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A Carnevale, ci spogliamo tutte, perchè?

Domenica, 26 Febbraio 2012

Su Twitter seguo con divertimento quello che scrive una ragazza con una grande ironia. Qualche giorno fa ha pubblicato una cosa che, nel momento in cui l’ho letta, mi sono accorta di pensare anche io. «Ma perché le ragazze con la scusa del Carnevale si spogliano tutte nude?». Carnevale è finito (tranne a Milano, dove quello ambrosiano «prolunga» i festeggiamenti fino a sabato), e molte cose mi fanno pensare che la mia «amica» virtuale abbia ragione.C’è una ragione «dotta» prima di tutto: l’ha ben spiegato qualche giorno fa Armando Torno sul Corriere, quando ha raccontato la scomparsa delle maschere tradizionali. Nessuna delle mie amiche, a Carnevale, ha pensato per un solo minuto di vestirsi da Colombina, con quel castigato vestitone da servetta veneziana, reso ancora più severo dal grembiule e dalla cuffietta in testa. Per par condicio devo riconoscere che nessun uomo ha manifestato l’intenzione di agghindarsi da Arlecchino o da Balanzone: quello del 2012 è stato il grottesco Carnevale del comandante Schettino. Ma c’è qualcosa di più.Nella rincorsa all’abito giusto per la festa di Carnevale, nessuna cerca più l’abito da strega, ma quello da strega sexy. La gonna di Biancaneve si accorcia, il vestito da Morticia Addams diventa fasciantissimo, in un crescendo di sensualità.Sulla rete proliferano siti che vendono o noleggiano abiti dove il Carnevale è solo il pretesto per osare quello che nella vita di tutti i giorni appare sconveniente e nessuno potrà scambiarmi per moralista se vi confesso che io stessa ho acquistato un abito che alla fine non ho mai indossato, ma che ho rivenduto a un’amica entusiasta di poterlo riciclare. «Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero», diceva Oscar Wilde e allora mi chiedo se noi ragazze impegnate, evolute, demoralizzate davanti a una Belén quasi nuda sul palco di Sanremo (una delusione generazionale: se sei bella non puoi che tendere al velinismo e se sei solo carina al proto velinismo?), ecco proprio noi approfittiamo di una situazione fuori dalla norma per vestire un abito che tutto sommato non ci dispiace.La questione, in fondo, è la stessa di Belén: è vero che non è stata costretta dagli autori a far svolazzare la gonna, è vero che lei gioca consapevole e fa la donna oggetto perché così le piace, ma il rischio è che alla fine non si fa che aderire a un codice precostituito e sinceramente un po’noioso se adottato in tempi di libertà.Non saremmo forse addirittura più consapevoli del nostro potere di seduzione se riuscissimo ad esercitarlo (ben) vestite, senza ammiccamenti en-travesti ? Il prossimo Carnevale vestiamoci da Colombine, che ne dite? Anche perché alla fine, con il suo vestitone, teneva in pugno sia Pantalone che Arlecchino. m. proeitti 27esimaoracorriere.it