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L’esercito contro i terroristi, perchè?

Lunedì, 14 Maggio 2012

E’ tornato il terrorismo. Il governo annuncia l’intervento dell’esercito. Sicuramente Monti & C. dispongono di notizie riservate. Ma il ricorso all’esercizio ci sembra un pò prematuro. Non ci piace. Perchè l’Italia ha affrontato senza esercito ben altri disordini. Perchè il ministro della difesa è un ammiraglio e quello dell’interno un prefetto…TEMIS (di seguito riportiamo un vecchio post)

Scatenare la piazza con le liberalizzazioni, perchè?

L’obiettivo è rilanciare la crescita del paese. lo strumento sono le liberalizzazioni. c’è allora da chiedersi come mai il governo Monti abbia deciso di partire proprio con i taxi. è difficile immaginare che la liberalizzazione dei taxi possa rilanciare l’economia. ma tutti sanno che la liberalizzazione dei taxi blocca ed infiamma le piazze. se si vuole partire scatenando il conflitto sociale i taxi sono un ottimo punto di partenza. ma allora perchè intestardirsi? perchè fomentare la piazza, quando quasi ogni giorno ci sono minacce o attentati ad equitalia? in un governo nel quale il ministro della difesa è un ammiraglio e un prefetto è ministro dell’interno, fossimo complottisti, ci chiederemmo: miopia o calcolo politico? temis

Se non cresce il PIL, che cresca il ben-essere (by Leozappa)

Martedì, 3 Aprile 2012
Una medaglia è il premio per chi sale sul podio alle Olimpiadi. Una medaglia è il premio dei militari e delle Forze dell´ordine che si sono distinti nel loro servizio. Quelle degli sportivi, dei militari e dei poliziotti sono attività che richiedono un impegno personale che va ben oltre l´ordinario, tanto che si parla comunemente di sacrificio. Eppure per queste attività la ricompensa non è costituita dal denaro, ma da un oggetto che ha un valore solo simbolico. La medaglia è il segno dell´onore che la società tributa a chi si è distinto. È significativo che proprio le attività che impongono sacrifici, anche fisici, abbiano un sistema premiale del tutto estraneo alla sfera economica.Quello degli onori è un meccanismo motivazionale che mette in crisi il main-stream della società di mercato basato sull´homo oeconomicus, che agisce solo razionalmente alla ricerca dell´utile/profitto. La tradizione millenaria e l´emozione corale che caratterizza le premiazioni dimostra che l´onore è radicato nella psicologia sociale dell´essere umano. L´onore riesce ad incentivare comportamenti virtuosi che, spesso, vanno anche oltre il dovere statuito legalmente. Esso si alimenta nella considerazione sociale. La medaglia è il pubblico riconoscimento che una comunità riserva a chi l´ha meritoriamente servita. La gratifica economica non va oltre la sfera intersoggettiva: è un corrispettivo attribuito a una prestazione eccezionale da parte di chi ne ha tratto vantaggio.La medaglia, invece, viene conferita in cerimonie corali perché rappresenta l´omaggio che la collettività tributa a chi ha reso un servizio nell´interesse generale. La forza incentivante che continua ad avere, anche nella disincantata società del XXI secolo, il meccanismo degli onori meriterebbe la sua generale adozione nei settori che riconoscono il valore del merito e della condotta virtuosa. Penso, in primis, al settore della formazione, di ogni ordine e grado. Poco importa che il premio per il miglior studente porti alla memoria esperienze non edificanti della storia recente del nostro Paese. I giovani hanno bisogno di incentivi e, se si vuole una scuola di eccellenza, l´eccellenza deve essere pubblicamente riconosciuta. Serve a gratificare chi ha meritato e, aristotelicamente, a stimolare negli altri l´emulazione. Così nel mondo delle professioni. L´esercizio di una professione richiede comportamenti virtuosi. I codici deontologici non bastano. Occorre andare oltre la logica punitiva. Oggi solo l´anzianità viene formalmente riconosciuta dal sistema ordinistico. Si tratta di un omaggio doveroso, ma privo di ricadute virtuose. L´istituzione di premi per i professionisti che, nella loro attività, hanno reso benefici (anche) alla collettività consentirebbe di riscoprire le finalità sociali della professione, offrendo esempi comportamentali che frenino la deriva mercantile che un demagogico richiamo ai modelli europei sta imponendo anche nel nostro Paese. Economisti, come Luigino Bruni, hanno già indagato la validità del sistema premiale (L´Ethos del mercato). Peraltro, è un sistema che appartiene alla storia italiana. Fu teorizzato da Giacinto Dragonetti che, nel Settecento, diede alle stampe il libello Delle virtù e dei premi. Filosofi, come Kwame Anthony Appiah, hanno invece esplorato il ruolo dell´onore nella società occidentale e orientale, mostrandone i limiti ma anche la forza performante: può attivare comportamenti virtuosi, altrimenti non ottenibili legalmente (Il codice d´onore). Valga per tutti l´esempio dei militari, il cui eroismo spesso non ha altra motivazione che il senso dell´onore proprio e della patria. Mi rendo conto che potrebbero essere considerazioni in-attuali. Ma anche il mondo delle imprese ha riscoperto l´importanza della credibilità sociale. “Etica & impresa”, “Impresa e cultura”, “Bilancio sociale”: sono tutti premi che promuovono il ruolo sociale delle imprese onorandole. Non hanno equivalenti nel sistema delle professioni intellettuali e in quello della formazione, scolastica e universitaria. Si potrebbe partire da qui. Perché promuovere comportamenti virtuosi forse non aumenta il Pil, ma migliora sicuramente il ben-essere delle persone. a.m. leozappa formiche

Niente esercito a Napoli. Delusione per le signorine di Capodichino

Martedì, 27 Maggio 2008

Ninete esercito a napoli. delusione delle signorine di capodichiano

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Ecco cosa significa vivere in Cina – foto

Venerdì, 9 Maggio 2008

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Contro i militari omosessuali

Sabato, 1 Dicembre 2007

Ex generali USA chiedono, con una lettera all’amministrazione, di ammettere gli omosessuali nell’esercito americano, Una legge lo vieta espressamente, per cui gay e lesbiche sono condannati al silenzio, pena l’esclusione dalle forze armate. La lettera è stata accolta con favore da commentatori e giornalisti. In un primo tempo, anche TEMIS aveva salutato l’iniziativa, ma poi il dubbio ci ha assalito. Ci siamo chiesti se la preclusione potese avere una giustificazione obiettiva. Certo tale non può essere considerata la salvaguardia del (mito del)la virilità delle forze armate: sono anni che negli USA le donne possono arruolarsi (e, spesso, gli omosessuali hanno una prestanza fisica da far invidia al più palestrato degli eterosessuali). Piuttosto ci sembra che la norma possa essere giustificata (ancora oggi) in funzione dell’esigenza di proteggere la libertà e il diritto alla privacy dei commilitoni dello stesso sesso. Ci spieghiamo. Le organizzazioni collettive sono tradizionalmente ripartite a seconda del sesso. Uomini da una parte, donne dall’altra. La ripartizione serve a garantire la libertà del singolo che, in caso di promiscuità, rischierebbe di essere pregiudicata, diciamo così, dalla naturale curiosità dell’altro sesso. Ora poichè per omosessuale si intende chi è attratto da persone del proprio sesso, è evidente che la loro ammissione nell’esercito è atta a determinare proprio la situazione che si vuole evitare quando si separano gli uomini dalle donne (e viceversa). Il divieto ha quindi senso: qui non è in discussione il più che legittimo diritto degli omosessuali a svolgere i lavori degli eterosessuali, ma piuttosto il diritto del singolo ad essere tutelato nella sua intimità. Un diritto, quest’ultimo, che può comportare delle limitazioni (senza che queste configurino una discriminazione). Sino a quando la logistica nelle organizzazione collettive sarà ordinata in ragione del sesso, delle due, l’una: o si crea un terza ripartizione (senza che ciò venga vista come una forma di ghettizzazione) o ci appare comprensibile – in ragione di un dato quantitativo (gli eterossesuali sono più degli omosessuali) – l’esclusione dei gay e delle lesbiche da lavori che, per le particolari condizioni nei quali sono svolti, non consentono di salvaguardare la sfera personale e intima de(gl)i (altri) lavoratori.