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Diario di una squillo per bene

Giovedì, 23 Giugno 2011

tumblr_lmx9uxU5gb1qjl5uro1_500“squillo per bene”. quasi un ossimoro, soprattutto se si considera che, nella serie che va in onda su cielo, la protagonista dichiara di farlo perchè ama il sesso e i soldi. è un bel telefilm quello che abbiamo visto ieri sera, bello e allettante. ci è quasi venuta voglia (di prenotare i servizi della signorina,  tanto lo fa anche il presidente del consiglio, e) di imitarla diventando anche noi una escort “per bene”. peccato che siamo maschietti. ma quante ragazze, vedendo quel telefilm, si convinceranno che fare la escort è un mestiere come un altro (“per bene”) per di più molto redditizio? temis

Se è un parrucchiere, alla gogna senza pietà

Sabato, 14 Maggio 2011

eeaccusato da una aspirante massaggiatrice, che stava “saggiando” personalmente, di aver preteso un rapporto orale, un parrucchiere per vip di roma (ma quanti sono?) è stato arrestato. il suo nome e cognome lo potete leggere su repubblica e corriere della sera. così come la location del suo salone. in un colpo solo è stata annientata una carriera e il lavoro di tutte le persone che lavoravano per il parrucchiere (immaginiano che le massaggiatrici che già lavoravano in quel salone dovranno omettere, nella ricerca di un nuovo lavoro, quel datore di lavoro così vip del quale sino ad oggi erano fiere, per passare per delle “massaggiatrici”). per quale motivo la stampa non si è limitata riportare la notizia con le sole iniziali? un arresto non equivalgono ad una condanna (che per di più deve passare in giudicato). e dire che quando il portavoce del governo fu fotografato vicino a un trans, l’autorità per la privacy vietò la pubblicazione della foto. due pesi e due misure. temis

400 mila euro al PD che va a escort

Lunedì, 13 Settembre 2010
C’è un ex detenuto in attesa di giudizio che ad agosto si stava fre­gando le mani dalla gioia. Aveva ap­pena incassato un maxi assegno da 10mila euro lorde di pensione e una buonuscita record che sfiora i 400mila euro (anche se 152mila eu­ro li aveva già prelevati in anticipo). Il suo nome è Sandro Frisullo, ex po­tentissimo vicepresidente Pd della vendoliana Regione Puglia, arresta­to il 18 marzo scorso con l’accusa di associazione per delinquere, corru­zione e turbativa d’asta con contor­no di presunte tangenti nella sanità in cambio di qualche escort a buon mercato, anzi praticamente gratis. Frisullo è a piede libero dal 17 lu­glio, dopo che il gip del Tribunale di Bari Sergio Di Paola ha revocato gli arresti domiciliari. Ma 21 giorni di cella se li è fatti tutti, dall’arresto al­l’ 8 aprile, perché «accusato di aver utilizzato il suo peso politico – que­sta la tesi della Procura barese – per far vincere l’amico, il re della sanità Gianpi Tarantini in cambio di soldi e favori». Quanti e quali? Per l’accu­sa circa 12mila euro al mese, tre escort della scuderia a totale dispo­sizione, automobile con autista, ca­pi firmati e persino una donna delle pulizie gratis. Dall’assegno di Gianpi a quello da pensionato il passo è breve e la decurtazione leggera, da 12mila net­te a 10mila lorde. La cosa bizzarra è che per avere questi soldi dalla Re­gione Puglia Frisullo non ha violato alcuna legge. Anzi, ne ha approfitta­to. La norma che consentirà a lui (e ad altri quaranta ex consiglieri regio­nali pugliesi) di riuscire a mettere di­gnitosamente insieme il pranzo con la cena, anche senza fare più politi­ca, porta la firma di Mario De Cristo­faro. L’ex presidente del Consiglio regionale pugliese nel 2003, quan­do a governare la Puglia era l’attuale ministro Raffaele Fitto, non fece fati­ca a far approvare una legge che pre­vede, oltre a un sontuoso vitalizio pari al 90% dell’indennità da consi­gliere di 11.190,89 euro, un assegno di fine mandato pari a un anno pie­no di indennità (oltre 129mila euro per ogni legislatura al servizio dei pugliesi, tre nel caso di Frisullo). La solerzia degli impiegati regio­nali (ministro Brunetta, prenda ap­punti…) ha consentito ai pensionati di lusso, molti dei quali rigorosa­mente under 60 come lo stesso Fri­sullo ( che di anni ne ha 55) di ottene­re bonus e pensione in piena estate. I mandati di pagamento sono parti­ti dagli uffici della Regione il 25 ago­sto scorso. Per le casse pugliesi è un salasso da 8 milioni di euro, di cui 3,5 erogati subito come un genero­so bancomat. Ma, almeno per quan­to riguarda l’ex vicepresidente Pd, tutto era iniziato 45 giorni prima, il 14 luglio, tre giorni prima della sua definitiva scarcerazione preventi­va, quando il dirigente del Servizio amministrazione e risorse umane della regione Francescopaolo Digie­si aveva firmato le determinazioni necessarie a sbloccare i soldi. Nel prospetto allegato alla deter­minazionen ? 166del25agostoscor­so vengono snocciolate le cifre: l’as­segno lordo finale è di 389mila euro meno qualche spicciolo, di cui 152mila e rotti già incassati grazie al­­l’articolo 57 della legge 1/2004, che prevede appunto di richiedere un anticipo fino all’80%dell’assegno di fine rapporto. Tolte le tasse, per l’ex vicepresidente Pd accusato di esse­re al soldo di Gianpaolo Tarantini detto Gianpi in cambio di qualche appalto milionario nella sanità si tratta di 174.647,24 euro nette, da ag­giungere alla pensione di anzianità. Diecimila euro lorde di pensione ogni mese, generosamente elargiti in una soleggiata mattina dell’esta­te pugliese, basteranno a uno come Frisullo che secondo l’accusa ha bi­sogno di fare una certa vita? È uno dei tanti interrogativi che il proces­so sul verminaio della sanità puglie­se è destinato a sciogliere. Forse. (f. manti giornale)

La D’addario e gli 007

Venerdì, 27 Agosto 2010

Allora, Maurizio Sorge, da paparazzo di vip e gossip a stupratore di Patrizia D’Addario?  «Ma quale stupro non c’è stato nemmeno un bacio. La verità è che la D’Addario non ha perso il vizio di registrare ogni giorno video e audio per finalità che rimangono ancora tutte da scoprire. Eravamo da giorni ospiti nella villa salentina dell’imprenditore Salvatore de Lorentis per un servizio fotografico e delle serate della escort e di alcune ragazze. Entriamo in confidenza. Patrizia ci parlava anche del futuro, di video con immagini inedite di Berlusconi a palazzo Grazioli che avrebbe presto diffuso. D’improvviso abbiamo scoperto che registrava le nostre conversazioni, ci filmava con i cellulari. Perché? Mistero. Abbiamo preso paura, che intenzioni avrà? E così è stata allontanata da casa con il risultato che ci ha denunciati tutti per abusi sessuali. Prendano pure il mio dna, sono pulito. Non temo nulla». Partiamo dall’inizio che è meglio. «Sono arrivato alla villa lunedì sera 16 agosto. Avevo ricevuto un ingaggio da Fabrizio Citterio, che mi aveva telefonato per mandarmi in Puglia per un servizio fotografico a de Lorentis in risposta a un articolo uscito su DivaDonna della sua ex Carolina Marconi. Citterio mi dice che ci sarà anche la D’Addario per delle foto…». Quando conosce la D’Addario?  «Subito, appena arrivato. Entriamo in simpatia, parliamo di lavori, dei progetti. Eravamo tutti insieme, c’era lei, c’erano anche altre ragazze, come Giorgia Nicole Basciano e Arianna Gaia Necchi di Uomini e Donne, c’era Fabrizio Citterio con la fidanzata Nadia. La D’Addario dice che è pronta con un nuovo libro, svela particolari mai raccontati finora su quella notte. Il libro è già scritto, ci dice, e uscirà con un dvd con un paio di filmati inediti girati a palazzo Grazioli, immagini che riprendono Berlusconi a sua insaputa in momenti particolari». Quali?  «Non l’ho detto nemmeno ai magistrati che mi hanno interrogato ». Potrebbe dirlo a noi. «La mattina nel suo bagno. Il premier non ne sapeva niente». Bel rispetto della privacy sempre stando a quello che vi racconta… magari era una balla per farsi bella.  «Era convinta, determinata. Ci confida che c’è anche il progetto per un film con Alain Delon con il ruolo di Berlusconi». Boom.«Beh per dimostrarlo ci ha mostrato sul telefonino una fotografia ».  E chi ritraeva?  «Lei a cena con Delon. Io non avevo capito ma Citterio l’ha riconosciuto subito, era lui. Ci ha raccontato che una professionista di fiducia le aveva detto che una persona importante voleva incontrarla. Così lei andò a questa cena trovando al tavolo Delon ». Addirittura? Torniamo a palazzo Grazioli.  «A me e Citterio questi progetti comunque interessano. Un dvd della D’Addario su palazzo Grazioli venderebbe centinaia di migliaia di copie. Le propongo di farle da agente, di trovare qualcuno che acquisti i diritti. Suggerisco una divisione quasi a metà: il 60% lo incassa lei, il rimanente io. L’accordo verbale è quasi fatto tanto che quando la chiama Giorgio Tosi de L’Espresso per un servizio di foto lei risponde che da quel momento “Sorgi è il mio fotografo” tanto che Tosi rinuncia agli scatti». Vivevate nella stessa villa?  «Sì, de Lorentis è un imprenditore generoso. Mi aveva proposto di trattenermi sino a domenica prossima, suggerendomi le spiagge dove avrei trovato vip come Biagio Antoniacci, Morandi, Rutelli per delle foto da vendere… L’altra sera ha pure ospitato tre giocatori della sua squadra di calcio nella foresteria dove dormivo io. Così lunedì sera ci porta tutti a cena. Paga lui il conto a Gallipoli, al ristorante Marechiaro dove andiamo in una dozzina di persone, D’Addario compresa, per poi passare al bar Torresuda dove Patrizia aveva fatto una serata qualche giorno prima. Dopo andiamo in discoteca a La Praia dove Nicole e Arianna facevano una serata». E siete tornati in villa… «Alle 4 di mattina, la D’Addario, Lerry, un collaboratore di de Lorentis ed io rimaniamo nel patio della casa a parlare sino alle 7 di mattina. Lei torna sui video di palazzo Grazioli, su Berlusconi, sul libro che ha scritto, il primo, per il quale si lamenta di aver incassato solo 8 mila euro. Dice che da un anno non fa sesso, che ha vissuto segregata a casa. Si lamenta di non aver mai visto un euro dei soldi ricevuti per le interviste rilasciate a tv e giornali. Insomma, una lagna. L’indomani dopopranzo la D’Addario chiede alle ragazze dei tampax perché aveva il ciclo tanto che dobbiamo andare in una boutique a Gallipoli per comprare un pareo e dei costumi per realizzare meglio e “coperto” il servizio fotografico. E lì capita il primo incidente…».Cioè?  «Con Nadia, la compagna di Citterio, andiamo in negozio. La D’Addario prova costumi, camice, vestiti. Insomma per farla breve acquista abiti per un conto salatissimo: 2.400 euro e chiede a Nadia di pagare come spese di produzione del servizio fotografico. Lei non ci sta, ricorda che per le foto serve solo pareo e costumi, le due litigano e alla fine la D’Addario sborsa 730 euro mentre 250 li paga Nadia. Patrizia si era presa persino un vestito di Armani che certo non serviva per il servizio fotografico».E arriviamo alla vigilia delle violenze denunciate dalla D’Addario.
«Ma quali violenze? La sera corre via un po’ fredda, cena fuori poi tutti a casa. La accompagno fino alla camera dove mi fa altre confidenze sulla figlia, il marito, una vita incasinata. Cercavo di carpire più notizie possibili per capire se diceva balle anche perché gli affari si moltiplicavano. La D’Addario, ad esempio, chiedeva 6 mila euro per delle foto glamour che Fabrizio Citterio aveva concordato con Barbieri da scattare all’hotel Principe di Savoia di Milano ».Girava droga in villa?  «L’unica tirata di spinello l’ho fatta nel 1976 da ragazzo. Anche qui sono pronto a tutti gli esami, bulbo del capello compreso. Comunque, l’incidente capita il giorno dopo, mercoledì. Siamo a pranzo in casa quando la cuoca avvisa de Lorentis che la D’Addario videofilma tutto con i telefonini, con l’I-phone. Le chiediamo perché e lei scoppia a piangere, io guardo sul cellulare e vedo catalogati almeno venti filmati. Ne apro uno a caso, era stato girato in cucina – filmato innocuo ma ci preoccupiamo ugualmente, ricordando i filmati fatti al premier. Che intenzioni reali ha la D’Addario? Così l’accompagniamo in camera per fare le valigie. Lei piange, abbiamo affari insieme dice, “ma quali affari, non se ne fa più niente e basta”. In camera poi dalla borsa salta fuori un altro registratore. Solo audio. Chiedo di potere ascoltare il nastro per sapere se ci aveva registrato. Schiaccio “start” e sento gracchiare registrazioni di conversazioni. A decine. È una donna che registra ogni cosa. Ecco registrati colloqui anche illuminanti come quelli della D’Addario con un giornalista di un importante quotidiano nazionale in cui gli annuncia delle cose contro Berlusconi, della voglia di metterlo di nuovo in quel posto al premier in autunno e che dovevano fare insieme qualcosa il 20 del mese. C’erano telefonate di lei che manda la figlia contro il padre, poi tra lei e l’avvocato Antonio Cattaneo e anche con Citterio e il sottoscritto in conferenza». E poi che succede?  «La D’Addario se ne va e noi, che avremmo consumato violenze carnali e chissà cos’altro siamo talmente preoccupati che andiamo prima a cena fuori al ristorante “Le tre caravelle” e poi in discoteca. L’indomani arriva la polizia, quindici uomini e fanno la perquisizione. Ma la violenza non c’è stata. Sto preparando una querela per calunnia». È preoccupato? «Sì ma sa di cosa? Non delle accuse ma di questa donna. Se la sinistra si affida a lei per battere Berlusconi siamo proprio alla frutta. E lo dico certo non da berlusconiano. È da quarant’anni che voto a sinistra».IL SOSPETTO: I SERVIZI SEGRETI DIETRO AL PATRIZIA-GATE La D’Addario è stato strumento dei servizi segreti? La novità arriva da Carlo Vulpio, inviato del Corriere della Sera e soprattutto già candidato dell’Italia dei Valori. Insomma, un ex amico di Marco Travaglio, fine conoscitore del D’Addario gate e che aveva seguito passo dopo passo Luigi De Magistris quando da pubblico ministero a Catanzaro con le sue inchieste voleva mettere sotto scacco mezza Italia. Oggi Vulpio imbuca su Dagospia, il sito di Roberto d’Agostino che tutti consultano ma nessuno ammette di amare, una lettera che svela retroscena inquietanti attribuiti proprio alla escort: «La D’Addario – escort per sua scelta, nessuno le ha imposto nulla – si è comportata da ricattatrice pur di raggiungere i suoi obiettivi (per giunta di molto dubbia legittimità, come il cambio di destinazione di un edificio già condonato in un’area vincolata)». E poi l’affondo: «Continuare a pensare, o fingere di pensare, come fa Travaglio, che la visita della D’Addario a palazzo Grazioli sia stata una zingarata di un’allegra combriccola di cocainomani e non anche una “missione teleguidata” da una parte dei servizi segreti coinvolti nella stessa “guerra sporca” che oggi viene vede protagonista, suo malgrado, Elisabetta Tulliani, significa offendere l’intelligenza propria e l’altrui». Una “missione teleguidata”dagli 007. Urge saperne di più. Speriamo che intervenga qualche procura a fare chiarezza e non ci debba pensare il solito D’Agostino. (g. nuzzi libero)

In 3 nel letto di Berlusconi – parla Terry, l’altra escort

Martedì, 3 Agosto 2010

images“Nel letto eravamo io, le due ragazze di Roma e Berlusconi”. C’è un’altra prostituta, dopo Patrizia D’Addario, che racconta di una notte con Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli. È Maria Teresa “Terry” De Nicolò, 38 anni, barese, una delle escort che Gianpaolo Tarantini inviò nella residenza romana del presidente del Consiglio. Il 19 giugno 2009 De Nicolò viene interrogata come persona informata dei fatti dai pm Giuseppe Scelsi e Marco Di Napoli, titolari dell’inchiesta su un giro di tangenti, cocaina e prostitute con al centro Tarantini. Il cosiddetto Bari-gate. Negli uffici della Procura ci sono alcuni investigatori tra cui il tenente colonnello Salvatore Paglino, il finanziere indagato per stalking (ai danni della stessa De Nicolò), rivelazione di segreto d’ufficio e peculato, reato, quest’ultimo, per il quale è arrestato. L’interrogatorio inizia alle 9,30 e si conclude mezz’ora dopo (verbale depositato al tribunale del riesame di Bari nell’ambito dell’inchiesta sullo stesso Paglino). Ecco quello che riferisce De Nicolò.
Milano-Cortina, in viaggio per Giampi. Il pm Scelsi chiede conto a Terry di alcuni suoi viaggi. Uno a Milano, in aereo, il 31 gennaio 2008. Biglietto Bari-Linate “emesso su richiesta di Gianpaolo Tarantini”. “Non c’è una ragione specifica per la quale sono andata a Milano… era per aiutare, abbiamo passato un giorno insieme a Milano io e lui (Tarantini), siamo andati a casa, siamo usciti”. A febbraio 2009 la escort barese (pagata da Tarantini anche per alcuni incontri con l’ex assessore regionale pugliese Sandro Frisullo, ndr) parte per una mini vacanza a Cortina. In macchina, da Bari, con la Range Rover di “Gianpi” “c’erano altre persone che non conoscevo, in auto mi ricordo solo di Alessandro Mannarini” (ex collaboratore di Tarantini, arrestato nella stessa inchiesta per spaccio di sostanze stupefacenti). Tarantini aspetta il gruppo all’aeroporto, “forse di Venezia”. Insieme all’amico Massimo Verdoscia (anche lui arrestato). “Siamo andati a Cortina solo per divertirci”. L’hotel e le spese? “Non ho pagato niente”. La chiamata a corte. L’altro viaggio del quale si parla è a Roma. È quello in cui Terry finirà a letto con Berlusconi, e altre due donne, a palazzo Grazioli. Settembre 2009. “Non ricordo la data esatta”. Sempre su richiesta di Tarantini la escort vola da Bari alla capitale (“ho trovato il biglietto elettronico in aeroporto”). Il motivo della visita? “Al telefono Gianpaolo non mi ha voluto dire nulla, perché forse, non so, temeva già delle intercettazioni. Mi ha detto soltanto: “Vieni a Roma”, io gli ho chiesto perché. “No, vieni a Roma, andiamo a cena”. Pensavo che fosse una cosa tra me e lui, nel senso come era successo a Cortina o a Milano”. La telefonata arriva la mattina, mentre De Nicolò sta facendo colazione. È una convocazione immediata. “Ho dovuto fare la borsa in mezz’ora. A Roma all’aeroporto c’era un autista ad aspettarmi. Con una Bmw nera. Lavorava per Tarantini, me lo ha detto lui. Mi ha portata in hotel, in via Margutta ma non ricordo il nome. Anche perché era in ristrutturazione. Un hotel dove tra l’altro ho anche dimenticato degli indumenti intimi”. Terry ha una camera “da sola”, “ma c’erano altre stanze prenotate”. Il tempo di fare un po’ di acquisti in centro e poi “l’autista mi ha portata da Tarantini che alloggiava all’hotel De Russie. È lì che mi disse, testuali parole: “Ma non hai capito perché ti ho fatto venire qui a Roma?”. Ed io candidamente dissi di no: “Perché?” – “Perché stasera si va a cena da Silvio Berlusconi”. Pensavo fosse uno scherzo, invece poi, quando mi ha raccontato i dettagli di come vestirmi, ho capito che non stava scherzando”. Le chiedono quali fossero i “dettagli”. “”Vestiti in maniera sexy!, Sii gentile!”, non mi ricordo, forse sul lavoro che dovevo dire che facevo, il nome d’arte, però ricordo che lui ci teneva, quindi io ho capito che era vero”.  La cena a Palazzo Grazioli. “Avevo portato diversi abiti – racconta la escort – come faccio comunque di solito, degli abiti eleganti. In una borsa tipo Vuitton avevo messo i vestiti, le scarpe, tutto il necessaire, che, anche se per un giorno, comunque, insomma, noi donne…”. Sotto il suo albergo ad attendere Terry ci sono due auto scure con autista. “La Bmw e un’altra macchina. Con dentro Tarantini, l’unico uomo, e cinque sei o sette ragazze. In due auto. Quando siamo arrivati al palazzo (Grazioli), abbiamo aspettato un po’ fuori, pensavo che ci perquisissero. Nella corte, si chiama così?, siamo entrati con le auto e poi ci siamo fermati un po’ di tempo, forse per avere l’ok per salire su. Però la cosa che mi ha colpito è stata la mancanza assoluta di controlli, che mi ha scioccato, che le devo dire del metal detector. Io abituata a vivere in America, dove veramente lì ti controllano anche al supermercato, mi ha stupita, e ci sono rimasta male”.  De Nicolò parla di una cena e di un dopo cena. A cui parteciparono una “quindicina” di ragazze provenienti da “varie parti d’Italia”. Finito di mangiare, dice, “ero un po’ in imbarazzo, nel senso, non conoscendo le persone lì, mi ero chiesta dove fossero finiti (Berlusconi e Tarantini), poi sono andata in un salottino e li ho visti parlare lì. Ho detto “cosa facciamo? È tardi!”. Lui (Tarantini) ha detto: “No, oh, io me ne vado, tu fai quello che vuoi!”. Un investigatore chiede a Terry: “”Fai quello che vuoi” o “sarebbe opportuno che tu rimanessi qua”? “. “No vabbè, l’ha detto in maniera diplomatica. Sì, era sottinteso che volesse che io rimanessi. Però non è stata una cosa obbligata. Lui ha detto: “Fai quello che senti”. Fino al mattino. “Sono rimasta a palazzo Grazioli fino alle undici, le dieci – dice Terry De Nicolò – . Il problema è che fuori c’erano tantissimi giornalisti, perché quel mattino io ricordo che lui aveva forse un discorso da fare, quindi era già tutto pienissimo di gente, il problema era poter uscire senza essere visti, si è dovuto aspettare fino a tardi, che magari i giornalisti andassero via, che però comunque non sono andati via, io li ho visti uscendo”. Terry lascia la dimora del premier con gli abiti da sera. “Purtroppo. Non sapevo di rimanere, è stata una cosa improvvisata. C’erano altre ragazze che lo sapevano e nella borsa avevano il cambio, altre ragazze che sono rimaste, che sono di Roma e che non conoscevo e che ho conosciuto durante quella cena, e di cui non ricordo i nomi, o avranno detto dei nomi falsi”. Il pm Scelsi domanda a Terry che cosa ha fatto dal momento in cui Tarantini è andato via al momento in cui lei ha lasciato il palazzo la mattina. “Ho dormito lì, in una stanza, in una delle tante stanze, poi al mattino ho fatto colazione insieme a queste altre ragazze e a Berlusconi. Poi lui si è allontanato, forse è arrivato qualcuno con cui doveva parlare, fatti loro. Poi dovevamo aspettare che fuori la situazione si calmasse per poter andare via io con queste altre ragazze. Quando sono uscita, questo autista mi ha accompagnato in hotel, dove c’era Tarantini con il suo autista, sono andata su in hotel, ho preso il bagaglio, tutto di corsa, la borsa, dimenticando quelle cose, e poi siamo ripartiti per Bari”.  Dopo qualche resistenza (“è la mia vita privata”) De Nicolò ricorda come ha trascorso la notte. “Delle ore ho dormito da sola e delle ore invece, alcune ore sono stata con queste ragazze, queste due di Roma, e Berlusconi”. I soldi e i regali. Per la cena e la notte a palazzo Grazioli Terry ha ricevuto denaro e regali. Denaro dal suo “agente”, Tarantini; regali dal presidente del Consiglio. “Gianpaolo ha pagato l’aereo, l’hotel e sì, mi ha dato dei soldi, 1000 euro. Per partecipare alla cena. Me li ha dati all’hotel De Russie, prima di andare a palazzo Grazioli”. E i regali del premier? “Degli anelli, delle collane. Bigiotteria. Ma li regalava a tutte le donne invitate. Quella sera – aggiunge – erano tante, non ricordo il numero esatto, forse quindici. Da Bari c’ero solo io. Erano nel salone, non so se le aveva portate Tarantini, non credo. Secondo me erano già direttamente amiche di Berlusconi e magari già si conoscevano” p. berizzi repubblica

“Escort” – “Trans” : le “Ford” sono di moda tra i VIP!

Sabato, 24 Ottobre 2009

Abbiamo parafrasato un bella vignetta satirica pubblicata oggi sul Riformista, non ricordiamo il nome dell’autore e ce ne scusiamo, pronti ad inserirlo se qualcuno ce lo comunica

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Escort detratte nei bilanci societari

Lunedì, 19 Ottobre 2009

Niente sesso, siamo inglesi? Un tempo, forse, ma oggi che la crisi rosicchia i conti del Regno, le banche della City hanno deciso di ingraziarsi la benevolenza dei clienti attraverso l’arma "più antica del mondo": compiacenti prostitute. Galeotta fu la ricerca di una ong che si occupa di parità tra sessi, la Fawcett Society di Kat Banyard, che ha svolto un’indagine sul ruolo delle donne nella City di Londra, giungendo a conclusioni incredibili. Secondo la Banyard, che ha parlato davanti alla commissione del Tesoro, esiste una tendenza in crescita nella piazza d’affari più dinamica del mondo: «utilizzare la prostituzione per intrattenere i clienti». La Fawcett Society ha le prove – secondo il quotidiano The Guardian – che cruciali meeting aziendali con investitori stranieri si tengono abitualmente in locali di lap-dance o che sempre più top-manager sono assaliti dalla preoccupazione di trovare adeguati "brothels", bordelli, per uomini d’affari russi o arabi in visita a Londra e Edimburgo. Tutto messo regolarmente rendicontato e a bilancio, si intende! Altro che grafici, garanzie e fantascientifiche presentazioni in powerpoint. Gli affari miliardari, quelli che contano, il Regno ormai li conclude con l’aiuto di spogliarelliste e accompagnatrici di professione. È in sostanza l’istituzionalizzazione del sistema "escort", che porta profitti in un mercato gestito e regolato soprattutto da uomini. Alla commissione l’ex consulente della Banca d’Inghilterra, Charles Goodhart, oggi professore alla London School of Economics, ha spiegato che la crisi avrebbe potuto essere prevista se ci fossero state più donne nei consigli di amministrazione londinesi. Già, ma non è una questione numerica. Le donne ci sono eccome nella City. È una banale questione di "impiego di risorse" nelle adeguate location. Le "manager" dei brothels evidentemente rendono di più e costano meno. Niente ferie, né malattie, né maternità. L’ultimo bonus per agguerriti banchieri.

a.mazzone riformista

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“Mandami una escort di 25 anni” – foto

Martedì, 22 Settembre 2009

L’agenda delle escort del Premier

Giovedì, 10 Settembre 2009

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Super Papi: ‘All’inizio mi hai fatto un dolore pazzesco’ – la D’Addario a Berlusconi

Martedì, 21 Luglio 2009

Dopo quelle pubblicate ieri, ecco altre quattro registrazioni realizzate dalla escort Patrizia D‘Addario prima e dopo gli incontri con il Presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli. Dagli accordi con Tarantini alla colazione con il premier

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