale che vale, lui non lo sa e ne guadagnava 50mila, non 500 euro. Sa cosa sono 50 mila euro per uno che guadagna 800 euro al mese? Oggi come oggi il nostro futuro di risorse… perché non possiamo avere occhi in tutto il mondo, orecchie in tutto il mondo… è la gente comune che non guadagna… che può arrotondare i suoi stipendi non andando a fare il cameriere, ma con un semplice telefonino, con un semplice video. Però deve conoscere i canali esatti come veicolarli, perché se vanno direttamente alle fonti non guadagnano niente, perché vengono fregati dai giornali».”
(Giuseppe Guastella e Biagio Marsiglia “Corriere della Sera” 23 giugno 2007)

Parla Corona: le foto del clan Berlusconi gli amori di Maroni la Moric il Milan

Venerdì, 22 Giugno 2007


“Il caso Cambi-Falchi. Il lancio della Santarelli. La «scappatella» di Maroni Corona, ecco i verbali degli interrogatori Le ragazze partite dal basso e gli accordi segreti sulle foto: «Quelle sui figli di Berlusconi le passavamo sempre al suo ufficio stampa»
Fabrizio Corona e l’ormai ex moglie Nina Moric (Lapresse)
MILANO ? Determinato, anche troppo sicuro di sé nonostante le molte settimane di carcere. In tre interrogatori, alla presenza dei difensori Manuela Marcassoli, Giuseppe e Francesco Strano Tagliareni, Fabrizio Corona – a cui giovedì sono stati revocati anche gli arresti domiciliari – risponde alle domande dei magistrati senza apparenti tentennamenti, tranne quando a incalzarlo è il pm Frank Di Maio. È convinto di essere vittima di un errore giudiziario e addirittura di una macchinazione ordita contro di lui dalla concorrenza per estrometterlo dal ricco mercato che ruota intorno al gossip. «L?unico errore che ho fatto?dice ?è stato perdere l?umiltà».
Fabrizio e Lele
Parte da lontano Corona di fronte al gip Giulia Turri e al pm. Da quando a 18 anni viene bocciato e il padre, famoso e stimato giornalista scomparso di recente, lo manda a lavorare in un?agenzia fotografica. È l?inizio della sua fortuna, e dei suoi guai. Lì «ho capito tantissime cose e ho visto tutte le possibilità di questo lavoro». Fabrizio Corona ha stima, affetto filiale e ammirazione per Lele Mora, almeno quanta sembra averne per se stesso: «Ho sempre detto a mia madre: “Sarò uno che a 30 anni avrà un sacco di soldi”». A 22 incontra il manager dei vip, veri o presunti, che lo fa lavorare, ma lui vuole di più: «Mora ha creduto in Simona Ventura che quando andò da lui non era nessuno (…), l?ha presa e a poco a poco l?ha costruita, l?ha plasmata, fino a quando è diventata quello che è». Potrebbe fare lo stesso con lui, che ha «una cultura, un?educazione» perché «sono cresciuto in un certo ambiente della Milano bene, conoscevo tutti gli stilisti, i giornalisti, i direttori».
Intuizione e paparazzate
«Nell?agenzia di Lele Mora c?era un buco di una parte fotografica e giornalistica» e per riempirlo Corona propone due nuove strutture: una per «le foto ai cento artisti» della Lm, l?altra che gestisca «le ragazze belle, carine, giovani, che partivano dal basso». Mora declina, ma invita Fabrizio a fare da solo assicurando la propria collaborazione. Nasce la Corona?s: «La prima ragazza fu Elena Santarelli » che cominciò con l?Eredità alla Rai «quando ancora non aveva il seno», «l?ho messa in televisione, l?ho fatta lavorare». Oltre a gestire i servizi fotografici «posati», quelli concordati e studiati, avvia gli uffici stampa che comprano la pubblicità per conto delle ditte. «Se il giornale fa la pubblicità poi ti dà qualcosa in più, se parla di occhiali, ti mette il tuo occhiale, alla copertina con la mia artista le facevo mettere la giacca del mio cliente». Per l?ingaggio dei testimonial Corona prendeva una percentuale dalla ditta, un?altra andava a Mora, il resto al personaggio. È a questo punto che nasce il «reparto paparazzate». «Se io andavo a fare un servizio alla Colombari (Martina, ndr) per la copertina di Max, servizio posato, mandavo un paparazzo che poi dopo la seguiva, magari faceva foto al parco col bambino, le vendevamo al giornale, con una differenza: si guadagnava molto, ma molto di più perché non avevi il costo del trucco, parrucco, styling, robe varie e potevi fare anche 50 servizi al giorno». Una catena di montaggio che tutto sfrutta e trasforma in denaro.
Il nuovo mondo
«Tra il 2003 e il 2006, c?è un cambiamento totale nel mondo della televisione e nel mondo dei giovani». Nascono le vallette, le veline, le letterine i personaggi dei reality che non sanno fare niente, ma «sono conosciuti dalla massa». I settimanali bramano i pettegolezzi su costoro. Grazie alla rete di conoscenze e informatori, Fabrizio Corona apprende anche notizie che, ovviamente, rivende. «Al settimanale Chi ho venduto semplicemente una notizia. “Signora Giacobini (racconta parlando dell?allora direttrice, ndr) ti do la notizia”. “Qual è la notizia?” “Ilary Blasi è incinta”, “Di chi? Non ci credo”, “Facciamo un contratto. Io ti fatturo 21.000 euro, se poi tra nove mesi non è incinta tu mi storni la fattura”, Giusto? O tra tre mesi. Bene, fattura pagata».
Cambi e Falchi
«Matteo Cambi, titolare della Guru, ragazzo di 27 anni che per fortuna e per bravura ha creato un?azienda che negli ultimi due anni ha fatturato una media d 150 milioni di euro, aveva come amministratore un emolumento mensile di un milione di euro, pagava 20mila euro al mese alla Corona?s per un ufficio stampa (…). Gli organizzavamo gli eventi. Doveva aprire un negozio? Gli portavamo cinque, sei artisti, gli davamo i testimonial per la campagna nuova, gli davamo i fotografi e lavoravamo sulla sua immagine». Quando a sera si andava a cena Cambi «è uno che magari dice “Stasera andiamo a Parigi” e queste impazzivano, uscivamo, e non è che lui le pagava, ma queste si buttavano addosso a lui. Ovviamente io avevo i paparazzi, facevano le fotografie e lo mettevo in copertina sui giornali». La gente collegava Guru al suo marchio «e lui era felicissimo». Corona racconta un aneddoto: Cambi vuole celebrare un nuovo negozio a Parma: «Nel periodo in cui era stato arrestato Ricucci e la Falchi aveva bisogno di soldi» decisero di ingaggiare la soubrette. «Dissi all?ufficio marketing che per la Falchi volevano 50.000 euro. Diedi alla Falchi 30.000 euro (…), dopo l?evento siamo andati a cena, dopo la cena si sono frequentati tre giorni, ho fatto delle foto strepitose alle 7 del mattino, loro due abbracciati in terrazza, ho venduto il servizio a 80.000 euro a Gente. Quel numero di Gente con Matteo Cambi e l?Anna Falchi in copertina ha venduto 400.000 copie in più. Matteo Cambi per tre mesi finì su tutti i giornali e mi ha ringraziato per tutta la vita». Flirt smentito da Cambi e dalla Falchi.
Una macchina da guerra
Più volte l?indagato torna sull?accusa di aver estorto o tentato di estorcere denaro (poche migliaia di euro per 7 casi, metà dei quali dati ai fotografi, spiega) ad alcuni personaggi paventando la pubblicazione sui giornali di foto compromettenti. «Perché per 15-20.000 euro mi dovevo giocare una macchina da guerra che fatturava 7 milioni e mi permetteva di guadagnare 300 mila euro al mese?». Negli interrogatori proverà a confutare le accuse.
Nina, il grande amore
I futuri coniugi, ora separati da due giorni, si incontrano nel 2000. Corona si innamora di Nina «non perché è una bella donna (…), ma perché è una donna speciale, e sinceramente di sposarmi a 25 anni, con la vita che facevo, che guadagnavo bene… mi divertivo ero in un certo ambiente…, pensavo che non mi sarei mai sposato, però ho trovato quella ragazza che aveva quel qualcosa di diverso emi sono innamorato. Dopo due mesi rimase incinta di due gemelli. E io mi angosciai. Cioè, fondamentalmente li volevamo e mi angosciai perché non avevo un lavoro fisso, non avevo un?identità, non avevo un ruolo». E allora si getta ancora di più nel lavoro. Vuole affermarsi, vuole che un giorno i suoi figli siano orgogliosi di lui. A Nina al telefono intercettato confida di sentirsi un «pezzo di m….» e di guadagnare «soldi marci» perché «nascono da un guadagno che provoca la maggior parte delle volte dei dolori sentimentali, delle crisi enormi a moltissima gente, però purtroppo è il mio lavoro e lo devo fare». A Milano, dice, «ho ormai solo tre amici».
L?accordo per Milan e Berlusconi
Essendo un «imprenditore», Corona punta al profitto e investe sul futuro. Quando circolano foto compromettenti di persone amiche lui è pronto a perdere gran parte del guadagno, non tutto, vendendo gli scatti ai diretti interessati. Lo stesso fa quando ritiene che, facendo un favore, domani potrà essere lui a riceverne uno. In un caso esiste un accordo preventivo: «Qualsiasi foto dei figli di Berlusconi, di (Silvio) Berlusconi, prima di farle girare ai giornali vanno vagliate dal suo ufficio stampa, il suo ufficio stampa decide se possono andare ai giornali o no, se non possono andare ai giornali me le comprano loro». «Come nel caso di Barbara (Berlusconi, accusa di estorsione caduta, ndr), sapendo che è il proprietario della Mondadori, gliele do, tutte le volte che vengono le foto della famiglia Berlusconi le passo a Mity Simonetto che mi dice “Sì”, “Sì”, “No”, “No”». Lo stesso gli ha chiesto Adriano Galliani: «Si evitano scandali e i tifosi non si lamentano. Se tu hai un giocatore che paghi 8 milioni di euro l?anno che dice che non riesce a giocare perché ha la saudade e la tristezza (il riferimento è all?interista Adriano, presunta vittima di Corona, ndr) e poi vedi che questo va a tr… (…) tu lo prendi e gli dici (…) “senti bello ci sono le fotografie, questi sono i tuoi problemi. Adesso ti multo di 100 mila euro, tanto le foto me le paga 30-40 mila euro».
L?harem dell?ex premier
Un paparazzo è sempre un paparazzo. Anche dietro le sbarre soffre per uno scoop. Quando su Oggi sono uscite le famose foto di Silvio Berlusconi in compagnia di alcune ragazze, immediatamente Corona ha voluto sapere tramite uno dei suoi avvocati chi le aveva fatte: «Nessuno lo sa, io sì perché noi dell?ambiente lo sappiamo (…) è lo scoop più bello degli ultimi trent?anni», «sarà stato pagato anche 200 mila euro. E a me mi vengono i brividi perché non l? ho potuto fare io» anche se, proprio per l?accordo con Milan e Berlusconi, «non sarebbero mai uscite».
Maroni e la segretaria
Anche l?ex ministro Roberto Maroni finì «paparazzato» in compagnia della sua segretaria a Roma. A bloccare le foto prima che andassero ai giornali (come accadde) fu, secondo Corona, il direttore di Raidue Marano che chiamò Lele Mora il quale, a sua volta, si rivolse allo stesso Corona dicendogli che era pronto a comprarle. «Insieme ad una donna… Lui… Sposato, oltretutto, che ha rapporti familiari. Lui va con la sua segretaria dentro una casa, passano quattro ore, esce con la camicia slacciata, con la cravatta slacciata (…). Entra in questo appartamento con questa fidanzata… con questa sua segretaria. Se io fossi la moglie, vedo mio marito che entra in un appartamento (…)». Perché Mora intervenne? «Non avrebbe chiesto un euro a Marano e a Maroni (…) perché Marano è il direttore di Rai 2. Perché è la Lega che lo mette lì. Vuol dire che il prossimo programma (…) prende una dall?agenzia di Lele Mora che fa il contratto e guadagna».
Così fan tutti
Le altre agenzie fotografiche è sicuro che si comportino esattamente come la sua. Vendono i servizi ai giornali e li ritirano se gli interessati pagano. Com?è accaduto poco tempo fa: «Prima che io finissi in carcere hanno ritirato un servizio di Romina junior a 80mila euro. Chieda ad Al Bano, lo chiami», dichiara a verbale prima di chiedere al pm Di Maio «perché non si è fatta un?indagine su tutte le agenzie e sono l?unico che si fa il carcere? Perché Woodcock non ha indagato tutte le altre agenzie, che fanno tutte queste cose qua?».”
(Giuseppe Guastella e Biagio Marsiglia “Il Corriere della Sera”)

(in foto: “tentata scalata ad Anna Falchi” da internet)
- per altre notizie cerca nella rubrica Vallettopoli
Riferimenti: Il video TV della Brambilla in autoreggenti

Totti è il bersaglio preferito di Corona. La ricostruzione dei foto-ricatti

Giovedì, 29 Marzo 2007


“A Fabrizio Corona la mazzata è arrivata in piena udienza del tribunale del Riesame, quando la polizia giudiziaria gli ha notificato la nuova ordinanza di custodia cautelare del gip di Roma per la vicenda Totti (poi in giornata arriverà anche l?ordinanza di Milano). Cinquantamila euro pagati per una intervista «annunciata» di Flavia Vento, «nota donna dello spettacolo», che – sosteneva il circo del gossip – avrebbe avuto un flirt con il campione della Roma.
IL GIORNALISTA
Una vicenda che fu raccontata a Woodcock da un giornalista, Gabriele Parpiglia, l?11 novembre: «Il mio giornale non aveva un budget per affrontare una storia come quella…». Quale storia?, chiede il pm: «Totti…credo che si tratti dello scandalo inerente a Totti, sia Totti-Vento-Blasi. Credo che lo scandalo sia quello».
Nella deposizione al pm Totti negò di aver subito ricatti e di conoscere Corona. Invece il suo manager Vito Scala, pochi giorni dopo la deposizione, confermò l?episodio, ammettendo di aver pagato 50 mila euro per neutralizzare l?intervista annunciata.
Secondo indiscrezioni, gli inquirenti di Potenza sarebbero venuti a conoscenza di un?ennesima trappola organizzata da Corona ai danni di Totti: un servizio fotografico del calciatore, immortalato con un?altra soubrette. Sentita da Woodcock avrebbe confermato. Lo schema Corona è sempre lo stesso: costruire l?imboscata per ricattare la vittima. Col primo tentativo, del resto, Corona era riuscito a estorcere 50 mila euro a Totti. Questa volta sicuramente avrebbe chiesto (e forse ottenuto) molto di più.
IL BIS
Riuscito il primo ricatto Corona ha cercato di costruirne un altro, sempre nell?estate 2005, ma il tentativo non è andato in porto. Al pm di Potenza l?avrebbe raccontato una soubrette. «Conobbi Corona due anni fa – avrebbe detto la testimone – all?epoca facevo la cameriera, mi voleva far lavorare con lui. Voleva fare uno scoop, mi sono opposta. Voleva farmi fotografare mentre baciavo Totti….». Fallito il primo tentativo, Corona sarebbe tornato all?attacco l?estate scorsa, facendo sapere a Totti di essere stato visto con una soubrette.
Torniamo alla prima estorsione: l?episodio Totti-Vento. Estate 2005. Sui rotocalchi era uscita la notizia di una presunta storia d?amore tra il calciatore e Flavia Vento. Il clan Totti, saputo che Corona era l?agente della Vento, lo contatta: «Ci dice che aveva avuto un mandato da parte di Flavia, avevano registrato una intervista su Gente nella quale lei raccontava tutta questa storia qui… Noi gli diciamo: ?Guarda che non è vero assolutamente niente…?. E? uscita poi questa intervista, dove diceva che un giorno Francesco aveva incontrato lei in un bar… in un ristorante di sera… erano andati assieme a un?altra coppia di amici a casa di Flavia Vento, che Francesco… l?aveva baciata».
Corona torna all?attacco e minaccia Scala: «Io gli ho detto ?Guarda, questa situazione non può andare avanti?. Lui mi dice: ?Guarda, comunque lei ha un?altra parte di questa intervista se tu ci dai dei soldi, noi questa cosa non la facciamo uscire. Guarda che io ho un mandato scritto da parte di Flavia nel quale mi autorizza a far pubblicare questa intervista?. Insomma se pagavamo l?intervista veniva stoppata».
LA TRAPPOLA
Ecco il ricatto. Il clan Totti abbozza e paga, anche perché il matrimonio tra il calciatore e Ilary Blasi è alle porte. Scala ne parla col fratello di Totti, Riccardo, e sgancia 50 mila euro in contanti a Corona: «Lui è venuto a Roma, li abbiamo messi in una busta di plastica e lui se li è messi dentro uno zainetto. Ci siamo visti al bar vicino al Teatro Parioli….».
Quando Woodcock sente Vento, della storia di Totti non parla. Dalla soubrette vuole sapere i rapporti con Corona: «Organizza serate con imprenditori, con banchieri?». Lei risponde piccata: «No, non ne so niente». E dice di sentirsi offesa dalla domanda”.
(Guido Ruotolo ?La Stampa?)

Vallettopoli: servizi deviati dietro Corona – Il sospetto di Woodcock

Giovedì, 22 Marzo 2007


“La storia del fotoricatto ai danni di Lapo Elkann è probabilmente ancora tutta da scrivere. Finora si sapeva che la magistratura di Potenza ritiene Fabrizio Corona e Lele Mora responsabili di una tentata estorsione ai danni della Fiat. Chiesero invano 200 mila euro per far ritirare un?intervista che minacciavano come «devastante» al transessuale Patrizia. Ma c?è sottotraccia una pista investigativa che porta molto più lontano. E potrebbe essere una svolta imprevedibile. Il pm Woodcock sospetta infatti che dietro le quinte di quell?appostamento sotto casa di Patrizia ci fosse un suggeritore occulto. Lo si capisce leggendo un interrogatorio al transessuale senza omissis. Woodcock ipotizza che dietro Corona ci sia addirittura Marco Mancini, l?agente dei servizi segreti arrestato nei mesi scorsi perché coinvolto nelle trame di Pio Pompa, Tavaroli & spioni vari. Mancini, ovvero l?ex responsabile del controspionaggio del Sismi, considerato il numero 2 del servizio segreto militare sotto la gestione Pollari. In certi casi, sono più significative le domande del magistrato che non le risposte del testimone. Il 12 dicembre, Woodcock interroga dunque Patrizia, al secolo Donato Brocco. Vi si ricostruisce quella drammatica notte di ottobre. L?overdose di cocaina. E l?irrompere di Corona nella vicenda. A un certo punto, però, l?interrogatorio devia verso scenari inaspettati.
W: «Prima di questo fatto, lei è stato avvicinato da qualcuno che le ha fatto qualche domanda strana? Le ha chiesto informazioni su Elkann?».
B: «No, no».
W: «Eh?».
B: «Mai, mai, mai».
W: «Qualcuno… qualcuno che le ha detto che era dei Servizi, per esempio».
B: «No, no, mai, mai».
W: «Lei è sicuro?». B: «Le giuro».
W: «Uh. Lei un certo Mancini lo conosce?».
B: «Mancini? che nome? Mancini?».
W: «Come si chiama Mancini? Marco».
B: «Marco? No, no».
W: «Lei è sicuro che non lo ha avvicinato nessuno? O a lei o a qualcuno dei suoi colleghi… che poi glielo ha magari detto, glielo ha confessato: Mi hanno fatto domande su Edo, voglio dire su quando viene, sulle sue abitudini».
B: «Non a me personalmente, dottore».
W: «Eh».
B: «No, mai. Né dopo il fatto, perché…».
W: «No, prima. Stiamo dicendo prima».
B: «No, mai, mai, mai».
W: «E a qualcun altro? Perché lei ha detto “A me personalmente no”». B: «Che mi risulti, neanche. Perché gli altri due: una è brasiliana e quindi parla anche pochissimo italiano…».
W: «Cioè, chi sapeva che quella sera Elkann stava là? Solo voi?».
B: «Nessuno. Lo sapevamo solo in tre».
Woodcock insiste sui Servizi e su Mancini. Ha una pista su cui investigare e cerca riscontri da questo interrogatorio. Patrizia però non sa nulla e non lo può aiutare. Un paparazzo, Roberto Buscemi, era appostato sotto casa sua da giorni e lei lo ignorava. Buscemi ha raccontato la sua verità in una intervista tv: di come avesse carpito la fiducia del trans, che non aveva capito di avere a che fare con un fotografo. Di come fu avvisato del dramma prima ancora dell?ambulanza e come salì in casa di Patrizia dove vide il giovane Elkann in coma. Sul momento non scattò alcuna foto, ma approfittò dell?ingresso al pronto soccorso. Buscemi in quell?occasione ha raccontato anche un retroscena cruciale: era stato Fabrizio Corona a mandarlo, praticamente a colpo sicuro. Alla «Corona?s» preparavano una «paparazzata» che poi avrebbero monetizzato alla loro maniera. Ma le cose andarono diversamente. Letta la versione integrale dell?interogatorio di Patrizia, è chiaro che Woodcock ritiene che quell?appostamento fosse qualcosa di diverso dal solito. Se spunta fuori il nome di Marco Mancini, che è coinvolto pesantemente nell?affaire degli spioni Telecom, che a loro volta spiavano illecitamente personalità del mondo economico, finanziario e politico (ma anche dello spettacolo e del calcio), beh, forse Vallettopoli è qualcos?altro rispetto a quanto si era capito. Anche se qualche accenno al mondo dei servizi segreti nell?ordinanza del gip Iannuzzi già c?era: «…Corona, da parte sua, fa espresso riferimento ad un suo amico dei Servizi, al quale avrebbe richiesto notizie ed informazioni». Chi?”
(Francesco Grignetti “La Stampa” 22 marzo 2007)

(in foto: Woodcock)
Riferimenti: I nomi dell’archivio segreto di Corona

Ecco i nomi dell’archivio segreto di Corona. Il Who’s Who del ricatto!

Martedì, 20 Marzo 2007


“C’è l’industriale Diego Della Valle, ripreso 22 volte, E il rampollo monegasco Piene Casiraghi in 80 pose. Poi Enrico Mentana (27 scatti); Rod Stewart e Penny Lancaster con bambino a Positano (9 foto). Una «famiglia reale a Capri». Katia Ricciarelli e il giornalista Michele Santoro immortalato in 6 sequenze. Poi Angelina Jolie, lo stilista Renato Balestra, Cecchi Gori, Eva Robbins, l’imprenditore Gianluca Vacchi, Teo Teocoli, Stefano Gabbana, Aleandro e Mirela del Grande Fratello. Il cosiddetto “archivio segreto” di Fabrizio Corona, sequestrato venerdì alle ore 13 dalla Squadra Mobile di Potenza, era negli uffici milanesi della Corona’s. AI quinto piano di viale Monza, 7. Chiuso in un armadio. Agli uomini di Henry John Woodcock è bastato aprirlo per prendere il materiale in blocco. Si sono portati via tutto, compresa la chiave d’acciaio che ha impresso il numero 209 e adesso figura nell’elenco dei reperti sequestrati. Era tutto lì, a disposizione del magistrato che ha trascinato in cella il re dei paparazzi. Si tratta di un archivio sterminato più che segreto. Come se ne possono trovare nei giornali, in un qualunque ufficio o agenzia fotografica. Memorie elettroniche zeppe di immagini digitali, cd-rom, dvd, centinaia di scatti stampati e da stampare, registri con i nomi delle persone paparazzate, due quaderni con la dicitura “donne da fotografare”.
L’ELENCO
L’elenco dei personaggi è lungo e ognuno di essi è segnato in bella evidenza sul singolo contenitore: “Fernanda Lessa”, “Francesco Coco”, “Milton Morales e Eros Ramazzotti”, “Aldo Montano a Ponza?, “Modelle al Pineta”, “Bakstage Natale a Ibiza”, per esempio. Di politici non ce n’è, però. E inoltre non è spiegato in quale contesto siano stati fotografati i soggetti inseriti nell’archivio. Al parco mentre comprano il gelato al nipotino? Magari qualcuno si trova all’uscita della chiesa, finita la messa? Oppure a fare compere o giardinaggio? Cosa stiano facendo i personaggi fotografati è un’incognita. Un mistero, al momento.
«Non c’è nulla di segreto. Si tratta di un normale archivio. Era negli uffici dell’agenzia, dov’è sempre stato. Il mio cliente avrebbe avuto tutto il tempo per farlo sparire. Non lo ha fatto, segno che non c’è nulla da nascondere», spiega l’avvocato Francesco Strano Tagliareni. Più che un sequestro è stato un prelievo a colpo sicuro, quello della polizia. Ora gli investigatori guidati dal pm potentino dovranno passare il materiale ai raggi X. Analizzare tutte le foto, separare quelle di ordinario gossip da quelle compromettenti (ammesso ce ne siano), e stabilire se gli scatti potevano essere utilizzati per eventuali estorsioni o ricatti. Se così fosse, la posizione di Fabrizio Corona si aggraverebbe. ell’archivio sequestrato ci sono anche alcune diffide: foto relative a Stefano Bettarini e Lapo Elkann. Woodcok vuole chiarire se ci sono stati ricatti e versamenti di denaro. E domani sarà sentita Nina Moric (moglie di Fabrizio Corona) sugli spostamenti di denaro effettuati nell’imminenza dell’arresto, e sul presunto tesoro nascosto in Svizzera dal marito.
LA LISTA
8 foto di Gianluca Vacchi e Ilaria Spada più 1 cd; 8 foto di Adriano; 1 foto di Angelina Jolie;1 book fotografico contenente 8 foto di Aldo Montano a Ponza; 7 foto del backstage di Natale a Ibiza; 2 foto di calciatori al Pineta; 2 foto a casa di Dolce e Gabbana a Portofino; 10 foto di Christian Zaccardo; 17 foto di Eva Robbins e fidanzato; 6 foto della famiglia reale a Capri; 5 foto di Fernanda Lessa; 5 foto di Francesco Coco; 3 foto di Katia Ricciarelli; 6 foto di modelle al Pineta; 1 foto di personaggi vari al Pineta; 5 foto di Pierre Casiraghi; 5 foto di Rod Stewart e Penny Lancaster con bambino; 4 foto di Rod Stewart e Penny Lancaster con bambino a Positano; 3 foto Massimiliano Rosolino; 3 foto Serena Autieri e amico; 16 foto di Teo Teocoli e amici; 16 foto di Cecchi Gori e compagna; 16 foto di Ferrari Buy e Melillo; 20 foto di Aleandro e Mirela; 60 foto di Davide Lippi e ragazza; 16 foto di Davide Lippi ed Elena Bonsanni; 27 foto di Enrico Mentana; 20 foto di Alessandro il cronista e ragazza 16 foto di Michele Santoro; 15 foto di Stefano Gabbana; 18 foto di Vanessa Incontrada; 1 foto di Renato Balestra; 17 foto di Milton Morales ed Eros Ramazzotti; 22 foto di Diego della Valle; 1 elenco fotografico e paparazzi Milano, Roma; 6 foto di Simona Ventura; 29 foto di Magda Gomez; 75 foto di Pierre Casiraghi; 1 mini dv senza etichetta” (Cristiana Lodi per ?Libero?).

TEMIS continua la sua crociata contro il decreto del Governo che ha censurato la stampa!

per altre notizie: cerca nel sito “Vallettopoli”
Riferimenti: Il testo delle intercettazioni di Corona