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Come Monti sta rovinando l’Italia (by Report)

Lunedì, 23 Aprile 2012

MILENA GABANELLI STUDIO  L’Italia è il primo Paese che ha messo in Costituzione il pareggio di bilancio. Cosa vuol dire nella pratica? Che tu non potrai mai forzare la spesa per rivedere le tue politiche di investimento pubblico. E’ come se, una famiglia, con un reddito basso, ma decide di indebitarsi per far studiare i figli e una legge gli dice “tu non puoi affrontare questa spesa”. Moltiplicato per milioni di famiglie cosa si viene a perdere? Perché alla fine i conti saranno anche a posto, ma è una gran brutta vita.E non è vero che sei virtuoso solo se non spendi, dipende da come spendi. E’ urgentissimo avviare delle politiche di riduzione del debito, ma metterlo in costituzione potrebbe creare le basi per lo smantellamento la funzione pubblica dello Stato e lasciare che ad occuparsene siano i privati. E il privato di fronte alla linea dell’autobus che va in periferia per far viaggiare 10 persone, cosa fa la taglia perché non gli conviene. La politica quando non funziona, e non funziona quando si eleggono le persone sbagliate, diventa tecnica. Una parola che non abbiamo inventato noi ma è comparsa al mondo una 40ina di anni fa. MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Sono gli anni ’70 e un gruppo di uomini potenti – americani, europei giapponesi – pronunciava
questa parola: tecnocrazia. E’ la Commissione Trilaterale – Stati Uniti, Europa, Giappone – voluta da David Rockefeller nel 1973 per disegnare il futuro del mondo, o meglio per dargli una raddrizzata. PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST E’ la filosofia che ha guidato la Commissione trilaterale fin dal primo giorno, quella della tecnocrazia e che è a tutti gli effetti una filosofia politica. MICHELE BUONO FUORI CAMPO La Commissione Trilaterale ha la struttura di un parlamento globale ma i membri non sono eletti, sono invitati. Banchieri, politici, industriali, rappresentanti di multinazionali, accademici, giornalisti, editori non hanno mai smesso di riunirsi in seduta plenaria una volta l’anno. E già a metà degli anni ’70 , l’analisi della Commissione Trilaterale sulla crisi mondiale – salari alti e crescita non più ai ritmi del dopoguerra – era “eccesso del sistema decisionale”. Troppa democrazia. Soluzione? Più potere ai governi e meno ai parlamenti. Patrick Wood statunitense ha seguito i lavori della Trilaterale fin dall’origine. Lo intervistiamo via skype. PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST
Sin dall’inizio il loro intento specifico fu quello di creare un nuovo ordine economico internazionale
ed elaborarono due concetti per realizzare i loro piani: interdipendenza tra i soggetti e tecnocrazia, come mezzo per controllare la società.MICHELE BUONO Più tecnocrazia e meno politica: era questo il piano?
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST Fu questo il piano fin dall’inizio. Tant’è che la Commissione trilaterale riuscì a prendere il controllo dell’esecutivo americano dominandolo negli ultimi 30 anni. MICHELE BUONO Che genere di mondo volevano disegnare e stanno disegnando?
PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST
Sono convinti che non ci sia più bisogno dello stato così come lo si è inteso per centinaia di anni e quindi agiscono per poter eliminare il concetto di sovranità nazionale e di autodeterminazione. In quei giorni nessuno aveva previsto che il sistema che stavano creando avrebbe portato il mondo è quello che è oggi: talmente connesso a livello finanziario che se una nazione singhiozza, l’intero pianeta cade in ginocchio.
MICHELE BUONO FUORI CAMPO C’era una volta una legge bancaria, il Glass Steagall Act che dopo la crisi del ’29 regolamentava l’attività: da una parte le banche commerciali con attività tradizionali e garantite dallo Stato, dall’altra le banche d’affari con attività speculative. L’industria bancaria poi fece pressione per abolire questa distinzione. Troppi lacci e lacciuoli – si diceva – sarà solo il mercato a regolare tutto.
Tant’è che sotto l’amministrazione Clinton (ex membro della Commissione trilaterale – era il 1999 -) il Glass Steagal Act fu abolito. Rotti gli argini, le banche di tutto il mondo si sono messe a fare tutto: raccolta del risparmio, speculazione, costruzione e vendita di titoli di debito.PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST Vorrei far notare che per la prima volta nella storia due membri della Commissione trilaterale sono diventati i primi ministri di due nazioni in Europa: la Grecia e l’Italia.
MICHELE BUONO Qual è stato il ruolo del signor Mario Monti nella Commissione trilaterale? PATRICK WOOD – SAGGISTA-EDITOR THE AUGUST FORECAST Monti è stato il presidente europeo della Commissione trilaterale. Quindi la sua responsabilità era quella di portare avanti le operazioni europee. Ora io posso parlare di come gli uomini della trilaterale si comportano negli Stati Uniti una volta che si ritrovano ad occupare posizioni di potere: hanno la possibilità di eseguire qualsiasi strategia politica della trilaterale con o senza il consenso del popolo.MICHELE BUONO FUORI CAMPO Non è un complotto perché la stessa storia potrebbe essere raccontata partendo da altre premesse. Diciamo che ognuno, anche da sponde diverse, ci ha messo un pezzo. Interessi, buona fede, incapacità, errori, si sono intrecciati e hanno disegnato un modello. MICHAEL HUDSON – PRESIDENTE ISTITUTO STUDI TENDENZE ECONOMICHE
LUNGO PERIODO Se si traccia una mappa del Giappone e Fukushima viene inondata, non diciamo che la mappa è stata allagata ma che è il Giappone a essere stato sconvolto. Il modello è solo una falsa mappa per poter convincere le persone a seguire un sentiero suicida facendo credere alle famiglie e alle industrie che sarebbero diventate più ricche solo se avessero contratto debiti senza lavorare e produrre. Il problema è che è stata seguita una falsa mappa che descriveva la realtà. MICHELE BUONO FUORI CAMPO
Seguendo una mappa diversa vediamo come cambia la realtà. report rai3 via dagospia

La demagogia di Report (by Temis)

Lunedì, 28 Marzo 2011

Report scimmiotta Striscia La Notizia. Ieri (molti) momenti di ottimo giornalismo sono stati rovinati da (alcuni) eccessi di demagogia dei giornalisti di Report. Non è corretto trasmettere le dichiarazioni di Elkan che aveva espressamente chiesto di non diffondere le sue parole. E’ pura demagogia chiedere in prima serata che Marchionne trasferisca la sua sede in Italia o in America (dalla Svizzera) per pagare più tasse. E’ pura demagogia denunciare che i lavori nella casa svizzera di Marchionne sono stati fatti da una società italiana che pagava (regolarmente) meno i giardinieri (quando dopo l’intervento dei sindacati svizzeri la società ha immediatamente pagato il surpuls richiesto dalla normativa svizzera). Queste cadute non fanno onore a Report, che rimane una delle migliori trasmissioni investigative italiane. Temis

Viva Assange!

Giovedì, 2 Dicembre 2010

Non ci sono appelli a difesa di Assange, come mai? eppure le polizie di mezzo mondo stanno valutando quali accuse muovere a carico del fondatore di Wiki-leaks per bloccarlo. Quelli di Assange sono i più clamorosi scoop dell’ultimo secolo. Anzi, a ben vedere, non hanno precedenti nella storia del giornalismo (dovrebbero dargli tutti i premi giornalistici esistenti al mondo). E che si possa trattare di scoop eterodiretti poco importa. Anche nel Wartergate le prove sono uscite perchè qualcuno le ha volute fare uscire. E’ (quasi) sempre così per le grandi storie (diverso è se si dovesse dimostrare che Assange faccesse parte di una organizzazione a scopo politico o economico o si fosse prestato consapevolmente come strumento per una compagna di controinformazione da parte di organizzazione di tal genere). Assange è accusato di aver messo a repentaglio vite e operazioni delicatissime. Vero, ma è una accusa che potrebbe essere mossa a qualunque giornalista (vedi il Berlusca alla Gabanelli per Finmeccanica). E’ evidente che Assange non sia un paladino della libertà. Ma nessuno chiede ad un giornalista di esserlo. Un giornalista è un uomo che lavora per informare il pubblico su persone, cose ed eventi che altrimenti ignorerebbe. Le ragioni, ideali o materiali, per cui lo fa attengono al privato e il suo lavoro va giudicato per come è fatto e non per le ragioni per le quali è fatto. L’invidia è una brutta besta, soprattutto quella professionale, ma il clima che sta creando è pericolosissimo, perchè c’è il rischio che, nell’omertoso silenzio della stampa, gli scoop di Assange siano utilizzati dal potere per mettere il bavaglio ai media. Ecco perchè dovrenmmo tutti gridare: W Assange. temis

Dopo Report, governo e magistratura cosa fanno?

Lunedì, 22 Novembre 2010

ieri la gabanelli ha denunciato affari e malaffari intorno a finmeccanica e enav, società controllate dallo stato. oggi i giornali igonorano il servizio di report. cosa farà il governo, proprietario delle due società, e la magistratura? temis

Gabanelli a senso unico

Lunedì, 18 Ottobre 2010

Perchè la Gabanelli non ha garantito la replica a Berlusconi? ne aveva tempo e modo. così come è stato programmato il servizio di Report è fatto proprio per aizzare polemiche e stigmatizzare Berlusconi. Un giornalista serio avrebbe montato il suo servizio e lo avrebbe fatto vedere all’avv. Ghedini in modo da sollecitarne la replica. Mandare in onda la eventuale replica dei legali di Berlusconi nella prossima puntata non ha lo stesso senso ed effetto del farlo contestualmente all’inchiesta. Innanzitutto, dinanzi alle repliche, quella del giornalista non appare più come la verità, ma come una inchiesta (quale è); poi inserire immediatamente le repliche è l’unico modo per assicurarsi che chi vede il programma – posto che non è detto che lo veda anche la settimana dopo – possa formarsi una opinione equilibrata alla luce del contraddittorio. tutto questo a report non è stato fatto, pur essendoci modo e tempi. perchè? forse, perchè anche la gabanelli si è fatta prendere dalla santonite e indulge nell’autocompiacimento: un servizio senza repliche è più forte e le repliche il giorno dopo garantiscono la ripresa. ma questo, cara gabelli, non è giornalismo. temis

Piano case, a lezione da Report

Martedì, 15 Giugno 2010

Ieri sul satellite rai è andata in onda una vecchia puntata di Report sul piano case. Afrogola, da una parte, la Germania, dall’altra.  con sintesi calcistica possiamo dire: o a 1 miliardo. il sistema tedesco ha un principio fondamentale: la facciata è della collettività, l’interno è dei privati. Il profesisonista certifica, l’amministrazione publica controlla. quando si costruisce, i vicini certificano il rispetto delle distanze. se non lo fanno o si rifiutano, il comune controlla. costo delle pratiche in germania quello del francobollo, in italia per chiudere una porta dentro casa: 7.000 euro!

Abbiamo 10.000 commissari straordinari

Giovedì, 27 Marzo 2008

La politica in Italia costa otto miliardi di euro. Lo dice Bernardo Iovene, autore di Report, la più famosa trasmissione di inchieste tv condotta da Milena Gabanelli. Quattro servono per il personale politico, cioè gli eletti, di Camera, Senato, regioni, province, comuni, circoscrizioni e comunità montane. Poi, però, visto che la politica e la burocrazia sono spesso lente e inefficaci si ricorre a due rimedi: i commissari straordinari e i consulenti esterni. I primi sono in tutto diecimila e costano un altro miliardo di euro. A loro volta accade che i anche i commissari falliscono, come dimostra l’eterna emergenza rifiuti a Napoli.
ilriformista.it 27/03/2008

(continua…)