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Come Satana corrompe la società

Venerdì, 2 Novembre 2012

Sono passati quasi cinquant’anni da quando per definire l’epoca contemporanea venne coniato il termine “società dello spettacolo”. In questo lasso di tempo i mezzi di comunicazione di massa si sono ulteriormente sviluppati, arrivando a raggiungere un grado di incisività costante e capillare. Oggi, tutto è spettacolo, filtrato dal principale apparato di cui questa società si serve: la televisione. Lo spettatore, inerte innanzi allo schermo, è viepiù vulnerabile, espone la sua mente a un meccanismo persuasivo che, operando su vasta scala anche mediante messaggi subliminali, manipola le masse.
Ne deriva che chi controlla i palinsesti televisivi possiede il più efficace strumento di controllo mai esistito, capace di orientare le opinioni, le scelte, i comportamenti di milioni di persone.
A margine di queste considerazioni sorge qualche quesito, ovvero: dove vanno ricercati i poteri che dispongono di una simile risorsa? Quali messaggi veicolano tra le masse? In ultimo, che interesse ne traggono? A queste tre e ad altre domande prova a rispondere Annalisa Colzi, una scrittrice che da anni studia i fenomeni televisivi e pubblicitari per snidare le torbide finalità che vi si celano dietro. Nel 2009 ha dato alle stampe Come Satana corrompe la società (ed. Città Ideale), un libro che già nel titolo indica il sinistro aspetto che la scrittrice ritiene abbiano i manipolatori delle masse, propugnatori di mefistofeliche ideologie che quotidianamente ci avvelenano.

Gentile Annalisa, quando e come scocca la scintilla che la fa interessare a questo tema?

Nel momento in cui mi sono resa conto che l’utilizzo della droga, dell’alcool e del sesso era divenuta abitudine per tanti giovani. Ho cominciato a pensare che vi fosse qualcuno dietro a questo annientamento della personalità. Qualcuno di potente in grado di cambiare le opinioni personali e della coscienza.
E così, dopo varie ricerche, ho scoperto che il colpevole è rappresentato dal mondo mediatico in tutte le sue sfaccettature.

Può fornirci qualche esempio di programmi televisivi oggi in voga che rispondono all’inquietante descrizione che fa nel suo libro?

Per esempio Pollon, uno dei cartoni animati più amati dai bambini, dove si parla di cocaina come se nulla fosse. Il ritornello della canzoncina è molto chiaro “Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria, se lo mangi o lo respiri ti dà subito l’allegria”. D’altra parte anche il gesto che compie Pollon con gli orsetti mentre la canta è eloquente.
Ma si può parlare anche dei Simpson, il cui protagonista è un ubriaco cronico dalla battuta macabra: “Evviva l’alcool, la causa di… e la soluzione a… tutti i problemi della vita!”. Battuta considerata ironica ma motivo di goliardia fra ragazzini che oggi cominciano a bere fin dall’età di 11 anni.
Vi è anche un altro aspetto inquietante legato ai media: i messaggi esoterici e satanici. Yu-Gi-Oh ne è un esempio. In questo cartone animato si parla di “attaccare con il mago nero”; di sprigionare lo “Spirito maligno dell’anello” e via di questo passo. Questi cartoni animati sono causa di incubi notturni per tanti bambini che spesso devono ricorrere all’esorcista per una benedizione.

La musica moderna è molto diffusa, specialmente tra i ragazzi. È anche in questo campo che si insinua il fumo corruttore?

Certo, anzi è la strada preferenziale utilizzata dai manipolatori della coscienza, perché certi personaggi diventano il punto di riferimento per tanti adolescenti. Ed ecco perché molti cantanti vengono istruiti appositamente per uccidere l’anima, e a volte anche il corpo, di tanti giovani fans.

Esempi in questo senso?

Lady Gaga, grande amica di Marylin Manson, canta testi insignificanti ma con video pieni di simbologie. Basta guardare il finale di Alejandro, dove viene strattonata dai ballerini che devono abusare di lei, esattamente come avviene nelle messe nere. Ma ancora più inquietante il video che viene proiettato durante i suoi concerti, dove la si vede mangiare un cuore di bue mentre il sangue le scorre sul corpo. Questo è esattamente quello che viene compiuto durante le messe nere.
Molti gruppi metal, come gli Slayer, gli Acheron, i Deicide e altri cantano testi pieni di riferimenti satanici. “Noi ci affidiamo nelle mani del nostro signore Satana” (Christ IllusionSlayer). Oppure urlano di uccidere: “Nessun apparente motivo, semplicemente uccido e uccido ancora” (Kill Again – Slayer).
Ma anche i cantanti italiani non scherzano e, se anche non parlano di satanismo esplicito, istigano al suicidio, all’omicidio, all’utilizzo di droghe, di alcool, al sesso, all’anticlericalismo, alla perversione. Fabri Fibra – tanto per citarne uno – nel suo testo Cento modi per morire, ci dice che il “modo migliore per morire è con la droga, un mix di pasticche, eroina e altra roba”, ma anche che “visto che il triste Dio esiste la mia voglia di inferno non resiste, insiste, c’è che fa e c’è chi assiste, ma stare al mondo in fondo in che cosa consiste?”. Lo sparo finale di una pistola ci fa capire molto bene qual è la filosofia di questo cantante.
Di questi esempi se ne potrebbero fare a centinaia e sono in continuo aumento.

Chi sono i registi di tutta questa produzione mediatica che seduce e perverte gli spettatori?

Secondo il mio parere è la Massoneria guidata da Lucifero. Persone che stanno dietro le quinte al servizio del male.

Può aiutarci a capire meglio?

Si pensa diffusamente che la Massoneria sia un’associazione filantropica. Nulla di tutto questo, basta dare uno sguardo al carteggio massonico finito nelle mani del Papa Pio IX per capire la reale natura dei massoni. “… Non stanchiamoci, dunque, mai di corrompere. (…) Ora, è deciso nei nostri consigli, che noi non vogliamo più cristiani; ma non facciamo dei martiri uccidendoli, bensì rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano saturi. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici (…). Ma perché sia profonda, tenace e generale, la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell’educazione”.
Parole scritte nel 1824 ed oggi pienamente realizzate. Se ne deduce che ai grandi vertici mediatici si sono fatti spazio loro, i massoni. Come potevano altrimenti corrompere, instillare il vizio nei cuori se non attraverso potenti mezzi di comunicazione? Televisione, Internet, case editrici e case discografiche sono tutti organi controllati dalla Massoneria con compiti di propaganda antimorale.

In che modo, concretamente, gli effetti rovinosi che certi input causano soprattutto nei giovani favoriscono chi decide di promuoverli?

Potere e danaro sono certamente gli obiettivi principali a cui aspirano i massoni. Ma anche al trionfo del loro signore Satana. Il combattimento – ce lo ricorda San Paolo – non è contro sangue e carne ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti.
Quindi vi è in atto una battaglia tra i figli di Dio e i figli delle tenebre. L’obiettivo principale dei figli delle tenebre è di distruggere il progetto che Dio ha sul mondo, che è un progetto di pace e di salvezza eterna, rendendo i giovani come degli zombie non più in grado di ragionare. Tolta la lucidità di pensiero non rimane che manovrarne i fili.

Mi pare di capire che lei ritiene che lo scopo dei massoni sia debellare ogni residuo di cultura cristiana dalla società. Se è così, spetta alla Chiesa impedirne la riuscita…

Ecco, secondo il mio punto di vista, la Chiesa non lo adempie a sufficienza questo compito. Non so esattamente la motivazione di tanta arrendevolezza, posso solo azzardare una ipotesi. Ho l’impressione che quel “fumo di Satana” di cui parlava Papa Paolo VI, si riferisse ad una infiltrazione massonica all’interno delle Gerarchie. Questo non deve né meravigliarci né scandalizzarci, basti ricordare che anche Giuda Iscariota era tra i dodici prescelti da Gesù, ma deve aiutarci a saper attuare un sano discernimento. Oggi la verità la possiamo conoscere attraverso tre canali: Catechismo della Chiesa Cattolica, Magistero, Santo Padre.

Siamo in prossimità della notte del 31 ottobre, molti giovani si riverseranno nelle strade e nelle discoteche per festeggiare Halloween. Come si è arrivati a trasformare la vigilia della solennità d’Ognissanti in una sorta di rituale neopagano?

Secondo me, il problema è sempre legato all’ignoranza, al non conoscere la verità dei fatti se non attraverso ciò che giornali, internet e televisione ci propinano. Ma non sempre ci propinano la verità, anzi il più delle volte ci regalano falsità di ogni genere. E questo è avvenuto anche con la festa chiamata, erroneamente, Halloween. Già, perché Halloween, il cui significato è “Vigilia di Ognissanti”, non ha niente a che vedere con la festa macabra che viene fatta in quella notte e non c’entra niente neppure con i celti e con Samhain (la festa celtica della “fine dell’estate”), la quale, seppur esistita realmente, non corrisponde ad Halloween. Questa connessione tra celti e il 31 ottobre è stata messa in circolo probabilmente dalla Congrega delle Streghe (gruppo neopagano dedito alla magia, ndr) o da qualche altra potenza il cui intento era di persuadere i giovani alle pratiche di spiritismo. Cosa che oggi avviene in abbondanza grazie al fascino dell’aldilà. Alcuni giovani credono realmente, come raccontano tante pagine su internet, che in questa notte la barriera tra i vivi e i morti si assottigli talmente tanto da permettere ai morti di oltrepassarne la soglia del nostro mondo. Pura illusione! Certo, è probabile che alcuni giovani entrino in contatto con qualcuno, ma questo qualcuno è sempre ed esclusivamente Satana.

Il suo lavoro d’informazione, seppur solerte ed approfondito, da solo non basta. A quali deterrenti bisogna dare impulso nella società per impedire la diffusione mediatica del maligno?

C’è bisogno di formazione riguardo a certe tematiche. I genitori, gli educatori, i catechisti, i professori, i maestri, i sacerdoti e gli stessi giovani devono essere messi in guardia su certi poteri forti e certi messaggi. È importante ricreare la coscienza del giovane attraverso la conoscenza. Aiutarli a ragionare con la propria testa e non con la testa di un Fabri Fibra o di un altro cantante di grido. Il mio più grande obiettivo è quello di istruire le famiglie e dire loro che “prevenire è meglio che curare”.

di Federico Cenci Fonte: Agenzia Stampa Italiahttp://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10945:come-satana-corrompe-la-societa-intervista-ad-annalisa-colzi&catid=19:interviste&Itemid=46 via libertàepersona

Monti, ma quando è nato il governo?

Martedì, 10 Luglio 2012

Com’è nato il Governo Monti? Per quale ragione? Secondo la stampa internazionale – come riferisce anche Wikipedia – si tratta di un «governo tecnico d’emergenza» [1]. In effetti, come sappiamo, la nomina dell’ex rettore della Bocconi alla Presidenza del Consiglio è avvenuta il 16 novembre 2011, quattro giorni dopo le dimissioni di Berlusconi, reduce dal progressivo deterioramento della propria maggioranza parlamentare, e in una fase di altissima instabilità finanziaria. Il Paese sembrava sull’orlo del precipizio come testimoniano i giornali di quei mesi, primo fra tutti Il Sole 24 Ore che il 10 novembre uscì con un titolone a caratteri cubitali – FATE PRESTO – che ben riassumeva il clima in corso. Mario Monti fu quindi nominato senatore a vita dal Presidente Napolitano nel tardo pomeriggio di mercoledì 9 novembre [2] (per poi essere nominato premier pochi giorni dopo) allo scopo di salvare il Paese dal naufragio. Questa la versione ufficiale. Sì, perché – ancorché ignorata dalla grandissima parte dei cittadini – c’è anche un’altra storia sulla nascita del Governo Monti. Una storia che parte molto prima, addirittura di mesi, eppure mai raccontata o forse, più probabilmente, dimenticata in fretta. E’ una storia pubblica, nel senso che è stata pubblicata, ma i cui contenuti a tutt’oggi rimangono in buona parte privati. Alludiamo all’articolo del giornalista Fabio Martini, pubblicato sull’insospettabile quotidiano “La Stampa” domenica 24 luglio 2011 [3]. Martini riferisce di «un incontro di cui nulla si è saputo, riservato a pochi e selezionatissimi invitati» tenutosi al Ca’de Sass, storico palazzo della finanza milanese alcuni giorni prima, precisamente alle 19 di lunedì 18. Chi erano gli «invitati» all’incontro? Romano Prodi, Carlo De Benedetti, Corrado Passera, Giovanni Bazoli e, naturalmente Mario Monti. Sul quale in quei giorni iniziava a soffiare una strana aria governativa, per così dire, come se la sua ascesa a Palazzo Chigi fosse ormai prossima. Una sensazione davvero singolare che Martini, navigato retroscenista della politica italiana, riassume così: «Da quale settimana attorno a Monti si è creato un convergere di interessi e di simpatie da parte dei “poteri forti”, che potrebbero rendere più concreta del solito l’epifania tante volte annunciata del professore della Bocconi» [4]. Il tutto è piuttosto strano perché, come non manca di puntualizzare il giornalista, «il governo Berlusconi è in seria difficoltà, ma non in crisi» [5]. Ciò nonostante – stando sempre all’articolo de “La Stampa” – in quel convegno si respirava un clima particolarmente ottimista. Tanto che «poco prima che il convegno avesse inizio in un angolo si erano appartati Prodi e Monti. Il primo dice al secondo: “Caro Mario, secondo me Berlusconi non se ne va neppure se lo spingono, ma certo se le cose volgessero al peggio, credo che per te sarebbe difficile tirarti indietro”. Monti resta colpito. Conosce bene Prodi, sa che il professore non è tipo da sprecare parole, soprattutto non è mai uscito dai giri che contano» [6]. Curioso: Monti, secondo quando scrive Martini, non si sbilancia, mentre Romano Prodi, che «non è mai uscito dai giri che contano», appare molto sicuro di ciò che afferma. E, anche se non lo dice apertis verbis, lascia intendere all’economista che non solo Berlusconi cadrà, ma sarà “costretto a farlo” da circostanze esterne talmente gravi ed allarmanti da non lasciargli alternative. Questi, in sintesi, gli elementi che emergono dall’articolo di Martini. Elementi in linea con quel che accade in Parlamento nei giorni successivi e anche in quelli precedenti all’incontro al Ca’de Sass. Giorni nei quali si avverte un cambiamento del clima e ci aspetta che sarà il Presidente della Repubblica Napolitano – come effettivamente avverrà mesi dopo – il regista del nuovo governo. Lo riferisce Geremicca, altro giornalista de “La Stampa”, che il 16 luglio 2011 scrive di un «vero e proprio proliferare di velenosi sospetti attorno» al Quirinale. «”E’ chiaro, il presidente lavora ad un «governissimo»”, si è cominciato a sussurrare tra Camera e Senato. E i soliti ben in formati hanno spiegato:”Vorrebbe perfino intervenire sulla scelta dei nuovi ministri”» [7]. Teniamo presente che tutto questo – le voci sull’interventismo “politico” di Napolitano e l’incontro «riservato a pochi e selezionatissimi invitati» – si verifica ben prima dell’emergenza spread, indice che non inizierà a salire prima di fine agosto. Come se non bastasse, c’è un altro articolo che anticipa con sorprendente tempismo la nascita del futuro Governo Monti. Questa a pubblicarlo è stato il quotidiano “La Repubblica”, che con la penna di Francesco Bei il 16 luglio 2011 riprende la voce secondo cui dovrebbe nascere prossimamente «un governo tecnico» e «a guidarlo dovrebbe essere l’economista Mario Monti» [8]. Un’altra profezia! Ricapitolando, nella seconda parte dello scorso mese di luglio circolavano queste voci: a) che un nuovo governo (tecnico) fosse alle porte, nonostante il governo Berlusconi apparisse «in difficoltà, ma non in crisi»; b) che a guidarlo sarebbe stato il prof. Mario Monti, come afferma sicuro Romano Prodi, il quale, una volta che il Governo Monti si formerà davvero, non mancherà di esprimersi positivamente rispetto alla sua nascita [9]; c) che sarebbe stato esplicitamente propiziato dal Presidente Napolitano; d) che tale governo sarebbe sorto una volta che «le cose» (con ciò intendendo, evidentemente, la situazione economica) sarebbero volte «al peggio». Voci che nel giro di qualche mese – senza eccezioni – si avvereranno. Ora, considerando che la gran parte dei cittadini, oltre che dei mezzi di comunicazione, considera la nascita del Governo Monti come figlia dell’”emergenza spread”, e visto che invece tante (troppe?) cose erano nell’aria da tempo, la domanda con la quale abbiamo esordito appare più che mai lecita: quando è nato (davvero) il Governo Monti? Non ci sono elementi tali da far ritenere che sia stato il prodotto di un complotto – né ci interessa esplorare l’ipotesi -, ma ce ne sono indubbiamente a sufficienza per supporre che tutto abbia avuto inizio prima del 16 novembre 2011. Decisamente prima. Note: [1] http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Monti; [2] Cfr. Lancio “Ansa” – 19:17; [3] Martini F. L’investitura di Monti per il dopo Berlusconi, “La Stampa”, 24/7/2011, p.11 [4] Ibidem; [5] Ibidem; [6] Ibidem; [7] Geremicca F. E Napolitano insiste: adesso confronto aperto, “La Stampa”, 16/7/2011, pp. 2-3; [8] Bei F. E il Cavaliere disse “Umberto ripensaci”, “La Repubblica” 16/7/2011, p.3; [9] Pira M. Prodi, il governo guidato da Monti va bene, “ItaliaOggi”, 18/11/2011, p.9 g.guzzo libertàepersonale

Eliminiamo dal nostro vocabolario il termine “individuo”

Martedì, 19 Febbraio 2008

Il dado è tratto. Tanto più i politici, professando una vocazione liberal/libersita che non appartiene alla tradizione nè del pd nè del pdl, si riempiono la bocca della parola "individuo", tanto più è necessario prenderne le distanze. TEMIS la abolisce definitivamente dal suo vocabolario. Perchè? è presto detto il termine individuo (in-dividuo) ha un duplice significato: è – in linea con la concezione atomistica della società di Locke - il numero primo da cui si origina la società, per il tramite del contratto sociale di Rousseau; ma è anche il soggetto che non divide nulla con l’altro. Conseguenza logica dell’individuo è la società, ossia la "societas" che si contrappone alla "universitas": la prima è data dall’accordo e quindi dalla somma degli individui, che rimangono i titolari dei diritti e stipulano un patto (solo) per eigenze di sopravvivenza; la seconda – ossia l’universitas – è una comunità che ha al suo interno dei membri che non sono solo parte del tutto, ma ognuno di essi è il tutto stesso: è la concezione di aristotele per il quale l’uomo è zoon politikon, animale per definizione sociale. Come avrete capito, cari sodali, noi sposiamo l’idea che l’uomo sia politico. Non accettiamo il postulato, logico e come tale astratto, dell’individualità dell’essere umano, nè tanto più la storicità di uno stato di natura nel quale l’uomo (quando?) ha vissuto solitario (peraltro abbandonata dagli stessi neo-liberali). L’uomo è comunità e come tale deve essere trattato: alla sua condizione sono coessenziali non solo i diritti ma anche i doveri (perchè non esiste la carta dei doveri fondamentali?). L’entropia che connota le nostre società (proprio in quanto ormai ridotte a società) per essere arrestata richiede una riflessione sui doveri che la condizione umane impone per la sua stessa sopravvivenza. Ecco perchè, come nella tradizione whigt, è tempo di sostituire il termine "individuo" con quello di "persona".