Articolo taggato ‘legge’

Gingerino, tra libertà e tutela (by Leozappa)

Giovedì, 1 Novembre 2012
Quello della tassazione delle bevande gassate e zuccherate è stato uno dei temi più caldi dell´estate appena trascorsa. Il ministro della Salute, Balduzzi, aveva proposto un aggravio di imposta per scoraggiarne il consumo e promuovere uno stile di vita più sano. Le reazioni sono state durissime, tra chi lo accusava di attentare alla libertà individuale (come Porro) o di voler realizzare lo Stato etico (Ostellino) e chi rivendicava il diritto a preferire la felicità alla salute (Ferrara). La proposta non è passata. Nel blog avevo preso posizione a favore della misura; viste le critiche, è opportuno tornare a parlarne più diffusamente.
 Qui non interessa la vera ragione della proposta Balduzzi. È probabile che fosse dettata da esigenze di bilancio, ma è indubbio che è stata posta una questione che sarebbe un grave errore considerare solo balneare. La letteratura scientifica ha dimostrato i potenziali effetti benefici di una tassazione dei cibi gassati e zuccherati (Il Messaggero, 28.8.2012); l´opposizione alla misura ha carattere ideologico: seppur con argomentazioni diverse, tutte le critiche muovono da un assunto di principio: la promozione di stili di vita corretti non rientra nei compiti dello Stato perché attiene alla libertà individuale. Va, anzitutto, sgombrato il campo da un equivoco. La proposta non vietava le bevande gassate e zuccherate, ma aumentando la tassazione ne disincentivava il consumo. Il “diritto alla panza” (copyright di Porro) non risulta conculcato ma è solo divenuto più oneroso (il che, a sua volta, apre altri problemi, non potendo dipendere l´efficacia della misura dal reddito del consumatore). L´amministrazione Obama si ispira, dichiaratamente, alla dottrina del Paternalismo libertario, che rivendica il diritto di definire l´architettura della scelta quando migliori la qualità della decisione. Ne è espressione la legislazione che prevede la donazione degli organi salvo diversa, espressa volontà del testatore. Nel nostro ordinamento, ci sono numerosissime disposizioni che orientano lo stile di vita o tutelano la salute, individuale e collettiva. Per fare sport è richiesto il certificato medico; per guidare si devono mettere le cinture o il casco. La proposta del ministro non era rivoluzionaria (anche se ci sarebbero ben altre priorità).
l’articolo su: http://www.formiche.net/dettaglio.asp?id=32217&id_sezione=68

Alla ricerca di un’etica universale: nuovo sguardo sulla legge naturale

Mercoledì, 10 Ottobre 2012

1. Esistono valori morali oggettivi in grado di unire gli uomini e di procurare ad essi pace e felicità? Quali sono? Come riconoscerli? Come attuarli nella vita delle persone e delle comunità? Questi interrogativi di sempre intorno al bene e al male oggi sono più urgenti che mai, nella misura in cui gli uomini hanno preso maggiormente coscienza di formare una sola comunità mondiale. I grandi problemi che si pongono agli esseri umani hanno ormai una dimensione internazionale, planetaria, poiché lo sviluppo delle tecniche di comunicazione favorisce una crescente interazione tra le persone, le società e le culture. Un avvenimento locale può avere una risonanza planetaria quasi immediata. Emerge così la consapevolezza di una solidarietà globale, che trova il suo ultimo fondamento nell’unità del genere umano. Questa si traduce in una responsabilità planetaria. Così il problema dell’equilibrio ecologico, della protezione dell’ambiente, delle risorse e del clima è divenuta una preoccupazione pressante, che interpella tutta l’umanità e la cui soluzione va ampiamente oltre gli ambiti nazionali. Anche le minacce che il terrorismo, il crimine organizzato e le nuove forme di violenza e di oppressione fanno pesare sulle società hanno una dimensione planetaria. I rapidi sviluppi delle biotecnologie, che a volte minacciano la stessa identità dell’essere umano (manipolazioni genetiche, clonazioni…), reclamano urgentemente una riflessione etica e politica di ampiezza universale. In tale contesto, la ricerca di valori etici comuni conosce un ritorno di attualità (…)

La interessanti riflessione sulla legge naturale nel documento omonimo della Commissione teologica internazionale del Vaticano:

http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20090520_legge-naturale_it.html

 

Vietato fumare mentre si guida – è legge a San Marino

Venerdì, 4 Luglio 2008

Sarà anche l’antica terra della libertà, ma sulla sicurezza stradale San Marino ha deciso di usare il pugno duro. Dal primo luglio è entrato in vigore nella piccola Repubblica un nuovo codice della strada, che inasprisce notevolmente le sanzioni e ne introduce di nuove. In realtà la prima stretta per gli automobilisti era già arrivata lo scorso marzo, con l’entrata in vigore della legge sulla «tutela della salute pubblica dall’esposizione al fumo di tabacco». Normativa che prevede sanzioni per il conducente che fuma al volante o per il passeggero che fuma senza espressa autorizzazione del conducente. Si tratta di una delle restrizioni che hanno sollevato maggiore clamore soprattutto tra i tanti turisti-fumatori che ora dovranno lasciare il vizio fuori confine se non vorranno imbattersi in sanzioni da oltre 100 euro.

«Comprendo il disappunto dei fumatori, ma sicuramente questo è un freno che andava messo – spiega il Segretario di Stato per la Sanità, Mauro Chiaruzzi – fumare in macchina infatti ha sempre rappresentato un enorme pericolo, essendo motivo di distrazione per il conducente e quindi potenziale rischio per incidenti». Ora l’arrivo del nuovo codice va a regolare e a funge da deterrente per tutti quei comportamenti che rappresentano un pericolo per se stessi e per gli altri. A partire dalla velocità.

«La situazione sul Titano era davvero preoccupante – ha fatto notare il Segretario di Stato al Territorio, Marino Riccardi – da un monitoraggio eseguito con dei rilevatori stradali è infatti emerso che solo il 2 per cento degli automobilisti rispetta i limiti di velocità. Ma ora, grazie alle nuove norme e con l’installazione di telelaser e autovelox fissi, la situazione cambierà sensibilmente». La sanzione minima passa a 100 euro, quella massima può arrivare addirittura a 1.500 euro. Sanzioni da 100 euro anche per chi non ha le cinture di sicurezza allacciate o chi in auto usa «cuffie sonore o apparecchi telefonici» che potrebbero distrarre il conducente.

Gli esperti concordano sulla pericolosità della sigaretta in auto. Secondo uno studio della società italiana di Tabaccologia (Sitab) accendersi una «bionda» distrae più del telefonino. «Abbiamo filmato alcuni fumatori al volante, misurando per quanto tempo distoglievano lo sguardo dalla strada – spiega Giacomo Mangiaracina, presidente della Sitab – ed è risultata una distrazione maggiore che per il telefonino. Non si capisce a questo punto perché è sanzionabile l’uso del cellulare e la sigaretta no». Secondo lo studio, per rispondere a una chiamata ci si distrae per 2,1 secondi, mentre per fumare ne servono 2,9 per prendere sigarette e accendino e 2,0 per accendere.

La linea dura adottata a San Marino piace alle associazioni dei consumatori, che chiedono anche al governo italiano misure di questo tipo: «L’accensione di una sigaretta mentre si guida – spiega Raffaele Caracciolo, responsabile del settore auto del Codacons – è legata a tre situazioni di pericolo: l’accensione, che fa distogliere al guidatore gli occhi dalla strada; la possibile caduta di cenere o parti accese, con rischio di incendio; e l’effetto della nicotina a livello neurologico».

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Una legge ad personam per Berlusconi anche dal Vaticano?

Domenica, 22 Giugno 2008

Si celebra la messa. Con uno scambio di battute fuori programma tra il Cavaliere e il vescovo di Tempio Pausania Sebastiano Sanguinetti. «Ma quand’è che cambiate questa regola che mi impedisce di fare la comunione?», sussura il premier che è interdetto al sacramento a causa del divorzio dalla prima moglie. «Veda lei che è più altolocato», ribatte ridendo il vescovo che si è appena avvicinato alle prime file per porgere l’ostia ai fedeli. (a.signore giornale.it)

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La legge contro le intercettazioni per salvare i segreti “intimi” di Berlusconi (con Saccà)

Lunedì, 9 Giugno 2008

Sulla giustizia Berlusconi pensa le leggi a misura dei suoi processi. Il riscontro sta nelle norme ad personam della XIV legislatura, le Cirami, le Cirielli, le Schifani, e via andando. Ora che mette le mani sulle intercettazioni tutti sanno che un incubo notturno lo perseguita: le decine di colloqui avuti con l´ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà che, tra le procure di Napoli e di Roma, gli costano indagini per corruzione.

Se quei dialoghi finissero sui giornali ne sapremmo di più sulle pressioni per assumere attrici e per convincere i senatori a passare dalla sua parte. Questo conta, al diavolo il destino, presente e passato, di decine di inchieste per corruzione, concussione, aggiotaggio, e altri gravi reati, addio Bnl-Antonveneta, Calciopoli, Parmalat.

Chi sta col premier racconta che non si dà pace, ogni giorno chiede «se la legge è pronta», e vuole a tutti i costi avere in mano e far approvare il ddl sulle intercettazioni (per decreto Napolitano non glielo farebbe mai passare perché l´urgenza dov´è?) e per questo sta sul collo del Guardasigilli Alfano. A via Arenula, per la verità, hanno appena aperto la pratica, collazionando i disegni di legge degli ex ministri Roberto Castelli e Clemente Mastella. Ma chi ha parlato col premier è già in grado di "raccontare" la futura legge.

Pochi puntelli, ma catastrofici. Innanzitutto i reati: i pm potranno chiedere gli ascolti solo per quelli gravissimi, mafia, terrorismo, delitti di profondo allarme sociale come le rapine, l´usura, e poi la pedofilia e la violenza sessuale. Rigido niet per i crimini dei colletti bianchi. Niente corruzione e concussione. I tanti amici di Forza Italia finiti sotto inchiesta possono stare tranquilli.

Colpo di spugna presente e futuro assicurato. Perché restringere il range dei reati ha un´immediata conseguenza sull´utilizzabilità delle intercettazioni che sono state già chieste ma per delitti che in futuro saranno esclusi. Per il principio del tempus regit actum, e cioè nel processo si applica la legge in vigore al momento dell´atto, i giudici si troveranno nell´impossibilità di usare i testi che pure hanno già in mano. Come nel caso dei processi Saccà di Roma e Napoli.

Ma non basta. Il premier ha in mente altre due mosse: vietare rigorosamente di trascrivere gli ascolti che riguardano colloqui privati non attinenti al processo. Via, dunque, tutte le telefonate sulle potenziali attrici della Rai o con i senatori che magari erano disposti a lasciare la sinistra in cambio delle promesse del Cavaliere.

E non è ancora finita: la futura legge bloccherà anche i pm che, con un artificio giuridico, cercano di ottenere lo stesso l´autorizzazione del gip all´ascolto ma con la contestazione di un reato più grave rispetto a quello riscontrato fino a quel momento. Cade, e forse sarà anche sanzionata, quella che in gergo si chiama "iper-rubricazione". Una protezione ci sarebbe pure per gli agenti dei servizi segreti che manderebbe all´aria il processo Abu Omar: niente ascolti per chi riveste incarichi coperti da riservatezza.

Il capitolo delle pene per chi passa i testi ai giornali e per chi li pubblica è draconiano. I progetti di legge precedenti, la Castelli e la Mastella, non erano morbidi: da due a sei anni per il pubblico ufficiale che passa le carte, da uno a tre per chi le pubblica, sanzioni poi ammorbidite nel dibattito parlamentare del ddl Castelli; da uno a tre nel ddl Mastella. Berlusconi non sente ragione: vuole il massimo della pena, cinque anni secchi per tutti. E multe salatissime per gli editori.

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La prossima legge ad personan di Berlusconi – esclusivo ! (vignetta)

Giovedì, 3 Aprile 2008

(Apcom) – L’assemblea della Coldiretti è l’occasione, per Silvio Berlusconi, per scherzare sulla sua statura: "Fanfani? Era un nano come sono io. Io sono alto un metro e 71, sono cioè più alto di Putin e Aznar e alto quanto Prodi. Ma per la stampa italiana continuo a essere un nano…".

PIERFURBY VUOLE L’EXPERTISE
Sul tema della nanità-vanità non poteva non intervenire, oggi a "28 minuti", programma della Palombelli su RadioRai2, il mitologico Pierfurby: "Io sono alto 1 e 83. Ma sono pronto a un’expertise con Berlusconi, a piedi nudi però"…

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Ecco la legge con cui Veltroni vuole abolire 5.000 leggi

Martedì, 1 Aprile 2008

Schema di disegno di legge per la semplificazione e la qualità della regolazione

 

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Sei disabile? non puoi lavorare in Parlamento!

Giovedì, 27 Marzo 2008

ncredibile ma vero: le Camere non applicano la legge sul diritto al lavoro dei disabili. Lo scandalo emerge dai bandi di concorso degli ultimi anni: vengono richieste per ogni mansione condizioni fisiche perfette, vista d’aquila, udito canino e ottima presenza. Senza mai un accenno alla quota di riserva, prevista dalla legge 68/99 che impone ai «datori di lavoro pubblici e privati» l’assunzione di un 7 per cento di disabili «se occupano più di 50 dipendenti». Ma tra i lavoratori del Parlamento non c’è traccia dei pur obbligatori 200 disabili. L’unico cieco, ora in pensione, venne assunto per normale concorso. Gli uffici competenti confermano e rispondono: «Gli organi istituzionali non sono vincolati da questa legge». Dunque lo Stato discrimina.

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Vietato per legge il sesso tra uomini e animali

Sabato, 15 Marzo 2008

Soltanto pochi giorni fa, aveva fatto discutere il provvedimento preso nei Paesi Bassi che consente i rapporti sessuali fra persone nei parchi, senza incorrere in alcun reato.

Oggi il Parlamento olandese ha approvato una legge che vieta la zoofilia, su proposta del deputato laburista Harm Evert Waalkens. La nuova norma, giunta dopo due anni discussione vieta rapporti sessuali con animali e anche la ripresa di video, con pene che vanno fino a sei mesi di carcere. Finora la legge vietava questa pratica solo in caso di maltrattamento. Tuttavia, è ancora viva la memoria di quando, fino all’Ottocento, la zoofilia era punita con la pena di morte.

La legge tuttavia arriva mentre in Olanda il commercio di video porno con animali dilaga sempre di più. Lo riferisce ad esempio un dirigente di un’azienda olandese specializzata in video porno, la Topscore. «Quelli con animali – dice al giornale ‘BnDestem’ senza però rivelare il suo nome – è la ciliegina sulla torta, la richiesta è in continua crescita». Secondo il dirigente, il fatturato della sua azienda con video porno con animali arriva ai due milioni di euro l’anno, «più di quanto guadagniamo con porno ‘normalì».

Anche un altro produttori di video porno citato dal giornale, Hans Linsman, afferma senza problemi di «aver fatto soldi con i videopornografici».

La discussione iniziò nel 2004 quando fece scandalo un caso di zoofilia che riguardava un allevatore di pony. Allora l’uomo non potè essere perseguito proprio in quanto la pratica non era considerata reato.

Ma da allora Waalkens si è occupato della questione, analizzando centinaia di video che prevedono anche le forme più estreme e scioccanti in cui la componente umana della scena è costituita da una donna. Quanto basta per spingerlo ad arrivare a questa legge, che tuttavia ha visto una lunga discussione, dimostrando così che non tutti erano d’accordo.

Del resto il dirigente di Topscore afferma di capire Waalkens. «È tutto volontario – dice – e anche gli animali non sono costretti, se non vuole una cosa un cane morde e un cavallo scalcia». Argomentazioni che non possono evidentemente alla fine non hanno prevalso sul buon senso del Parlamento.

Questo tipo di pratica, dunque, è purtroppo diffusa non solo in zone rurali o poco sviluppate come talvolta fatti di cronaca ci portano a credere, ma anche in Paesi più evoluti. Solo due anni fa un giornale danese aveva condotto un reportage dove una sua giornalista si era proposta come potenziale cliente: la donna aveva avuto modo di prendere facilmente contatto con allevatori disposti ad affittare i loro cavalli e altri animali per cifre che variavano dagli 85 ai 110 dollari (nella foto, una foto rubata durante una di queste trattative). Senza entrare ulteriormente nel dettaglio il reportage condotto rilevava che almeno il 22% dei veterinari danesi sospettava che la pratica di questo tipo fosse molto diffusa.

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Fisco amico: ecco il disegno di legge del PD

Venerdì, 14 Marzo 2008

CAPO I

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