Articolo taggato ‘terroristi’

Dove stanno i nuovi terroristi (by Pansa)

Martedì, 3 Novembre 2009

Sarebbe così se il protagonista della vicenda fosse un privato cittadino, un commerciante, un avvocato, un uomo d’affari. Ma non è il caso di Marrazzo. Lui era un uomo politico. Per di più elevato al rango di governatore della regione dove si trova la capitale d’Italia.

Qualche giornale, a cominciare dal Riformista, ha confrontato le somme consegnate ai trans e gli assegni firmati ai quattro carabinieri ricattatori con l’indennità percepita per l’incarico pubblico. L’indennità, così è stato scritto, ammontava a 13.600 euro al mese, al netto delle tasse. Una cifra molto alta per gli italiani che hanno stipendi normali. Ma molto bassa quando si pensa che ogni rapporto con i trans comportava una spesa consistente. In più c’erano gli aiuti in denaro concessi con regolarità al signore-signora preferito.

Può darsi che l’inchiesta della Procura di Roma scopra che Marrazzo aveva un altro reddito lecito, derivante da beni personali. Ma finora questa scoperta non è stata fatta. Anzi si è saputo che l’ex-presidente non godeva di una situazione finanziaria facile. Era gravato da mutui edilizi. E non si trovava sempre in regola con i pagamenti.

Ma allora è inevitabile chiedersi dove Marrazzo trovasse i soldi per soddisfare il lato debole del suo privato. Anche qui finora non c’è una risposta chiara. Nell’incertezza è dunque fatale che emerga il sospetto di introiti illegali, connessi all’incarico di governatore. Per dirla chiara, pur se in tono sommesso e aperto a ogni smentita, il numero uno del Lazio incassava tangenti? Questo interrogativo conduce a un altro: se così fosse, nella giunta regionale s’era insinuato il virus della corruzione?

La seconda domanda riguarda il comportamento di Marrazzo con i trans. Certo, non li frequentava allo scoperto. Ma andava spesso in via Gradoli con l’auto presidenziale, immagino con l’autista. E si faceva lasciare a poca distanza dal posto, con il pretesto di fare una passeggiata. Allora mi chiedo: è possibile che nessuno dei suoi collaboratori più stretti fosse all’oscuro di quelle frequentazioni? Se non erano occasionali, ma abituali, come facevano a non sapere? E come è possibile che i vertici politici della regione ignorassero il passatempo del presidente?

Chi ha vissuto in un collettivo professionale, la redazione di un giornale, uno studio legale importante, una giunta regionale, sa bene che tutti conoscono tutto del capo: vita, morte e miracoli, come dicevano le nostre nonne. Al nucleo di comando della Regione Lazio poteva sfuggire un aspetto così importante del privato di Marrazzo? Ma se qualcuno sapeva, perché non l’ha messo sull’avviso? Non tanto a proposito del rischio di essere scoperto. Bensì del pericolo di vivere in un modo inaccettabile per chi ha doveri pubblici molto stringenti, anche d’immagine. E della necessità di preservare il proprio onore.

Se la prima domanda ci porta a ipotizzare un sistema di corruzione fondato sulle tangenti, la seconda conduce a una certezza: nei piani alti della politica oggi domina un cinismo brutale. Lo stile di vita non conta più nulla. Puoi tenere di continuo comportamenti che non si addicono al tuo rango, ma nessuno ti richiama, né ti invita a correggerti. L’espressione "dare scandalo" è stata abolita. Sei ricattabile perché frequenti gente abituata a ricattare? E chi se ne importa.

Si sta affermando nella casta politica una nuova immoralità. Esistono molte eccezioni. Ma i due virus della corruzione tangentara e dell’indifferenza per gli stili di vita pericolosi dilagano. Non credo di esagerare. I cittadini considerano i politici dei ras incontrollabili. In più sanno bene che non ottieni nulla dal sistema pubblico se non paghi. E masticano amaro quando sentono parlare di lotta all’evasione fiscale. Chi dovrebbe imporla e condurla? Proprio i partiti, tutti, che poi chiudono gli occhi davanti ai loro errori e ai loro orrori. E ingrassano grazie ai milioni incassati in nero con le mazzette.

In queste settimane si è parlato più volte del clima di violenza che sta emergendo in Italia. Sono stato uno dei primi ad avvertire questo rischio nei miei Bestiari sul Riformista. Ogni giorno, purtroppo, la cronaca mi dà ragione. Ma oggi mi chiedo dove stiano i nuovi terroristi che possono aggredire la nostra repubblica. E ho paura della risposta che mi sento obbligato a dare. Non stanno in qualche rete clandestina, bensì alla luce del sole. Hanno prebende, onori e auto blu. È il partitismo cialtrone e mazzettaro il vero nemico della fragile democrazia italiana.

Vi ricordate che cosa avvenne a partire dal 1992? La Prima Repubblica cadde nel fango di Tangentopoli. E sotto i colpi dei magistrati di Mani Pulite. Ci furono degli eccessi, questo è vero. Ma il palazzo della politica era già minato nelle fondamenta dagli errori compiuti dai partiti.

Vogliamo rifare quell’esperienza? Mi auguro di no. Oggi le conseguenze potrebbero essere ben più drammatiche. Non c’è alle viste nessun nuovo Berlusconi, né a destra né a sinistra. Avremmo soltanto un grande vuoto. Che chiunque potrebbe riempire. Usando sistemi brutali. Imponendo un ordine di ferro. Un ordine, come si diceva un tempo, sorretto dalle baionette.

g.pansa ilriformista

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Niente bombe nelle stazioni, porti e metropolitane. Perchè?

Mercoledì, 7 Ottobre 2009

Non siamo complottisti (anche se ogni tanto cadiamo nella tentazione), ma ogni volta che prendiamo un aereo, facendo la fila per i controlli, ci poniamo una domanda. come mai le bombe dovrebbe essere messe solo sugli aerei e non nelle metropolitane, nei porti, sulle navi, nelle stazioni? i terroristi sono feticisti degli aerei? in spagna le bombe le hanno messe sui treni. ma il mondo non ha reagito come per l’11 settembre blindando tutto. perchè? troppi costi (in cina, per accedere alla stazioni si passa il controllo e lì sono 1 miliardo di persone!)? ma allora la ns vita non vale nulla. o blindare gli aeroporti, anche se inutile, è un affare? pensate al business sui recipienti dei liquidi che ha creato quel terrorista che aveva la bomba nei tacchi da cui spuntavano i fili…. 

No: questo è troppo!!

Martedì, 6 Gennaio 2009

«Guardi, a me la preghiera di per sé non disturba, si figuri. Se un musulmano venisse a San Pietro a pregare che dovrei dire? La gente che prega fa sempre bene. Però…». Il cardinale Renato Martino, presidente del pontificio Consiglio della giustizia e della pace e del Consiglio per i migranti, si concede una pausa.

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Silvia Baraldini: terrorista con decine di anni di carcere e 50 onorificenze in Italia

Lunedì, 3 Dicembre 2007

E così, veniamo a sapere dalle cronache, Silvia Baraldini – a suo tempo condannata negli Usa a svariate decine di anni di carcere per partecipazione a organizzazioni terroristiche, poi fatta rientrare in Italia dall’allora ministro della giustizia Diliberto con la promessa (naturalmente subito violata) di farle scontare la pena in patria – Silvia Baraldini, dicevo, ha ricevuto finora, in Italia, la bellezza di una cinquantina di onorificenze. L’ultima l’altro giorno: la cittadinanza onoraria dal Comune di Venaria Reale. E allora uno si chiede sbigottito che cosa bisogna pensare di un Paese simile, di un Paese che non solo fa sempre di tutto per essere all’altezza della sua fama di faziosità ideologica contro il nemico di turno (che siano gli Usa o gli immigrati di Cittadella non fa differenza), ma che ama anche trasformare sempre la sua faziosità in dichiarazione ufficiale, in liturgia, in cerimonia con gli addobbi. Tanto meglio se al confortevole riparo dell’autorità costituita.

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L’ombra di Toni Negri sulla Biennale della Musica di Venezia

Mercoledì, 3 Ottobre 2007

 

"L’ormai imminente Festival di Musica Contemporanea, che si svolgerà negli spazi dell’Arsenale di Venezia dal 4 al 13 ottobre, a giudicare almeno dal tono sfiduciato in cui ne va parlando da giorni lo stesso Giorgio Battistelli, che ne è il direttore artistico, non si preannuncia troppo brillante. Eppure a rallegrare l’attesa dovrebbe bastare il nome del professor Toni Negri. Bisogna infatti sapere che quest’anno nel programma del festival, grazie a una geniale intuizione dello stesso Battistelli, e del maestro Stefano Catucci, il musicologo che ne curerà la sezione dedicata agli incontri di Musica e Filosofia, figura anche una lezione del celebre filosofo brigatista sui rapporti tra la Musica e il Presente. Un argomento sul quale Negri avrà molte cose da dire, giacché nessuno come lui sa bene che i suoni più eccitanti della musica del nostro tempo sono gli spari delle P38 negli anni di piombo, le raffiche delle mitragliette degli assassini di Moro, il fracasso delle vetrine spaccate dai no-global, il boato del crollo delle Twin Towers, il muggito degli armenti moltitudinari nei quali oggi ripone tutte le sue speranze e tutti gli altri soavi rumori che gli sono sempre stati cari.

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Solo i terroristi islamici si suicidano? chiaro: niente sesso, TV, sport….

Martedì, 25 Settembre 2007

"Tutto il mondo si domanda perché i terroristi mussulmani, e non quelli di altre religioni del mondo, sono tanto ansiosi di suicidarsi. Bene, analizziamo quel che segue:

1. Proibito il sesso prematrimoniale
2. Non esistono le prostitute
3. Proibite le bevande alcoliche
4. Proibiti i bar
5. Proibita la televisione
6. Proibito internet
7. Proibiti gli sport, gli stadi, le feste, ecc.
8. Proibito l’adulterio
9. Proibito mangiare carne di maiale
10. Sabbia da tutte le parti e nemmeno una jeep per divertirsi
11. Tonache invece che vestiti
12. Mangiare solo con la mano destra perché con la sinistra ci si pulisce le parti intime (è vietata la carta igienica, come se la vita non fosse sufficientemente complicata)
13. Non ci si può radere
14. Non si può fare la doccia
15. Proibita la musica straniera
16. Proibita la radio
17. Le grigliate sono di carne di asino cucinate su sterco di cammello
18. Le donne usano vestiti che sembrano sacchi e sono sempre velate
19. La moglie te la scelgono gli altri
20. Tua moglie è così coperta che solo dopo sei mesi ti accorgi che ha la barba!!!

…ad un certo punto, qualcuno ti dice in maniera convincente che, quando muori, andrai in paradiso dove avrai tutte le cose che non hai avuto in terra… Non ti suicideresti anche tu?!?"

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Terroristi assunti dallo Stato. Digiuna un familiare delle vittime. Le ragioni.

Martedì, 14 Novembre 2006


Lorenzo Conti ha iniziato il digiuno per protestare contro lo Stato italiano che inserisce nelle istituzioni, a vario titolo, degli ex terroristi. Si tratta del figlio dell’ex sindaco di Firenze, Lando Conti, ucciso dai terroristi. Con il digiuno, Lorenzo Conti chiede: al Presidente della Repubblica di attivarsi per far dimettere o revocare la nomina di Sergio D’Elia, ex terrorista, da segretario d’aula a Montecitorio; ai parlamentari di approvare una legge che vieti a chi ha commesso reati contro lo Stato di assumere cariche istituzionali o di lavorare per lo Stato. Temis ha già preso posizione sul caso Del Bello, nominato capo della segreteria di un Sottosegretario di Stato al Viminale (vedi post 6 e 11 novembre 2006), tuttavia la protesta di Conti non ci convince. Anzitutto perchè mira a coinvolgere il Capo dello Stato. D’Elia è stato eletto dal Parlamento e il suo caso dovrebbe essere affrontato dal Parlamento. Il Presidente della repubblica deve rimanerne estraneo anche perchè – e veniamo alla seconda richiesta di Lorenzo Conti – nessuna legge vieta la nomina di ex terroristi. E’ opportuna questa legge? pensiamo di no; ma lo pensiamo nella convinzione che sia più opportuno discutere degli anni del terrorismo con l’obiettivo di creare le condizioni per una definitiva pacificazione civile. Il confronto sul terrorismo è l’unico modo per voltare pagina ed evitare che la “seconda vita” di chi ha commesso reati contro lo Stato continui (giustamente) a turbare le coscienze e a inquinare la politica.
(in foto: Sergio D’Elia)