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Antonella Troise: la storia della donna che terrorizza il Berlusca

Venerdì, 27 Giugno 2008

Ecco forse qual è stato il guaio. Sette anni fa, ad un galà giù a Bari, la presentarono ad Alberto Sordi che forse apprezzò più che altro la stangona bionda ma, da gran signore, le fece tanti cari auguri per una luminosissima carriera. Già da prima e da allora più che mai «quella pazza pericolosa di Antonella Troise», per dirla con Berlusconi, si ripeteva in testa un solo mantra: diventerò una grande attrice.

Karma non pervenuto. Lo stringato curriculum (età non specificata) segnala una partecipazione a «Chiavi in mano» con Martufello e un cameo ne «La regina degli uomini pesce» con Ramona Badescu, poi finalmente un ruolo decente in «Casomai» di Alessandro D’Alatri e, finalmente bis, un copioncino tutto suo in «Capri», la superfiction su Raiuno. Lì era Gloria, cattivissima giornalista rosa. Un personaggio che magari non c’era nella sceneggiatura originale ma che sarebbe stato infilato di prepotenza «per far contento chi sai tu».

Meno lieti sono stati, pare, i compagni di lavoro con cui ha a turno litigato sul set. Incompreso il talento: «Una cagna spaziale», ricordano. Fraintesa la personalità estrosa: «Mezza matta? Tutta ». La difende il regista Enrico Oldoini: «Con lei ho avuto un ottimo rapporto, era carina e disponibile. Raccomandata? Come altri cento che mi propone il casting. Il ruolo non le piaceva, non era convinta, ho dovuto insistere. Sì, mi raccontava che con altri aveva problemi».

Lei, di buona famiglia campana, casa in Prati, affreschi, quadri di pregio, estati in Costa Smeralda, feeling per An, disse allora a Panorama: «Il gossip non mi tocca, sono forse troppo riservata nella vita per esserne una vittima». Certo, sì. Il suo nome e cognome spuntarono fuori già nella prima tornata di intercettazioni, in condominio con Elena Russo, Eleonora Gaggioli, Camilla Ferranti ed Evelina Manna che, ritirata in ballo pure lei («Telefonatele, è in uno stato di frustrazione assoluta», si raccomanda Berlusconi con il produttore Guido de Angelis), sbotta così: «Quello che dice il presidente del Consiglio al telefono come faccio a controllarlo? La mia carriera cammina spedita comunque».

Non quella di Antonella convinta (si apprende dalle telefonate segrete tra il Cavaliere e Saccà) che qualcuno (il premier) la odi e le voglia bloccare l’ascesa artistica. Inducendola forse a qualche chiacchiera di troppo (Berlusconi a Saccà: «È andata a dire delle cose pazzesche in giro»). Intanto ha girato con Ricky Tognazzi la fiction «I segreti dell’isola di Korè» (11 luglio prima al cinema Adriano), è il decimo nome in cartellone, al n. 17 c’è Simona Borioni, segnalata pure lei, vedi tu.

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Dalla Repubblica delle banane alla Repubblica dei piselli

Venerdì, 27 Giugno 2008

La buonanima di Gianni Agneli commentando le difficoltà del I governo Berlusca sostenne che eravamo diventati una repubblica delle banane. chi sa cosa avrebbe detto oggi dopo le intercettazioni del premier con Saccà e le prodezze adolescenziali di Gianfranco Fini. Dalla repubblica delle banane alla repubblica dei piselli. La battuta non è raffinata, ma coglie nel segno.

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Cosa sa la Troise per cui “sta diventando pericolosa” per Berlusconi?

Venerdì, 27 Giugno 2008

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