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L’esercito contro i terroristi, perchè?

Lunedì, 14 Maggio 2012

E’ tornato il terrorismo. Il governo annuncia l’intervento dell’esercito. Sicuramente Monti & C. dispongono di notizie riservate. Ma il ricorso all’esercizio ci sembra un pò prematuro. Non ci piace. Perchè l’Italia ha affrontato senza esercito ben altri disordini. Perchè il ministro della difesa è un ammiraglio e quello dell’interno un prefetto…TEMIS (di seguito riportiamo un vecchio post)

Scatenare la piazza con le liberalizzazioni, perchè?

L’obiettivo è rilanciare la crescita del paese. lo strumento sono le liberalizzazioni. c’è allora da chiedersi come mai il governo Monti abbia deciso di partire proprio con i taxi. è difficile immaginare che la liberalizzazione dei taxi possa rilanciare l’economia. ma tutti sanno che la liberalizzazione dei taxi blocca ed infiamma le piazze. se si vuole partire scatenando il conflitto sociale i taxi sono un ottimo punto di partenza. ma allora perchè intestardirsi? perchè fomentare la piazza, quando quasi ogni giorno ci sono minacce o attentati ad equitalia? in un governo nel quale il ministro della difesa è un ammiraglio e un prefetto è ministro dell’interno, fossimo complottisti, ci chiederemmo: miopia o calcolo politico? temis

Anticipò il delitto di Tobagi: condannato il Carabiniere e i giornalisti che lo scrissero

Venerdì, 21 Settembre 2007

(Ansa) - Si è concluso con due condanne, – davanti al Tribunale di Monza in composizione monocratica -, il processo che vedeva imputati il giornalista Renzo Magosso, autore di un articolo sul delitto Tobagi, pubblicato sul settimanale ‘Gente’ e l’allora direttore della testata, Umberto Brindani.

Il procedimento è scaturito da una querela per diffamazione, presentata dal generale dei carabinieri in pensione Alessandro Ruffino e dalla sorella del generale Umberto Bonaventura, e concerneva un articolo sul numero di ‘Gente’ del 17 giugno 2004 in cui Magosso riportava un’intervista a un sottufficiale dei carabinieri dell’epoca, Dario Covolo, che dichiarava di avere presentato, sei mesi prima del delitto Tobagi una nota informativa sui terroristi che stavano progettando l’azione criminosa e che i suoi superiori la chiusero in un cassetto.

Nel corso del processo, Covolo (detto "Ciondolo") ha ribadito la versione dei fatti fornita a Magosso e cioè che già nel 1979 i suoi superiori, Ruffino e Bonaventura, all’epoca capitani dell’Arma, erano al corrente che Walter Tobagi era nel mirino dei terroristi. Ma il giudice Ilaria Maupoil ha accolto la tesi del pm Alessandro Pepè secondo cui Magosso avrebbe pubblicato le confidenze di Covolo senza verificarne l’esattezza – che non è mai stata provata, è stato sottolineato, in nessun atto processuale – al solo fine di fare uno scoop.

Magosso è stato condannato a una multa di 1.000 euro e dopo la lettura della sentenza ha dichiarato: ”Oggi il mestiere di giornalista si sente molto male: per aver fatto una intervista a un protagonista dei fatti relativi alla morte di Tobagi, mi vedo condannato. Non esiste la libertà di stampa garantita dalla Costituzione”. Brindani è stato condannato a 300 euro di multa e, in solido con Magosso, a risarcire le parti lese con una provvisionale di 218 mila euro, oltre alle spese legali per 20mila euro.
La sentenza verrà depositata entro 90 giorni: solo allora si potrà capire come ha ragionato il giudice Maupoil e su quali elementi si fondi la colpevolezza degli imputati.