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Plauso ai Coniugi Raeli che hanno donato 300 borse di studio universitarie

Martedì, 3 Luglio 2007

Bravi! Sebastiano e Rita Raeli hanno donato 300 borse di studio di 5.000 euro all’Università Tor Vergata. Bravi, bravissimi peccato che di questi 5.000 euro, lo Stato abbia incassato 1.000 come tasse, per cui i coniugi hanno elargito allo Stato ben 300.000 euro!

"La vita me l’hanno già tolta" parla Redeker messo a morte per il Papa

Mercoledì, 13 Giugno 2007

Difese il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI e da professore di liceo francese si trovò condannato a morte dagli integralisti islamici. Redeker da allora vive isolato e scortato a vista: la vita me l’hanno già tolta è un bellissimo articolo su cosa significa vivere nell’ombra nel XXI secolo.
Riferimenti: "La vita me l’hanno già tolta" parla Redeker

Incredibile ma vero: gli USA non hanno la legge sul conflitto di interessi

Mercoledì, 16 Maggio 2007

La tanto invocata disciplina USA sul conflitto di interessi non esiste. Quest’ultimo è regolato dal codice delle “leggi etiche” (90 pagine), ma non da una legge per cui non si tratta di un regime giuridico coattivamente imposto ai cittadini. “Va segnalato che non esiste alcuna legge federale che richiede espressamente a un particolare fnzionario federale, o a una categoria di funzionari, di mettere i propri asset in un fondo cieco per esercitare un lavoro pubblicio all’interno del governo federale” (Report 31 ottobre 2003 del Congresso degli Stati Uniti). Inoltre: “i funzionari federali e gli impiegati non sono obbligati a dismettere i loro beni per evitare il conflitto di interessi”. Quest’ultima soluzione è una libera scelta individuale. GLI USA sono invece dotati di un corpus di sanzioni penali per coloro che effettivamente pongono in essere una condotta in conflitto di interessi. (dati tratti di ieri)

Quell’indecente caccia alle donne del metro. I TG hanno sostituito il Colosseo

Lunedì, 30 Aprile 2007

Una vera e propria caccia all’uomo, con fotografie diffuse nei telegiornali e sulle prime pagine dei quotidiani, ha caratterizzato l’inchiesta sulle due donne accusate – si badi: accusate – di aver ucciso la ragazza nella metropolitana di Roma. Ma perchè? non si trattava di un serial killer o di una strage. Si è trattato di un terribile omicidio pretereintenzionale, ossia di un omicidio non voluto ma causato da un eccesso di violenza. Un evento che – Dio ce ne scampi – potrebbe accadere ad ognuno di noi perchè – statisticamente – è nella forza nelle cose. Senza alcuna pietà, sono state diffuse le foto delle due donne che da “accusate” sono diventate le “assassine”. Senza pietà è stata scatenata una caccia all’uomo, come dimostrano le centinaia di telefonate che hanno segnalato alla polizia le due donne in fuga. Ma che senso ha tutto ciò? è troppo. Troppo: non perché non andassero catturate, ma perchè per quello che è un terribile fatto di cronaca cittadina non si può promuovere una caccia collettiva. Una caccia nazionale dovuta all’importanza che ha ormai assunto la cronaca nella nostra vita. I telegionali dedicano servizi e servizi a fatti di vita privata che, ancorhé terribili, non dovrebbero essere portati all’attenzione della nazione: il ciclista investito, i ragazzi che escono di strada dopo la discoteca, il vicino ammazzato. Fatti terribili e gravissimi, ma che traformano i TG in Cronaca vera. Cosa c’entra tutto questo con l’informazione? La verità è che i TG hanno sostituito il Colosseo nel soddisfare la sete di sangue e il voyeurismo popolare. Nel soddisfarla, ma anche – putroppo – nell’eccitarla, come ci insegna la psicologia ….

Così i Rettori hanno trasformato le università in un feudo personale

Giovedì, 5 Aprile 2007

“Le università italiane stanno diventando le signorie dei magnifici rettori. Accade ovunque: negli atenei di Perugia e di Brescia, di Bologna e di Trento, di Siena e Firenze. Città dove i rettorati si sono trasformati in monarchie. Realtà dove gli statuti di ateneo ? che sono la carta costituzionale dell?università ? vengono piegati, corretti o riscritti per prolungare il regno dei rettori ben oltre i due mandati che la legge fissa come limite massimo. Non è un fenomeno che nasce oggi ma che si è sedimentato con gli anni, cresciuto in silenzio con l?autonomia, lontano dai clamori che l?università italiana riserva alle cronache con i suoi frequenti scandali. Storie di concorsi truccati e nepotismi che spesso discendono proprio dall?immobilismo del potere universitario, dal fissarsi di una gerarchia fondata su cordate di potere che non conoscono circolazione ma solo cooptazione. Humus dove i rettori-highlander trovano favore e sostegno alla loro permanenza ai vertici degli atenei.
Ieri a Perugia il caso del rettore Franco Bistoni ? raccontato dall?Indipendente martedì ? è esploso come un bubbone sulla stampa locale. Il caso Bistoni è emblematico di come funziona il gioco del cambio in corsa delle regole. «Due anni fa», racconta Francesco Merloni, docente di diritto amministrativo a Perugia, «si portò la durata del mandato da 3 a 4 anni con l?obiettivo dichiarato di avere due mandati lunghi per consentire al rettorato di governare un momento particolare della vita dell?ateneo. Con la promessa che non ci sarebbe poi stata più nessuna proroga. È avvenuto il contrario». Ma le promesse, come gli statuti, son fatti per non essere rispettati evidentemente. Vecchie storie di cavilli e astuzie. A Bologna alla fine degli anni Ottanta si stabilisce che il rettore non possa ricoprire l?incarico conclusi i due mandati, solo che nello stesso statuto si prevede che la regola non deve valere per il rettore in carica, Fabio Roversi Monaco. Il quale alla fine del terzo mandato si fa prorogare di un altro anno la sua permanenza al vertice dell?ateneo felsineo. 15 anni di regno ininterrotto cui solo nel 2000 è succeduto Ugo Calzolari.
Niente comunque a confronto con la monarchia del magnifico di Brescia Augusto Preti, in carica dal 1983. Lo chiamano il decano dei rettori e il suo nono mandato scade nel 2010. Un regno lunghissimo, possibile solo grazie a due mandati extrastatutari ? i primi ? e a due successivi a norma di statuto, a cui nel ?95, è succeduto un terzo mandato straordinario. Ottenuto grazie alla classica modifica allo statuto. Dopo le opportune correzioni così la carta costituzionale dell?ateneo bresciano prevede che il rettore in carica, dopo due mandati consecutivi, può essere rieletto se alla prima votazione ottiene subito il voto della maggioranza degli aventi diritto. Per il quarto mandato e i successivi deve avere i 2/3 dei voti. L?ultima rielezione di Preti è avvenuta il 14 giugno 2006, quando ha ottenuto 306 voti su 434. I 2/3 del consenso disponibile. A dimostrazione dello strapotere conseguito basta dire che il candidato alternativo a Preti, il preside di ingegneria, ha preso 2 voti. Firenze non è Brescia, ma anche il rettore Augusto Marinelli ha ottenuto il suo bravo terzo mandato l?anno scorso. Cambiando anche lui lo statuto introducendo una norma transitoria ? i rettori sono creativi ? che consente al rettore di essere eletto per la terza volta solo con il 50 per cento più uno dei voti. Del resto è il sogno di ogni magnifico quello di essere per sempre.
Per rimanere rettore a Siena dopo la scadenza naturale del mandato anche Piero Tosi aveva modificato lo statuto per stabilire che il rettorato durasse quanto la presidenza del Crui. Gli andò male per le note vicende che lo hanno investito. Il rettore di Trento Massimo Egidi invece ha ottenuto una mini proroga di due anni oltre la scadenza del mandato. Ma ha rifiutato. Per fare il rettore della Luiss”.
(Francesco Lo Dico e Riccardo Paradisi ?L?Indipendente?)

SCOOP: le professioni hanno iniziato la raccolta di firme per la riforma

Mercoledì, 21 Marzo 2007

Oggi in Cassazione è stata presentata la proposta di iniziativa popolare per la riforma delle professioni intellettuali predisposta da 20 categorie (in prima linea: architetti, ingegneri, geologi, chimici, farmacisti, notai, periti). Dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale le professioni dovranno raccogliere almeno 50.000 firma di sostegno in 6 mesi. TEMIS sostiene la campagna di raccolta delle firme in quanto non solo ne condivide i contenuti e le finalità, ma ritiene che si tratti di una iniziativa coraggiosa che, visto l’alto numero degli iscritti agli albi (1,5 milioni) potrebbe concorrere a trasformare la nostra accidiosa democrazia rappresentativa in una democrazia partecipativa.

Non gli USA ma Russia, Francia e Cina hanno armato Saddam – L’AltraStoria

Giovedì, 8 Marzo 2007

Il rapporto sull’invio di armi in Iraq realizzato dallo Stockholm International Peace Research Institute-Sipri scardina uno degli slogan con cui si è alimentato in questi anni l’anti-americanesimo in Italia e nel mondo.
Non sono stati gli Stati uniti ad armare Saddam Hussein.
Il rapporto diffonde tabelle sul valore in milioni di dollari degli armamenti forniti all’Iraq a partire dal 1975 e sino al 2005.
Ora, dal 1975 al 2003 in Iraq sono state importate armi per 39.716 milioni di dollari. Di questi:
- gli Stati Uniti ne hanno fornite per 200 mln (0,5% del totale);
- l’Unione Sovietica: 21.945 mln (55%);
- la Francia: 5.474 mn (14%).
- la Cina: 4.939 mln (12%).
- la Cecoslovacchia: 2.703 (7%).
- la Polonia: 1.681 mln $ (4%).

Saddam risulta quindi finanziato principalmente dal blocco comunista (Unione sovietica, Cina, Cecoslovacchia, Polonia). E’ forse un caso che questi Paesi insieme alla Francia sono stati tra i più strenuti oppositori della politica americana nel medio oriente!

Caro Lapo, ma le foto dell’ospedale che fine hanno fatto? Ricatto Moggi

Lunedì, 26 Febbraio 2007


A mezza bocca, Lapo Elkan punta l’indice su Luciano Moggi. In qualche modo – l’accusa non è ben chiara – dietro il fattaccio ci sarebbe lui, l’ineffabile Luciano. La prova sarebbe costituita dalla presenza in ospedale di un fotografo al momento del suo arrivo in ambulanza. Non entriamo nel merito. TEMIS pone, invece, una domanda: cosa è accaduto alle foto? non sono uscite su nessun giornale, per cui due sono le possibili spiegazioni: l’autocensura (il che sarebbe gravissimo); o il loro acquisto da parte della famiglia Agnelli. Questa seconda ipotesi non è migliore della prima: la transazione (ancora una volta) non depone bene per il fotografo, quantomeno a livello di professionalità e deontologia; ma nemmeno per la famiglia Agnelli che – anche se ha fatto quello che ognuno di noi avrebbe fatto – per una questione di dignità avrebbe dovuto preservare il suo pactum sceleris con il silenzio|

"Ero gay; i preti mi hanno guarito". La terapia: 3 rosari e gruppo di ascolto

Lunedì, 26 Febbraio 2007


Tre rosari al giorno, studio della Bibbia e la partecipazione ad un gruppo di ascolto hanno “guarito”, dopo sei anni, un milanese che ha raccontato la sua nuova vita a “La Stampa”. L’uomo oggi è fidanzato ed ha avuto una vita intensa. Il Cristianesimo è stato l’approdo di un lungo cammino personale, segnato anche dall’Hiv e dalla temporanea adesione al Buddismo. Nell’epoca dei DICO, TEMIS segnala l’intervista ai suoi sodali per il suo anticonformismo: l’omosessualità è qui vissuta e raccontata come una malattia psicologica – dalla quale, quindi, si può guarire e si guarisce – e non come una determinazione genetica – della quale bisogna prendere atto.
(N.B. L’intervista indica anche i corsi e le terapie per “guarire”)

(in foto: gay pride Sidney)
Riferimenti: René Girard: la storia non conosce il matrimonio gay

Iran: solidarietà agli studenti che hanno contestato Ahmadinejad

Martedì, 12 Dicembre 2006


“Via la dittatura, vogliamo la Libertà”. Gli studenti iraniani, per prima volta, hanno manifestato contro Ahmadinejad. Speriamo che non si tratti di un caso isolato, che il governo iraniano non operi delle ritorsioni, che l’Occidente non li lasci soli. Spesso le rivoluzioni sono iniziate nelle università ma troppo spesso gli studenti sono stati lasciati soli dalla società civile sacrificando invano le loro vite. TEMIS li onora!