Articolo taggato ‘editoriale’

L’Espresso lo definì: Prodino! – foto che valgono un editoriale

Mercoledì, 4 Luglio 2007


L’Espresso lo definì: Prodino! – foto che valgono un editoriale
Riferimenti: Il video porno dell’Unione europea sul cinema

I furbettini del quartiere: Fiorani da Lele Mora -foto che valgono un editoriale

Mercoledì, 4 Luglio 2007


I furbettini del quartiere: (l’ex) finanziere Giampiero Fiorani a casa di Lele Mora (sic!)

La bellezza salverà l’universo – foto che valgono un editoriale 10

Lunedì, 4 Giugno 2007


Dopo tante amarezze (Visco e Gdf, i privilegi della Casta, etc. etc.) ci vuole una ventata di ottimismo. Se la foto è autentica, cara signorina: grazie! grazie, per averci ricordato che – come disse il grande russo – la bellezza salverà l’universo!

serie: foto che valgono un editoriale 10

Tempi duri per la Monarchia inglese – Foto che valgono un editoriale 7

Lunedì, 7 Maggio 2007


Tempi duri per la Monarchia inglese: mentre imperversano le rivelazione di Tina Brown sul trio Diana-Carlo-Camilla; il cadetto va in guerra e l’erede è in pene di amore, la regina Elisabetta II è sempre più sola …
Riferimenti: Le rivelazioni su Diana-Carlo-Camilla di Tina Brown

Orologi e gioielli: Moccia dopo il successo editoriale tenta quello commerciale

Venerdì, 6 Aprile 2007


“Tre libri, due film, un musical, un adattamento tv, una parodia di Fiorello, una linea di orologi e di gioielli. La lista della spesa di Federico Moccia al mercato del successo continua ad allungarsi e mette nel carrello un po? di tutto, incontri in libreria e comparsate a feste, presidenze di giurie letterarie e presentazioni-evento. È il marketing, bellezza, che ha trasformato «Tre metri sopra il cielo» in logo e il suo autore in brand, cioè in una marca. Le saghe di Harry Potter e di Eragon ci avevano già abituato alle sequenze libro-film-zainetto-gadget vari, ma la «brandizzazione» in atto di Moccia e delle sue creature è un fenomeno abbastanza nuovo. Soprattutto per il target. Il maghetto e il drago arrivano massimo ai ragazzini delle medie, Step e Babi prendono gli imprendibili teen-ager, croce e delizia dei pubblicitari. Così questo momento magico va sfruttato al massimo e Moccia è praticamente ubiquo. L?altra sera a Milano gli automobilisti si chiedevano chi fosse questa volta a bloccare il traffico nel megaincrocio di Porta Venezia, dove i caselli del dazio ottocenteschi sono ormai diventati una location per «eventi» di ogni tipo. E lì, su quella terrazza sospesa fra le auto in cui si gustano cocktail alla Calindri, in mezzo al «logorio della vita moderna», c?era lui, Moccia, che presentava il musical di «Tre metri sopra il cielo» (e annesso libro Feltrinelli col copione dello spettacolo teatrale) e poi una linea di orologi e di gioielli. Una presentazione in pieno stile 3MSC, con coppie di ragazzini che salivano sulla terrazza per lanciare palloncini che portano promesse d?amore tre metri sopra il cielo? Così vedremo orologi e braccialetti con su scritto «Io e te tre metri sopra il cielo» e il logo di un cuore trafitto da un pugnale (una volta era una freccia, ma i tempi son cambiati). Costano da 30 a 80 euro, prezzi da teen-ager, e vengono prodotti da Tribe by Breil che è poi lo sponsor del musical. Questo debutterà il 19 aprile e ha già incassato 20 mila prenotazioni. Grandi numeri a cui ci avevano già abituato i libri e i film. Intanto, se ancora non fosse chiaro che questo è il suo momento, Moccia è appena stato presidente di un premio letterario (sponsor un brand di videogiochi) e chiuderà un ciclo di incontri sulla letteratura per adolescenti (titolo: «Dal primo all?ultimo bacio»). E poi è nel cast degli autori del nuovo show di Raiuno con Teocoli e Ventura e insieme sta lavorando all?adattamento tv di «Tre metri sopra il cielo» per Italia Uno.
Altro? Be?, ha appena conquistato la copertina di Pasqua di «Famiglia Cristiana» ed è un «testimonial» multitarget, non solo per sognanti ragazzine ma anche per adolescenti eco-sensibili: sotto l?ala verde di Greenpeace ha aderito alla campagna «scrittori per le foreste» e pubblicato il suo ultimo romanzo su carta riciclata. E, viste le tonnellate di libri che vende, vuol dire aver gentilmente risparmiato delle foreste intere…
Insomma, Federico Moccia è un brand perfetto? A sorpresa, lo scrittore che come Bret Easton Ellis ha chiamato le cose con i loro marchi – ogni pagina è una playing list: Superga, Onyx, Ray Ban – viene bocciato proprio dai guru del marketing. Enrico Finzi: «Gli suggerirei di gestirsi meglio perché c?è anche il rischio che abbassi la sua immagine. E poi anche questo veicolare la cultura attraverso la non-cultura è miope». Il presidente di Astra Ricerche spiega: «Io non ho la puzza al naso e anzi ho molto rispetto per chi ha successo come lui, vuol dire che risponde ai bisogni di qualcuno. Però in questo autoconsumismo ci si brucia in poco tempo e invece si potrebbe puntare di più sul lungo termine, sulla qualità».
Consigli pratici? «Guardi Fiorello, che è stato zitto per un po? e adesso fa anche pubblicità eccellenti come quella Fiat – e pessime come quella Infostrada -. Non è Einstein, ma sa equilibratamente spingere sull?acceleratore e poi sul freno». Critico pure Klaus Davi: «Provo qualche fastidio a merchandisizzare la letteratura, anche quella di consumo. Non tanto per l?operazione, che è legittima, quanto perché toglie dalla dimensione del sogno il suo racconto e lo precipita nel merchandising». E Moccia come personaggio? Non è un Adone ma gode anche della sovrapposizione di immagine con Scamarcio… «Non c?è dubbio che ci sia un effetto specchio e i due rafforzino la propria immagine l?uno con l?altro, ma Moccia l?ho visto negli incontri in libreria: è rassicurante, ironico, infantile. Quindi piace alle ragazze. A modo suo è un seduttore». E comunque vada, è stato un successo”.
(Sara Ricotta Voza ?La Stampa?)

Intervista a Moccia da ?La Stampa?

“Moccia lei è ormai un uomo-brand per il target giovanile ma ha un numero di cellulare preistorico, di quelli che iniziano col 336. Lo stesso dai tempi in cui non era famoso?
«Veramente sì, è il primo numero che ho avuto, del primo telefonino che mi sono fatto?».
Qualche giorno fa a Milano ha presentato un musical e una collezione di orologi. Fino a che punto è disposto a spingersi nei settori merceologici: cellulari sì, mutande no?
«La verità è che ho ceduto i diritti di ?Tre metri sopra al cielo? alla Cattleya e gli orologi fanno parte del merchandising legato al film. A me piace fare il libro poi il film poi magari lo spettacolo teatrale. Il resto non lo decido io e spero sempre non si esageri. Non vedrei quel simbolo su una padella, ma su due tazze per fare colazione sì, e anche su un bel paio di lenzuola, su un cuscino, sulle tende e magari su una bottiglia di bianco freddo da sorseggiare davanti a un bel tramonto?».
Le hanno mai chiesto di fare spot, di diventare testimonial di qualcosa?
«Mai, e invece mi piacerebbe molto essere associato a una pubblicità e saprei anche a che cosa: a una penna. Sarei perfetto, io scrivo a mano tutti i miei libri, il computer viene dopo. Mi piace sentire scorrere la penna sulla carta e la stessa pagina assume forma pittorica».
Uno stilista o un brand di abbigliamento le ha mai chiesto di vestirla?
«No e infatti vesto sempre male, sono piuttosto scombinato. L?idea mi divertirebbe ma in realtà mi piace esser libero di decidere a capocchia?».
I brand di Federico Moccia?
«Sono un po? quelli di Step: i Levi?s, le Adidas, la camicia Brooks Brothers, il telefonino Nokia e i Ray Ban di tutti i tipi, ne ho una collezione. Però l?orologio è antico, un Bulova Accutron che adoro e metto solo quello. Il brand-Moccia è composto di cose che mi piacciono ma non necessariamente di moda».
Ma la vera incoronazione a personaggio è la parodia di Fiorello. Sicuro che le piace?
«Finora si è sempre tenuto nei limiti del decente. Del resto lui è un grande e si accorge se esagera. È come quando a una cena metti in mezzo uno e lo prendi in giro. Se sei educato senti tu stesso quando cominci a stonare e l?atmosfera intorno gela, metti tutti in imbarazzo e non ci si diverte più. Bisogna sapere accettare il gioco della società in cui hai deciso di vivere, no? Anche se agli incontri nelle librerie molti ragazzi arrivano credendo alla caricatura di Fiorello; mi tocca riconquistarli e dirgli subito che non sono quell?imbecille che dice ?CiaosonoMoccia-scrivolibbri??».

Cristianesimo da esportazione – Foto che valgono un editoriale 6

Venerdì, 23 Marzo 2007


Cristianesimo da esportazione
Riferimenti: DICO – non dico: foto che valgono un editoriale 5

DICO-Non dico? – Foto che valgono un editoriale 5

Lunedì, 12 Marzo 2007


DICO-Non dico

Guerra e Pace – Foto che valgono un editoriale 4

Lunedì, 12 Marzo 2007


Guerra e Pace

La preghiera nel XXI secolo – Foto che valgono un editoriale 3

Domenica, 11 Marzo 2007


La preghiera nel XXI secolo

Eurabia – Foto che valgono un editoriale

Domenica, 11 Marzo 2007


Eurabia, Place de l’Étoile – opera d’arte di Robert Gligorov (2005)